lunedì 15 settembre 2008

Sessantottini nel nome del Duce

"Gli orfani di Salo"
Intervista ad Antonio Carioti
Radio Radicale

Lo scorso 9 settembre ho intervistato il mio amico Antonio Carioti che ha pubblicato "Gli orfani di Salò" (Mursia). Le interviste con Carioti mi riescono sempre molto bene perchè è un mio amico e poi perchè lo stimo. Abbiamo lavorato alcuni anni alla "Voce Repubblicana". Devo dire che mi sono trovato molto bene con lui anche se qualche volta l'ho fatto arrabbiare. In questa intervista abbiamo parlato delle polemiche che hanno accompagnato il libro. Questa chiacchierata si è trasformata anche in un invito a chi non avesse letto il libro a farsi un'idea di cosa è scritto in questo volume. Mi raccomando! Fatelo prima di criticare l'autore e di dire che di certi temi non si deve parlare. Nel post pubblico anche la dedica che Antonio ha scritto per me sulla terza pagina degli "Orfani di Salò" lo scorso 28 giugno.
Buon ascolto.

Il vero Luigi Tenco a fumetti

Che libri, settembre 2008
Pagina 27
Settembre 2008
di Lanfranco Palazzolo

Si può scrivere un saggio attraverso il linguaggio del fumetto? Questa è la sfida dell'editore Beccogiallo che ha pubblicato “Luigi Tenco, Una voce fuori campo”. In questa ricostruzione degli ultimi mesi della vita del cantautore, morto suicida durante il Festival di Sanremo del 1967 dopo l'eliminazione della sua canzone “Ciao, amore ciao”, i disegnatori Luca Vanzella e Luca Genovese sono stati più bravi di tanti saggisti che negli ultimi due anni hanno pubblicato una valanga di libri su Tenco. La bravura dei giovanissimi disegnatori trevigiani (sono appena 30enni) è stata quella di aver costruito un fumetto sulla base della documentazione fotografica sul cantautore genovese e di essere riusciti a mischiare queste testimonianze con un abile flashback che ha senza dubbio messo in chiaro la personalità dell'artista. Il libro si avvale della prefazione di Mario Luzzato Fegiz che ricorda il ruoio che svolse “lo spirito” diTenco all'epoca della stesura del suo “Morte di un cantautore” (Gammalibri) del 1977 nel quale sosteneva la tesi del suicidio. Fegiz scrive che “Luigi non gradiva queste indagini, e da lassù mi mandò più di un segnale, il primo dei quali fu un infortunio odontoiatrico durante la stesura del libro”. (l.p.)