domenica 14 settembre 2008

Un qualunquista democratico

"Che libri", pagina 33
di Lanfranco Palazzolo
Settembre 2008

Il movimento dell'Uomo qualunque arriva in libreria. La biografia politica del giornalista e commediografo Guglielmo Giannini dal titolo "Il qualunquista. Guglielmo Giannini e l'antipolitica. A firmado è il giornalista Carlo MariaLomartire che ha ripreso un memoriale pubblicato dallo stesso Giannini sul settimanale "Oggi" ripercorrendo le tappe della breve avventura del movimento, divenuto poi partito de "L'uomo qualunque". Il merito del libro di Lomartire è quello di aver consegnato alle stampe un libro semplice dal quale emerge chiaramente la figura del commediografo, uomo ingenuo e lontano dai giochi della politica. Ancora oggi, tutti i politologi italiani continuano a studiare la genesi della formazione politica del "torchietto". Nata casualmente intorno al settimanale L'Uomo aualunqae che fu decisivo per la sopravvivenza politica di Alcide De Gasperi nei due anni della costituente. Il partito dell'Uomo qualunque nacque casualmente sfruttando l'avversione di molti italiani nei confronti dei cosiddetti partiti antifascisti. Nelle file di questa formazione politica, l'unica delle forze democtatiche a non aver partecipato alla Resistenza, finirono liberali, monarchici, naziona[ sts,a, ntifascisti, repubblicani, tutti uniti dalla comune ambizione della nascita di uno Stato minimo di tipo liberale che permettesse all'individuo di soprawivere dopo anni di conflitto. Giannini era rimasto segnato dalla guerra: nel 1941 aveva perso il figlio aviatore, nel1943 suo padre era morto di stenti. Da quei dolori nacque l'idea di scrivere un saggio sulle sue vicissitudini personali, che ebbe un grande successo: "La folla: seimila anni in lotta contro la tirannide" (editrice Faro di Roma). E proprio "La folla" fu il manifesto politico di questo nuovo partito che portò all'assemblea costituente oltre 30 parlamentari. I partiti tradizionali guardarono con diffìdenza questo "uomo onesto", trasparente che criticava gli Uomini politici professionali (upp) e faceva parlare tutti gli iscritti nei congressi del suo partito. Benedetto Croce non voleva saperne di questo uomo politico che utilizzava nell'aula della Costituente il linguaggio della commedia e che divertiva i parlamentari. Anzi considerava Giannini come una minaccia all'elitismo del Pli: e sia il Presidente del Consiglio De Gasperi che Palmiro Togliatti non vollero mai dare alcun riconoscimento politico a Giannini. Il primo lo utilizzo per la formazione del suo primo Governo senzai comunisti senza però dargli alcun ministro. Mentre il secondo cercò di avvicinarlo a sè per dimostrare l'inaffidabilità di questo partito. L'esito di tali manovre fu una congiura messa in atto dal Presidente di Confìndustria Angelo Costa e dall'armatore Achille Lauro che promossero una riunione segreta dei parlamentari dell'Uq all'albergo Moderno a Roma promuovendo la fine del partito. I qualunquisti furono così costretti a confluire con i liberali con grande disappunto del fìlosofo Croce. A Giannini rimasero solo i debiti. In suo soccorso giunse monsignor Roberto Ronca che riuscì a cancellare tutte le pendenze economiche del partito del "torchietto". Nel1958 Guglielmo Giannini fu ospite della popolare trasmissione de "Il Musichiere" di Mario fuva. Nel congedarlo, il presentatore romano gli disse: "Vorremmo che i politici prendessero esempio da lei, fossero più vicini alla gente". Chissà, forse è proprio per questo che I'avventura dell'Uomo qualunque ebbe vita così breve. (l.p.)