martedì 23 settembre 2008

Lo sport italiano emula il modello DDR

Fratelli d'Italia
Radio Radicale, 11 settembre 2008
di Lanfranco Palazzolo
(A destra la Vezzali con Silvio Berlusconi, sotto Alberto Tomba medagliato da Francesco Cossiga e sotto ancora lo stemma della DDR....)

Gli atleti dei Gruppi sportivi delle Forze armate e dei Corpi di polizia sono una colonna portante dello Sport italiano ma anche dei grandi privilegiati. Mentre centinaia di carabinieri, uomini della Guardia di Finanza rischiano la loro vita ogni giorno c'è chi se la passa benissimo con uno stipendio assicurato senza spendere una goccia di sudore. Anzi, il sudore lo utilizzano per lo sforzo sportivo. Ma perchè l'amministrazione penitenziaria e gli altri corpi dello Stato devono mantenere questi divi? Ne ho parlato con Stefano Frapiccini, autore di "Atleti di Stato", che lo scorso 11 settembre mi ha concesso una bellissima intervista che vi ripropongo qui in Link. Nell'intervista Frapiccini parla senza mezzi termini di un modello sportivo, quello italiano, paragonabile a quello a quello della Ex Repubblica democratica tedesca.
In questa ricerca, Stefano Frapiccini illustra la particolarità del fenomeno italiano degli "Atleti di Stato" e dei Gruppi sportivi dell’Esercito, della Marina, dell’Aeronautica, dei Carabinieri, della Guardia di Finanza (Fiamme Gialle), della Polizia (Fiamme Oro), dei Vigili del fuoco, del Corpo forestale e della Polizia penitenziaria (Fiamme Azzurre). Correda il testo un’Appendice con le medaglie conquistate dagli "Atleti di Stato" alle diverse Olimpiadi, estive e invernali. Stefano Frapiccini è nato nel 1964 a Recanati (Macerata). Laureato in giurisprudenza, dottore di ricerca in "Critica storica, giuridica ed economica dello sport", ha sempre analizzato i fenomeni sociali e giuridici con un metro di giudizio obiettivo e distaccato che la sua attività, quasi trentennale, di arbitro di calcio ha contribuito a sviluppare e ad affinare.
Ha lavorato e lavora nella Pubblica Amministrazione: prima nell’Esercito, poi nelle Ferrovie dello Stato e alMinistero della Giustizia fino all’attuale impiego di Funzionario del Ministero dell’Economia e delle Finanze. Da dove ogni tanto entra anche in questo blog.

Il potere in formato Matrioska

La Struttura del potere in Russia
Spiegare la politica attraverso una foto è sempre molto difficile. Ma quello che ha fatto il sito "The interpreter" è davvero straordinario. Non ci vogliono troppe parole per spiegare il senso di questa foto che da sola spiega come viene gestito il potere in Russia. Il titolo della foto è "La struttura del potere in Russia".
Un ringraziamento particolare lo rivolgiamo a soprattuttio a Sam Roggeveen che cura questo sito. Si tratta di Think Thank australiano curato molto bene che vi consiglio di visitare e di leggere con attenzione non solo per questa foto, ma anche per la qualità delle analisi. Il sito è specializzato in Relazioni internazionali.

Obama will not go in International Socialist (IS)

Interwiev with Gianni De Michelis
Voce Repubblicana
by Lanfranco Palazzolo
24th september 2008 - Preview

I do not think that the Democrats of Us will join Socialist international because there is already a socialist party linked to IS. He told the "Voce Repubblicna" former Foreign Minister and Socialist MEP Gianni De Michelis.
Mr Gianni De Michelis, Sept. 26 will be held in New York a meeting of the Socialist International during which the SI should discuss the proposal of the Italian Democratic Party to change the name. The Italian Democratic Party has suggested that after this step, the U.S. Democrats would be in favor of their input nell'IS.
"I think the shadow minister of the Democratic Party Piero Fassino has advanced the Italian proposal for a very simple reason: in Italy the Democratic Party is in great difficulty. It seems clear that this political project today is in total crisis. We will see what others say of the Socialist party. My impression is that this cease Italian proposal for several reasons. The first is that it is not said whether the name change Socialist International, the U.S. Democratic Party could decide to join with other socialist parties from around the world".
What is the position of the other parties of the Socialist?
"I do not think that any party to this important organization today feel the need to change the name of the Socialist and change its identity to only a favor to Piero Fassino at Walter Veltroni and Massimo D'Alema." So his assessment is negative? "I find that these stories are too tied to issues of household. I do not see the real political motives except to the need to remove some difficulties to the Democratic Party in Italy".
It seems in Italy has spread the voice that George Papandreou supports this hypothesis. What do you think of that eventuality?
"I do not know well the details of the Italian proposal. I can exclude that the SI accept the proposal to call Democratic International. Maybe that accepts the proposed International called socialist and democratic parties. This hypothesis may have more luck. But I believe that this proposal has not had any relief in the recent political discussions".
Pd think that the Italian should match this change while Democrats believe that the U.S. will join the International Socialist?
"I doubt that the Democratic Party will adhere to ISO American toto. And then there is already an American party member to ISO that has connotations other than the American Democratic Party. Then you need the consent of the party".

Quando Walter scrisse: "Kennedy che illusione"

La scoperta di Ualter
Il Tempo del 23 settembre 2008
di Lanfranco Palazzolo

Walter e la «grande illusione» di Jfk. In questi giorni i quotidiani italiani hanno dato conto della presentazione a New York dell'edizione americana del libro «La scoperta dell'alba» («The discovery of dawn»), scritto dal segretario del Partito democratico Walter Veltroni.
Il libro viene pubblicato negli Stati Uniti dalla casa editrice Rizzoli. La presentazione avvenuta lo scorso 18 settembre a New York è stata l'occasione per dimostrare all'opinione pubblica italiana che Veltroni non è un uomo politico finito e che negli Stati Uniti lo apprezzano molto.
Ovviamente nessuno ha ricordato che in passato Veltroni è stato un esponente del Partito comunista italiano. La parola è accuratamente evitata in ogni biografia dell'ex sindaco di Roma. Alla presentazione del libro si è fatta vedere anche Kathleen Kennedy Townsend, la figlia maggiore di Bob Kennedy. Se la figlia di Bob avesse saputo cosa aveva scritto in passato degli Stati Uniti Veltroni probabilmente non si sarebbe nemmeno fatta vedere nell'Upper West side di Manhattan.
Abbiamo fatto una piccola ricerca per sfatare il grande rapporto di amicizia tra i Kennedy e la «Veltroni generation». Il rapporto tra gli Stati Uniti e Walter Veltroni non è sempre stato idilliaco. A rileggere l'introduzione di Veltroni al libro dal titolo «Alla ricerca di un ideale» (Novisti), di Eduard Rosental, pubblicato nel 1977 dall'editore filosovietico Roberto Napoleoni, troviamo un attacco violento del giovane Walter nei confronti di Jfk. Veltroni accusa Jack Kennedy di aver provocato quei rivolgimenti che portarono al '68: «Tra i giovani che vivono a cavallo degli anni Cinquanta e Sessanta si fa strada progressivamente una sorta di grande illusione di massa sulle capacità di un capitalismo dinamico, conosciuto nella sua fase di ascesa di mascherare le proprie contraddizioni e di elevare il livello di vita delle masse popolari.
Questa illusione fu il frutto della confluenza di spinte eterogenee presenti nella società occidentale. Non vi è dubbio che il Kennedysmo, il mito della nuova frontiera, il grande sviluppo produttivo della fine degli anni cinquanta contribuirono a creare una certa cultura apologetica del capitalismo».
Secondo Veltroni il kennedysmo era il frutto di una «grande illusione». Forse già allora Veltroni doveva sapere che in passato Kennedy era stato un fervente ammiratore della destra italiana sin dai tempi del fascismo. Nel libro scritto da Philip Cordaro dal titolo «Kennedy» (Salvatore Sciascia editore - 1961), l'autore ricorda che a Jfk «piacque il sistema corporativo fascista» (pagina 25). Certo, Veltroni non avrebbe mai rotto le relazioni con il clan Kennedy per questo riconoscimento di Jfk nei confronti del regime fascista.
Certo, oggi Veltroni non potrebbe andare tranquillamente a New York a presentare il suo libro. Sono lontani in tempi in cui Walter negava a De Gasperi il diritto ad andare negli Stati Uniti scrivendo: «Nella fase immediatamente successiva alla guerra di Resistenza, noi siamo stati in presenza di alcune scelte della Democrazia Cristiana tese ad edificare un sistema di potere: penso ad esempio al viaggio di De Gasperi negli Stati Uniti, e in sostanza l'asservimento del partito della Democrazia Cristiana e dell'Italia stessa al soldo ed al volere degli americani» («Roma Giovani» marzo aprile 1976).

Il giorno in cui il papa divenne una "vittima"

Intervista a Lucy Riall
Voce Repubblicana, 23 settembre 2008
di Lanfranco Palazzolo
(A sinistra feriti italiani raccolti a Villa Torlonia la tarda mattinata del 20 settembre del 1870 - Sotto L. Riall)
La Chiesa romana ha voluto far passare il XX settembre del 1870 come un atto di violenza del nascente Stato italiano. Lo spiega alla “Voce Repubblicana” la storica Lucy Riall, docente di storia al Birbeck college, università di Londra, e autrice di “Garibaldi, l’invenzione di un eroe” (Editori Laterza).
Professoressa Riall, che portata ha avuto il XX settembre del 1870 nella storia del Risorgimento italiano?
“Rappresenta la rottura definitiva tra Chiesa e Stato. Questa rottura segna tutto il resto della storia dell’Italia liberale fino al 1929, anno dell’accordo sul Concordato tra lo stato fascista e il Vaticano. Il XX settembre è la fine della residua speranza per raggiungere un accordo tra il nuovo Stato italiano e il Papa. Ma tutto questo ha avuto una premessa dopo quello che era accaduto tra il 1848 e il 1849, nel biennio delle rivoluzioni in Italia. Da quel momento è chiaro che il Papa non avrebbe mai accettato l’Unità d’Italia. Dopo la Repubblica romana, la città eterna diventa oggetto di disputa tra il nuovo Stato sabaudo e lo Stato pontificio. La capitale aveva un’importanza simbolica per tutti e due gli Stati”.
Che significato ha voluto dare il Papa al XX settembre del 1870?
“Ha voluto segnare questa data come un atto di violenza totale contro la legittimità del pontefice. E quindi, questo atto è stato utilizzato negli anni successivi contro lo Stato italiano. Il nascente stato è definito dalla Chiesa come usurpatore e violento. Infatti, l’avvenimento ha un lungo seguito nella storia d’Italia”.
L’Inghilterra come vedeva il processo di unificazione italiano? Tutti sapevano che Londra non aveva buoni rapporti con la Chiesa cattolica anche se dal 1829 i cattolici erano tornati alla libertà religiosa.
“Gli inglesi vedevano quello che stava accadendo in Italia con enorme entusiasmo perché questa idea era associata al progresso e alla libertà che gli italiani stavano raggiungendo. Gli inglesi vedono positivamente l’indebolimento degli austriaci in Europa. Londra sostiene ogni processo che asseconda l’arretramento dell’Austria. Ma Londra ha anche paura che l’unificazione dell’Italia aumenti il potere della Francia. Ma tra gli italiani di allora e Londra c’era un grande feeling anti-cattolico. In larga parte della società britannica c’era una certa avversione per i cattolici. Il ‘pretismo’ era visto come qualcosa di negativo e il Papa era considerato come il male. Quindi la fine del potere temporale del Papa era vista come un evento positivo”.
In quegli anni Londra temeva che il Papa potesse incoraggiare il processo di emancipazione degli irlandesi?
“In quel momento non c’era perché i capi del movimento di autonomia irlandese erano tutti protestanti del sud dell’isola. Il Governo inglese non aveva paura del potere politico del Papa, ma temeva il suo potere spirituale”.