mercoledì 17 settembre 2008

Brig Brother for the financial world? "No thank you!"

Interview with Giuseppe Pennisi
of Lanfranco Palazzolo, "Voce Repubblicana"
17th September 2008

The global financial crisis is not resolved by establishing a 'Big brother' that the financial controls in the United States. He told the "Voce Repubblicana" Giuseppe Pennisi, economist and professor of Development Economics.
Professor Pennisi, what can you say about the failure of Lehman & Brothers ?
"Do not talk of crisis in the U.S. financial system. But I think it is more correct to speak of crisis in the global financial system. I think it is a mistake to say that this crisis is all the fault of the Americans. I think a mistake. America is living with this crisis in the mortgage sector 'subprime'. Previously they were 'prime' and then became 'subprime'. This situation has occurred for many reasons. The first concern that has caused this shift is fear of international recession and the loss of use of buildings. "
As you are leading central banks to address the concerns of this crisis?
"Central banks tend to move so lopsided and think of preventing crises, in fact, so asymmetrical. Their criterion for action is the theory of markets. The governors of central banks believe that the information which the markets are full, in a sign of the system. Instead this is not the case. This is a diagnosis of the crisis that is ongoing".
Former Fed Governor Alan Greenspan said that this will not be the last crisis in the U.S. financial system.
"I spoke very often about these topics with which I have published articles on 'Libero Mercato' and 'Milano Finanza'. I wrote that this is a systemic problem that will always continue".
Because no one can find a system to monitor financial market in the U.S.?
"I wonder how people can think they can control the American financial market. The problem of the U.S. financial system is that people just have confusion with financial derivatives too complicated and with so much garbage inside. This crisis is not resolved by establishing a 'big brother' of international finance. You can not put a check on any financial promoter. I believe that if the United States had adopted the policy of accounting rules that there is in Europe, there would be these problems".
The French Minister of Economy Christine Lagarde said that this failure will not have a big impact Europe ...
"I do not know how to say this because we do not know what the cash flows of Lehman Brothers & with European banks. In Europe we have more stringent rules for credit than those of Americans. The only that can describe the real members of the Bank for International Settlements (BRI)".

Non serve un Grande fratello della finanza internazionale

Parla il professor Giuseppe Pennisi
di Lanfranco Palazzolo
La "Voce Repubblicana" del 17 settembre 2008

La crisi finanziaria mondiale non si risolve con l’istituzione di un ‘Grande fratello’ che controlla i promotori finanziari negli Stati Uniti. Lo ha detto alla “Voce Repubblicana” il professor Giuseppe Pennisi, docente di Economia dello sviluppo.
Professor Pennisi, è preoccupato del fallimento della Lehman & Brothers?
“Non parlerei di crisi del sistema finanziario americano. Ma ritengo che sia più giusto parlare di crisi del sistema finanziario mondiale. Ritengo sia uno sbaglio dire che questa crisi sia tutta colpa degli americani. Lo ritengo un errore. L’America sta convivendo con questa crisi del settore dei mutui ‘subprime’. Precedentemente erano ‘prime’ e poi sono diventati ‘subprime’. Questa situazione si è verificata per tante ragioni. Il primo timore che ha provocato questo passaggio è la paura della recessione internazionale e la perdita di valorizzazione degli immobili”.
Come si sono comportante le banche centrali di fronte ai timori di questa crisi?
“Le banche centrali tendono a muoversi in modo asimmetrico e pensano di prevenire le crisi, appunto, in modo asimmetrico. Il loro criterio di azione è quello della teoria dell’efficienza dei mercati. I governatori delle banche centrali pensano che le informazioni che hanno dei mercati siano esaustive, nel segno dell’efficienza del sistema stesso. Invece le cose non stanno proprio così. Questa è una diagnosi della crisi che è in corso”.
L’ex Governatore della Fed Alan Greenspan ha detto che questa non sarà certo l’ultima crisi del sistema finanziario americano.
“Sono intervenuto molto spesso su questi argomenti con articoli che ho pubblicato su ‘Libero Mercato’ e su ‘Milano Finanza’. Ho scritto che questo è un problema sistemico che andrà sempre avanti”.
Perché nessuno riesce a trovare un sistema di controllo del mercato finanziario negli Usa?
“Mi chiedo come si possa pensare di poter controllare il mercato finanziario americano. Il problema del sistema finanziario Usa è che persone poco competenti hanno pasticciato con dei derivati finanziari troppo complicati e con tanta spazzatura dentro. Questa crisi non si risolve con l’istituzione di un ‘grande fratello’ della finanza internazionale. Non si può mettere un controllo dietro ogni promotore finanziario. Credo che se gli Stati Uniti avessero adottato il criterio di regole contabili che c’è in Europa, non ci sarebbero stati questi problemi”.
Il ministro dell’Economia francese Christine Lagarde ha detto che questo fallimento non avrà grosse ripercussioni un Europa…
“Non so come possa dirlo visto che non si sa quali siano i flussi finanziari di Lehman & Brothers con le banche europee. In Europa abbiamo delle regole più stringenti per il credito rispetto a quelle degli americani. I soli che possono descrivere lo stato reale sono membri della Banca dei Regolamenti internazionali (Bri)”.