venerdì 19 settembre 2008

La missione impossibile del Pd a New york

D'Alema e Fassino vogliono entrare nell'Internazioane socialista
Voce Repubblicana del 19 settembre 2008
di Lanfranco Palazzolo

L'Internazionale socialista si prepara a discutere la possibilità di modificare il proprio nome, aggiungendo l’aggettivo “democratica”, allo scopo di favorire l’adesione di forze politiche come il Partito democratico italiano ed altre internazionali. Per realizzare questo capolavoro di trasformazione politica quelli dell’Internazionale socialista hanno pensato le cose in grande. La questione, insieme ad altre proposte di riforma, sarà al centro dei lavori del Presidium che si riunirà il 26 settembre prossimo, guarda caso, proprio a New York e dove sarà presente anche il vicepresidente dell’Internazionale socialista Massimo D’Alema. L’ex Presidente diessino fa parte dell’Internazionale come ex Ds, mentre il Pd ha chiesto tempo per decidere, in presenza di diverse posizioni al suo interno. La proposta di trasformare l’Is in Internazioanale socialista e democratica venne originariamente da Piero Fassino, il quale potrebbe essere anche egli presente a New York, proprio per favorire un’adesione del Pd. La sua proposta è stata accolta favorevolmente dal Presidente dell’Is Giorgio Papandreou. Se adesso il presidium approverà la proposta, allora questa sarà votata dal congresso dell’Is in primavera. Una Internazionale socialista e democratica potrebbe consentire l’adesione di partiti quali il Congresso indiano e, in prospettiva, si spera, anche di quello Democratico americano. Durante l’ultima riunione dell’Internazionale a Lagonisi, nei pressi di Atene, alla quale erano presenti D’Alema e Fassino, Papandreou aveva lanciato un gran ponte al partito di Barack Obama, leader che egli vede capace di dare “un importante contributo al progresso e alla pace nel mondo”. La mossa di Papandreu a favore di Barack Obama è stata però “scorretta” nei confronti dei Democratici socialisti degli Stati Uniti (Dsu), il partito che rappresenta l’Is negli Stati Uniti. Questa forza politica non ne vuole proprio sapere di far entrare i Democratici nell’Internazionale socialista. Per la verità il partito del candidato Obama non si pone nemmeno l’interrogativo di entrare in un’organizzazione di partiti estranei alla sua tradizione. Certo, questa mano tesa dell’Internazionale socialista al Partito democratico è un escamotage veramente triste. Una volta si faceva la politica sui contenuti. Oggi invece la politica si sviluppa come nei rebus della Settimana enigmistica. Si pensa di trovare il nome giusto per la soluzione e convincere tutti gli esponenti del Pd della bontà dell’ingresso nell’internazionale socialista che diventa anche “democratica”. Ma le cose in politica – in genere - non si risolvono cambiando un nome.
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The mission impossible of Pd in New york
D'Alema and Fassino to enter Socialist nell'Internazionale
Voce Repubblicana
19th September 2008
Lanfranco Palazzolo
The Socialist International is preparing to discuss the possibility of changing its name, adding the word "democratic", intended to facilitate the accession of political forces as the Democratic Party and other Italian international. To achieve this masterpiece of political transformation of the Socialist International that they thought things big. The issue, along with other reform proposals, will be the focus of the Presidium of the work which will meet on September 26 next, as if by chance, just in New York and where this will be the deputy chairman of the Socialist Massimo D'Alema. Former President DS is part as the International ex Ds, while the Pd requested time to decide, in the presence of different positions within it. The proposal to transform Is in Internazioanale socialist and democratic originally came from Piero Fassino, who he could be present in New York, for their facilitating accession of Pd. His proposal was welcomed by President George Papandreou of ISA. If now the presidium approves the proposal, then this will be voted by the Congress of ISA in the spring. A Democratic and Socialist International could allow the accession of parties such as the IS Congress and, ultimately, hopefully, also of the Democratic American. During the last meeting at the International Lagonisi, near Athens, which was attended by D'Alema and Fassino, Papandreou had launched a large deck of the Communist Party of Barack Obama, that he sees leader capable of giving "an important contribution to progress and world peace. The move Papandreou for Barack Obama, however, was "incorrect" against Democrats socialists in the United States (DSU), the party that represents Is the United States. This political force does not want to know to enter the International Socialist Democrats. In fact the party of the candidate Obama is not even the question of entering into a party outside his tradition. Of course, this outstretched hand of the Socialist Democratic Party is truly tricks sad. Once it was the content policy. Today the policy is developed as in rebus Week enigmistica. You think you find the right name for the solution and convince all members of the goodness of Pd entry of the International Socialist who also becomes "democratic". But things in politics - usually - not solve by changing a name.

The party that was founded by popular vote

Here's how to create the PdL
Interview with Senator Andrea Pastore (PDL)
of Lanfranco Palazzolo
Voce Repubblicana
September 19th 2008

The People of Freedom (PDL) was established by popular vote of Italians. Lo told the "Voce Repubblicana" Senator Andrea Pastore of the People of Liberty, in charge of writing the report on the new Statute of the PDL.
Senator Pastore, in that climate was the meeting of 'constituents' which was a concrete step for the new subject of PDL?
"The Freedom Party is moving on an important fact: the victory of the PDL and the League at the last election. With the majority won by PDL, in fact, the new entity was created by a popular vote. This is a historical fact that allows us to understand that you want to create an organization to translate the vote into action. And then stabilize this new model party. We are working on this hypothesis. The stages of our work are very tight. It is thought to a founding congress scheduled for next January to February. This event will be preceded by the Congress party that into the PDL".
Then what happens?
"There will be a transitional phase and then a final phase that will have to be managed and governed by rules all new because it is new to the origin of this party".
Do you think that by lowering the political parties the statutes should be constitutionalise?
"The question of Article 49 of the Constitution provides that parties as part of our system is quite old. The truth is that we should implement Article 49 of the Constitution and at the same time prevent too hardened the system, especially on parties that are liberal organizations that may be born and die so spontaneously, without any particular rule. And without a public that limits the freedom of the parties themselves. Think of the PDL. The People's freedom is born of a popular vote before it was born as an organized party. If there had been a law that had allowed the participation in the vote only for parties structured, then the PDL would never born".
How should be implemented Article 49 of the Constitution?
"It should be a rule that establishes the minimum requirements for the formation of a party and establishing funding sources for a party where these sources affect public assets that belong to citizens. I believe that Article 49 of the Constitution can not exceed these limits".
In recent days discussing the reform of the European electoral law. Why you remove preferences?
"In Germany are already done. The preferences must be removed to allow the immunity of a full-time care of the European Parliament to constituencies without thinking".

Il partito che nasce dal voto popolare

Ecco come nascerà il PdL
Intervista al senatore Andrea Pastore (Pdl)
di Lanfranco Palazzolo
Voce Repubblicana del 19 settembre del 2008

Il Popolo delle libertà nasce dal voto popolare degli italiani. Lo ha spiegato alla “Voce Repubblicana” il senatore Andrea Pastore del Popolo della Libertà, incaricato di scrivere la relazione sul nuovo Statuto del Pdl.
Senatore Pastore, in che clima si è svolta la riunione dei ‘costituenti’ che ha rappresentato un passo concreto per la creazione del nuovo soggetto del Pdl?
“Il Partito della libertà si muove su un fatto importante: la vittoria del Pdl e della Lega alle ultime elezioni politiche. Con la maggioranza conquistata dal Pdl, di fatto il nuovo soggetto nasce da un voto popolare. Questo è un dato storico che ci permette di comprendere che si vuole creare un’organizzazione per tradurre il voto in fatti concreti. E quindi rendere stabile questo nuovo modello di partito. Stiamo lavorando su questa ipotesi. Le tappe del nostro lavoro sono molto ravvicinate. Si pensa ad un congresso di fondazione previsto per il prossimo gennaio-febbraio. Questo appuntamento sarà preceduto dai congressi dei partiti che confluiranno nel Pdl”.
A quel punto cosa accadrà?
“Ci sarà una fase transitoria e poi una fase definitiva che dovrà comunque dovrà essere gestita e regolata da norme tutte nuove perché è nuova l’origine di questo partito”.
Pensa che con la riduzione dei partiti politici gli statuti debbano essere costituzionalizzati?
“La questione dell’attuazione dell’articolo 49 della Costituzione che prevede partiti come soggetti del nostro ordinamento è piuttosto antica. La verità è che bisognerebbe dare attuazione all’articolo 49 della Costituzione e nello stesso tempo evitare che si irrigidisca troppo il sistema, soprattutto sui partiti che sono organizzazioni libere che possono nascere e morire così, spontaneamente, senza alcuna regola particolare. E senza una mano pubblica che limiti la libertà dei partiti stessi. Pensi al Pdl. Il Popolo della libertà è nato da un voto popolare prima ancora che nascesse come partito organizzato. Se ci fosse stata una legge che avesse consentito la partecipazione al voto solo ai partiti strutturati, allora il Pdl non sarebbe mai nato”.
Come deve essere attuato l’articolo 49 della Costituzione?
“Dovrebbe prevedere una norma che stabilisca i requisiti minimi per la formazione di un partito e che stabilisca le fonti di finanziamento di un partito laddove queste fonti tocchino dei beni pubblici che appartengono ai cittadini. Credo che l’articolo 49 della Costituzione non possa superare questi limiti”.
In questi giorni si discute della riforma della legge elettorale europea. Perché pensate di togliere le preferenze?
“In Germania fanno già così. Le preferenze devono essere tolte per permettere al parlamentare di occuparsi a tempo pieno dei lavori del Parlamento europeo senza pensare alle circoscrizioni”.