mercoledì 1 ottobre 2008

J. M. Keynes ti Aspettiamo: 29 ottobre 1929

Quel giorno a Wall Street e noi
by Lanfranco Palazzolo
1 ottobre 2008

Non so affatto cosa dire di questa crisi e della paura che ci sta prendendo in questi giorni. Non voglio gettare scompiglio nella rete. Non ho il potere per farlo. Però, per esorcizzare i timori di questi giorni ho pensato di pubblicare questa corrispondenza raccolta dal quotidiano torinese "La Stampa" il 30 ottobre del 1929 da New York. Non la voglio commentare. Anche perchè in questo articolo troverete molti di quei toni di tranquillità che oggi si ostinano a far vedere tutti.
Il mio auspicio è che ci pensi il Senato degli Stati Uniti a dissipare ogni nube. Oggi siamo alla vigilia di una crisi del liberismo economico e finanziario. Forse c'era da aspettarselo perchè il Mondo che fa concorrenza a se stesso provoca qualche problema. Siamo in attesa di un nuovo Keynes che ci dica come lo Stato possa aiutare l'economia. Non sono mai stato comunista. Ritengo che il mercato non basti a se stesso.

"Liberazione": red alarm

Voce Repubblicana, 2 october 2008
Interview with Paolo Butturini
by Lanfranco Palazzolo (preview)

The first newspaper that is likely to disappear with the cuts to publishing is “Liberation”. He told at the "Voce" the Press Secretary of Rome Paolo Butturini.
Paolo Butturini, which risks running newspapers party with the cuts to publishing?
“The article 44 of Tremonti’s act also had an impact on public funding for party newspapers and other media party as the Radio and television stations. This is very heavy cuts that around 30-40 percent. Is unacceptable that make cuts retroactive. The cut also covers funds that had already been allocated and planned for this year. We don’t oppose to the rationalization of these resources. But we want this money actually goes to those who produce information and employment”.
What newspapers are at risk?
“The first danger is that newspaper ‘Liberation’. The newspaper of the Communist Refoundation suffer two losses: the loss of funding allocated to publishing and contributions for the party, which is the sole shareholder of reference dell'MRC (the society of “Liberazione”). After the death of the party from Parliament came to miss the contributions for the newspaper. This has created a double hole in the budget. Then there are other newspapers as ‘il Manifesto’,' la Padania '. The deployment of newspapers that may not be published covers learning of all policy areas”.
There are newspapers that have been improperly received money for newspapers party?
"This was a mistake. As ASR, we think it is appropriate to revise this law. Today it is no longer possible to 'play' of the three parliamentary then taken to receive the money publishing party. However, there are bodies that have also employs many journalists. From this point of view I share what it says the writer and journalist Gian Antonio Stella: If you want political reform should start by more than from newspapers party. We should start from the salaries of parliamentarians".
What is happening in the editorial offices of LA7 and Sherpa TV?
“The system of RAI-Mediaset and Sky has reduced the resources market. The issue is very delicate. The employees of TV and Radio does not have the social safety nets provided by 416 act. LA7 television was requested dismissal of 25 journalists, ¼ of force drafting. In the case of Sherpa tv we are faced with trying to ignore the union of journalists. The company was put into liquidation. In both cases we are dealing with an editorial policy wrong, made of megalomania, such as de LA7, or not publishing interests, such as Sherpa TV”.

L'inganno internazionale del Pd

L'internazionale socialista non cambia nome
Parla Pia Locatelli
di Lanfranco Palazzolo

L’Internazionale socialista non ha mai discusso di cambiare il suo nome come vorrebbe il Pd. Lo ha detto alla “Voce” l’europarlamentare del Pse Pia Elda Locatelli, Presidente dell’I.S. donne e vicepresidente dell’I.S.
Onorevole Pia Locatelli, il 17 settembre l’Ansa ha fatto sapere che l’Internazionale socialista avrebbe affrontato nel Presidium di New York (26-28 settembre) la proposta di aggiungere all’attuale nome il termine “Democratica”?
“Non c’è mai stata nessuna proposta giunta al Presidente dell’I.S. George Papandreu, né del Pasok. Infatti, lo stesso Papandreu e il Pasok non sapevano assolutamente nulla di questo lancio dell’Ansa ed erano sorpresi di questa vicenda. Infatti, sono stata proprio io ad informarli di questa nota di agenzia. E loro sono rimasti molto sorpresi”.
Sapete spiegarvi perché questa notizia è stata diffusa?
“Come sia uscita questa notizia non lo sappiamo proprio. La notizia parlava di ‘fonti vicine’ al Presidente dell’I.S. Papandreu. Ma lui non ne sapeva nulla. Non so se qualcuno nello staff di Papandreu pensi questo, ma è certo che questo non è stato un tema di discussione politica. Tra l’altro l’Odg del Presidium dell’I.S. era composto di quattro punti che non siamo riusciti ad affrontare tutti. Alla fine del Presidium si è parlato di come riformare l’Internazionale. Papandreu ha detto che sta impostando il lavoro per come riformare l’I.S. per dare empowerment all’organizzazione”.
Massimo D’Alema e Piero Fassino avevano discusso con voi della proposta di cambiare nome all’I.S.?
“Non ne hanno mai discusso con noi. E non abbiamo espresso un’opinione. La prima persona che ha proposto questo cambiamento era stato Bettino Craxi perché si voleva allargare l’I.S. ai partiti dell’America latina. Questo veniva proposto per rendere meno eurocentrica l’I.S. Io non capisco questa paura di definirsi socialisti da parte del Pd italiano. Noi e altre forze come i laburisti inglesi abbiamo sempre lavorato per la democrazia. Questo dovrebbero saperlo gli ex diessini ed ex comunisti del Pd”.
Come ne usciranno quelli del Pd da questa vicenda?
“In politica non fa mai bene essere ambigui. Non paga. Nel mondo si sta di qua o di là. Nel Pd pensano di avere una loro particolarità. La realtà è che forse non sanno scegliere perché hanno fatto una fusione a freddo”.
Nel Pd italiano pensano di portare i Democratici americani nell’I.S.?
“Non prevedo che i Democratici americani entreranno entro almeno 25 anni nell’Internazionale socialista. Lo escludo. Il ‘National Democratic Institute’ di Madaleine Albright è invitato sia dall’I.S. che dall’Internazionale liberale. Ai tempi delle primarie di Hillary Clinton è stato difficile comunicare con lei perché non voleva che i contatti con l’Internazionale venissero usati contro di lei”.