giovedì 25 settembre 2008

Lazio: emergenza sanità, parla Francesco Storace

Io gli ospedali li aprivo
Intervista a Francesco Storace
Radio Radicale, 25 settembre 2008
di Lanfranco Palazzolo

Questa mattina ho chiamato Francesco Storace per chiedergli un'intervista a "Radio Radicale" sulla situazione della Sanità nel Lazio. Dovevo intervistare il leader de "La Destra" per alcune ragioni: Storace è stato Presidente della Regione Lazio ed è stato anche ministro della Salute. Ecco perchè il suo giudizio non poteva che essere qualificato. Certo è davvero curioso che per anni Storace sia stato attaccato e insultato per la sua gestione della sanità da Presidente della giunta del Lazio e poi come ministro. Però il danno più grosso lo ha fatto l'attuale Presidente della Regione Lazio Piero Marrazzo. Di fronte ad ospedali che chiudono, a posti letto che spariscono non ci sono state grosse proteste. Chissà cosa avrebbe fatto Veltroni con il suo "I care"......Eppure lo sconquasso marrazziano meriterebbe di finire su "Mi manda Raitre". Dubitiamo che nella trasmissione della Rai vogliano occuparsi di questo argomento. Comunque ascoltiamo quello che ci ha detto Storace. Qui vi lascio anche una sintesi scritta dal mio caporedattore Paolo Martini di quello che mi ha detto Storace: "Le responsabilita' del dissesto della sanita' del Lazio? Il commissariamento riguarda il piano di rientro di Marrazzo dal debito che ha prodotto la sua Amministrazione. Chi ama leggere le cifre sa che il Lazio finira' con un disavanzo di due miliardi di euro, una situazione infinitamente piu' grave del disavanzo prodotto dalla mia Amministrazione. Dunque, predicano bene e razzolano male'. Lo ha detto Francesco Storace, intervistato da Radio Radicale sulla situazione della sanita' nel Lazio. 'Aggiungo - ha detto Storace - che nel disavanzo prodotto dalla mia Amministrazione c'era l'apertura di 4 ospedali. In questa Amministrazione gli ospedali si chiudono. Io rivendico le scelte operate per dare servizi ai cittadini. Fummo criticati per aver imposto un ticket di un euro ai cittadini piu' facoltosi, adesso c'e' un ticket del triplo. Marrazzo ha ragione nel dire che c'e' un deficit strutturale, ma la smetta con la propaganda', ha concluso Storace.

Stupidario con dedica

Luciano Cirri Docet
di Lanfranco Palazzolo
Roma, 25 settembre 2008

Lavorando a Radio Radicale si imparano sempre un sacco di cose. Ad esempio si riesce a comprendere bene lo spessore umano dei parlamentari e, in qualche caso, la loro ignoranza. Ecco perchè quando qualcuno scrive qualcosa di divertente sui parlamentari mi ci butto dentro. Non ho mai gradito i libri di Guido Quaranta e il suo modo di raccontare le cose. Ho sempre amato però Luciano Cirri, capo della redazione romana de "Il Borghese". Secondo la mia personalissima opinione, questo settimanale era uno dei pochi organi di opposizione in Italia. Gianna Preda e Mario Tedeschi sono stati molto bravi e nessuno, nella destra italiana, è riuscito a raggiungerli nella qualità dell'informazione. Tengo a precisare che non sono di destra. Ma questo non toglie che non si possa apprezzare un'informazione diversa da quella che non condivide idealmente. Il discorso che ho fatto serve per introdurvi ad una dedica di Luciano Cirri, autore di "Stupidario Parlamentare" (Il Borghese, 1959). Ritengo questa opera un piccolo capolavoro. E quando me la sono ritrovata davanti nella libreria di antiquariato di via Lepanto a Roma non me la sono fatta sfuggire soprattutto dopo aver letto la dedica. Tenete conto che Cirri oggi può contare su numerosi imitatori come il senatore Giulio Andreotti che con "Onorevole stia zitto" ci ha fatto un sacco di soldi. Devo dire che recentemente l'idea dello stupidario parlamentare era stata ripresa da Donatella Poretti prima che diventasse parlamentare. Infatti ne aveva fatto una rubrica sul sito dell'Aduc, se non sbaglio. Qualche tempo fa ho incontrato la senatrice radicale a Palazzo Madama e le ho chiesto perchè non lo fai più lo stupidario? Mi ha risposto: "Per rispetto del Parlamento. Adesso che sono qui mi sembrava irriguardoso nei confronti dell'istituzione". Mah! Non credo che se avesse proseguito la Poretti avrebbe colpito il Parlamento. Anzi, avrebbe fatto capire al suo elettorato chi ci va in quelle aule. Ma torniamo alla dedica di Cirri. Il libro che possiedo è stato donato da Luciano Cirri nel dicembre del 1959 al professor Arata. Ecco cosa scrisse allora l'autore dello stupidario: "Al professor Arata, perchè le amenità parlamentari valgano, almeno, a ricordargli la viva simpatia di Luciano Cirri. dic. '59". Sottoscriviamo in pieno. Ma almeno oggi ridateci un altro Luciano Cirri perchè non lo troviamo da nessuna parte......

Sulla Rai il Partito democratico è confuso

La "Voce Repubblicana" del 25 settembre 2008
Intervista al senatore Alessio Butti
di Lanfranco Palazzolo
La situazione sul futuro della Rai è confusa a causa dell’incertezza del Pd. Lo ha detto alla “Voce” il senatore del PdL Alessio Butti.
Senatore Alessio Butti, cosa sta succedendo nella vicenda della Presidenza della Vigilanza Rai?
“La situazione è abbastanza confusa. Il nostro auspicio è quello di votare il Presidente della Vigilanza Rai alla prima occasione possibile. Però temo che non sia così. All’interno del centrosinistra c’è una confusione colossale”.
Dove regna la confusione? Ritenete il nome di Leoluca Orlando come ostile?
“Personalmente e il mio partito non abbiamo ritenuto Leoluca Orlando come ostile. Abbiamo ritenuto Orlando l’esponente di un partito guidato dall’onorevole Di Pietro, che certo non ha avuto atteggiamenti moderati nei confronti del centrodestra. Quindi non c’è una preclusione ‘ad personam’ nei confronti di Orlando. Abbiamo sempre detto che la Vigilanza Rai doveva essere inclusa in un contesto d’insieme del quale facessero parte il Presidente designato, il direttore generale e i consiglieri di amministrazione della Rai. Il Pdl ha sempre detto che il nome del Presidente della Vigilanza è strettamente connesso al Cda Rai, scaduto da 4-5 mesi e che deve essere rinnovato con la legge 112”.
In questi giorni di serrato confronto non c’è stato alcun abbinamento tra il nome di Orlando e quello del nuovo Presidente del Cda Rai?
“Devo dire che, rispetto a qualche settimana fa, sono stati fatti enormi passi avanti. E anche i toni del dibattito politico sono più concilianti. Non si litiga e si comincia a parlare di quella che potrebbe essere una futura riforma della governance della Rai, si comincia a parlare del profilo e dello spessore del nuovo Presidente del Cda Rai, del potere del Direttore generale, di ciò che potrà contare la figura dell’Amministratore delegato in un eventuale contesto di riforma. Quindi questo mi lascia ben sperare”.
E allora cosa c’è che non sta andando per il verso giusto?
“Il segretario del Partito democratico Walter Veltroni torna dagli Stati Uniti e propone per la Presidenza del Cda della Rai Claudio Petruccioli, scontentando quella parte del centrosinistra che voleva Pietro Calabrese. E’ evidente che la confusione nel centrosinistra regna sovrana. In questo partito non sanno sintetizzare le diverse posizioni”.
In questi mesi Walter Veltroni ha detto che i partiti devono uscire dalla Rai e oggi propone alla guida del Cda della Rai un uomo di partito come Petruccioli…
“Petruccioli sta sentendo i leader che dovranno raggiungere un accordo complessivo sulla Rai. E’ giusto che Petruccioli lo faccia. Il Partito democratico predica bene, ma razzola non molto bene. In questi anni il centrosinistra ha occupato tutti gli spazi di potere in Rai. Finché la Rai non sarà privatizzata assisteremo a questi scenari”.