giovedì 2 ottobre 2008

Quando manca la notizia

Crisi finanziaria
Dov'è la notizia?
(Nelle foto Obama & Biden si recano al Senato per votare)
Dunque, prima di andare a dormire ho notato che l'Ansa e anche altre agenzie di stampa italiane hanno ignorato nei loro siti di dare la notizia della votazione favorevole del Senato degli Stati Uniti sul piano (modificato) di salvataggio del Segretario al Tesoro Henry Paulson. Non so se questa notizia sia stata data ai terminali di agenzia in tempo reale. Ma credo sarebbe stato opportuno seguire questa vicenda con maggiore attenzione. In questi due giorni in Italia abbiamo seguito le notizie che arrivavano dalle borse a causa della crisi finanziaria internazionale con una certa apprensione. Forse non sarebbe stato troppo chiedere qualche notizia in più. Le agenzie di stampa si erano mobilitate molto bene nel periodo delle primarie del Partito democratico. E' strano che non lo abbiano fatto stavolta. Spero di essermi davvero sbagliato. Tutto qui....Incrociamo le dita per l'apertura delle borse....

Pio XII: un anniversario da non dimenticare

Pio, ma non troppo
2 ottobre 2008
di Lanfranco palazzolo
Si avvicina l'anniversario della scomparsa di Pio XII (9 ottobre del 1958). In questi giorni le più grandi intelligenze del Paese di sono mobilitate per dimostrare che Papa Pacelli non fece nulla contro gli ebrei. Questo è vero nel senso che lui vide l'inizio delle persecuzioni contro gli ebrei in Germani e non fece nulla. Qualcuno potrebbe pensare che il sottoscritto sia animato da un grande risentimento contro il Pontefice. No, affatto. Io penso che la Chiesa sia una grande istituzione. Ma non credo che lo sia sempre stata in alcuni momenti così come non possiamo definirci infallibili. Detto questo volevo proporvi un dispaccio dell'ambasciatore a Berlino Vittorio Cerutti diretto a Benito Mussolini il 15 luglio del 1933, alla vigilia della firma del Concordato tra la Germania nazista e la Chiesa cattolica. Questo accordo fu firmato in un contesto caratterizzato dalle violenze contro gli ebrei. Ho avuto modo di leggere tutti i resoconti diplomatici da Berlino di quel periodo e la diplomazia internazionale era perfettamente informata di quello che stava accadendo. Lo era anche il cardinale Pacelli, nunzio apostolico in Germania e futuro Pio XII.

Nelle settimane precedenti alla firma del Concordato gli ebrei tedeschi chiesero e non ottennero il passaporto Vaticano per fuggire ed essere protetti dalla prime persecuzioni. Non passava settimana che il neocancelliere Adolf Hitler non lanciasse un proclama contro gli ebrei. Basta leggere le carte diplomatiche e le richieste rivolte a mons. Orsenigo affinchè venise concesso ad alcuni ebrei il passaporto vaticano. Ovviamente la richiesta non fu esaudita perchè questa richiesta violava la legge vaticana sulla cittadinanza e patti lateranensi del 1929. Ma per il cardinale Pacelli queste non erano le principali preoccupazioni. Ecco perchè è istruttivo leggere questo bel resoconto (sopra) dell'ambasciatore Cerutti a Mussolini.

Pio XII: an anniversary to remember
2 October 2008
by Lanfranco Palazzolo
It approaches the anniversary of the death of Pius XII (October 9, 1958). These days the greatest minds in the country are mobilized to demonstrate that Pope Pacelli was not anything against Jews. This is true in the sense that he saw the beginning of persecutions against Jews in Germany and did nothing. Some might think that myself is animated by a great resentment against the Pope. No, not at all. I think that the Church is a great institution. But I do not think it has always been in a few moments as we can not call infallible. Having said that I wanted to offer a dispatch of italina ambassade in Berlin Vittorio Cerutti to Benito Mussolini on July 15 of 1933 before the signing of the Concordat between Nazi Germany and the Catholic Church. This agreement was signed in a context marked by violence against Jews. I have read all the reports from diplomats in Berlin that time and international diplomacy was fully informed of what was happening. It was also the Cardinal Pacelli, apostolic nuncio in Germany and the future Pius XII.
In the weeks preceding the signing of the Concordat Jews and Germans asked not obtained a passport for to be Vatican citizen and be protected by the first persecution. Not passed the premiet week that Adolf Hitler does not issue a proclamation against the Jews. Just read the papers and diplomatic requests addressed to mons. Orsenigo so granted to some Jews, the Vatican passport. Clearly the request was not granted this request because it violated the law on citizenship and Vatican Lateran Pacts of 1929. But for Cardinal Pacelli these were not the main concern. That's instructive to read this record (above) of Italian ambassador in Berlin Vittorio Cerutti to Mussolini.

Allarme rosso per "Liberazione"

Parla il segretario
dell'Associazione Stampa Romana
Paolo Butturini
Voce Repubblicana,
2 ottobre 2008
di Lanfranco Palazzolo

Il primo quotidiano che rischia di sparire con i tagli all’editoria è “Liberazione”. Lo ha detto alla “Voce” il Segretario dell’Associazione Stampa Romana Paolo Butturini.
Paolo Butturini, quali rischi corrono i giornali di partito con i tagli all’editoria?
“L’articolo 44 della legge Tremonti incide anche sui finanziamenti pubblici destinati ai giornali di partito, ma anche sugli altri media di partito come le radio e le televisioni. Si tratta di tagli molto pesanti che si aggirano intorno al 30-40 per cento. Ed è inaccettabile che si facciano dei tagli retroattivi. Il taglio riguarda anche i fondi che erano già stati stanziati e previsti per quest’anno. Non siamo contrari alla razionalizzazione di queste risorse. Ma vogliamo che questi fondi vadano effettivamente a chi produce informazione ed occupazione”.
Quali i quotidiani che rischiano?
“Il primo quotidiano che rischia è ‘Liberazione’. Il giornale di Rifondazione comunista soffre di due voci mancanti: la perdita dei fondi destinati all’editoria e dei contributi destinati al partito, che è l’unico azionista di riferimento dell’MRC (la casa editrice di ‘Liberazione’). Dopo la scomparsa di questo partito dal Parlamento sono venuti a mancare i contributi destinati al giornale. Questo ha creato un doppio buco di bilancio. Poi ci sono gli altri quotidiani come ‘il Manifesto’, ‘Avvenire’, ‘la Padania’. Lo schieramento dei quotidiani che rischiano di non essere più pubblicati copre tutto l’arco di tutte le aree politiche”.
Ci sono stati giornali che hanno impropriamente ricevuto soldi destinati ai quotidiani di partito?
“Questo è stato un errore. Come ASR, pensiamo che sia il caso di rivedere questo ordinamento. Oggi non è più possibile fare il ‘giochino’ dei tre parlamentari presi per poi ricevere i soldi dell’editoria di partito. Tuttavia, ci sono anche organi che hanno dato anche lavoro a tanti giornalisti. Da questo punto di vista condivido quello che dice Gian Antonio Stella: se la politica si vuole riformare dovremmo cominciare da ben altro che dai giornali di partito. Dovremmo cominciare dagli stipendi dei parlamentari”.
Cosa sta accadendo nelle redazioni di La7 e di Sherpa TV?
“Il triopolio di Rai, Mediaset e Sky ha ridotto le risorse sul mercato. La questione è molto delicata. I lavoratori della tv e della radio non godono degli ammortizzatori sociali previsti dalla legge 416 sull’editoria. A La7 è stato chiesto il licenziamento di 25 giornalisti, un quarto della forza redazionale. Nel caso di Sherpa tv ci troviamo di fronte al tentativo di ignorare il sindacato dei giornalisti. La società è stata messa in liquidazione. In tutti e due i casi ci troviamo di fronte ad una politica editoriale sbagliata, fatta di megalomanie, come nel caso de La7, o di interessi non editoriali, come nel caso di Sherpa Tv”.