martedì 7 ottobre 2008

The yuppies ending 1987-2007

Stock Market Crisis old and new: that vanished when the Yuppie
VELINO COMPANIES, 18 October 2007
About a year ago, I happened to bump into a special anniversary: the twentieth anniversary of the crisis on Wall Street that marked the end of Yuppismo 80s. I thought well of this article to repeat my "Fans". I remember that just a year ago exploded the crisis of subprime loans. Good reading.

Rome, Oct. 18 (Velino) - Just in the days when the Federal Reserve tries to find a solution to the crisis of subprime mortgages, October 19 this year falls on the anniversary of one of the largest stock market crisis of the 80s. That crisis began only six hours in knee Yuppie hundreds of Americans who had hoped the dream of easy wealth. In the hours longer and dramatic in its history, the New York Stock Exchange loses 500 billion dollars, around 600,000 billion lire at the time. This is the 22.6 per cent of total trade. In the space of three days, the loss expanded to all stock markets worldwide. The "Black Monday" is determined by the sudden withdrawal of capital from the stock exchange market on Wall Street. To lose is one quarter of American investors. And to think that at the beginning of the New York Stock Exchange had increased by 44 percent. But it was since 1982 that the U.S. stock market had begun to run from when the Republican administration had chosen the path of indebtedness of the state to revive economic growth. The powerful development stops suddenly between Wednesday 14 and Friday 16 October 1987. The U.S. stock market loses 10 points in the Dow Jones. The panic is felt immediately on the morning of Monday, October 19 when the shoeshine stipend remain for the entire morning without jobs. Operators do not have time. I am too busy to save the cabin. "Bad sign," said one, when a young banker before making the switch did not mention that time for a lucidatina. He adds puzzled: "When the stock market collapses, even the shoeshine collapse. It's hard for everyone, has immediate effects. " Inside the great "trade floor", the fellowship hall, is the pandemonium. The index of stock market falls in waves of 100 shots, half is already sitting under 250 points to 508 points, equivalent to 22.8 of the Dow Jones. On 28 and October 29 of 1929 the loss was respectively 12.8 and 11, 4 percent. The broker only receive orders to sell, people took to be a crazy fear. But the big fear lasts only two days. The economist John Kenneth Galbraith identified in this incident come a problem of preparation of financial operators of the fellowship of Wall Street: "There's too many people on the market with the idea of being able to spur the bull riding before falling back to the first saddle that collapsed to the ground. As in 1929, there were too many people who thought they had found the market a system to get rich without work or produce. I am not expecting such a high level of nervousness among investors on Wall Street. A case was their double fear: the collapse of the stock market and the drop in the dollar. " But the real investigation of the fall of the awards are the Yuppies young practitioners held that in those days saw the triumph of cinema with the release of Oliver Stone film entitled Wall Street, where films are the exploits told by young people climbing. In those days, back suicide savers. A Wisconsin farmer commits suicide, another makes a massacre in Florida and then kill. Change the ritual: in 1929 we threw himself from skyscrapers in 1987 will take a 44 Magnum and fire to themselves or to others. The defendant great, the "Yuppie" ( "Young urban professional") is a man or woman fresh graduate, which usually has a Masters in Business at one of the best American universities. It has between 25 and 35 years, is not married, lives in Manhattan nell'Upper East Side, in a small apartment (bedroom, living-room and services) but elegant and expensive. Usually belongs to the middle class or medium-high, good family, bourgeois habits. A graduate with good ratings, at the end of the first year of the course for the Masters, the recruiters of the most prestigious Wall Street companies have to hire for a summer month trial, paid 4000 U.S. dollars, led to dinner every night in the best restaurants and theater on Broadway, to give him an 'idea of what could be his future life. If you graduate with good ratings, is taken: the salary to their first job is around about 80,000 U.S. dollars (about 100 million pounds at current exchange rate) per year, not bad for a young man of 24 years, given that the average income of a family of 4 persons is 22,000 dollars a year. The crisis in October of 1987 will be recovered in the following days. But the collapse of Oct. 19, 1987 decreed the end of luxury consumption in the United States for these young rampanti that will reduce their dreams and fears adapt to the market. (pal) 18 Oct 2007 19:59

Il tramonto degli Yuppie

Crisi di Borsa vecchie e nuove: quella in cui sparì lo Yuppie
--IL VELINO AZIENDE--18 ottobre 2007

Circa un anno fa mi capitò di imbattermi in un anniversario particolare: il ventesimo anniversario della crisi di Wall Street che segnò la fine dello Yuppismo degli anni '80. Ho pensato bene di riproporre questo articolo per i miei "Fans". Ricordo che proprio un anno fa esplose la crisi dei mutui subprime. Buona lettura.

Roma, 18 ott (Velino) - Proprio nei giorni in cui la Federal reserve cerca di trovare una soluzione alla crisi dei mutui subprime, il 19 ottobre di quest’anno cade l’anniversario di una delle più grosse crisi borsistiche degli anni ‘80. Quella crisi di sole sei ore mise in ginocchio centinaia di Yuppie americani che avevano sperato nel sogno di una facile ricchezza. Nelle ore più lunghe e drammatiche della sua storia, la borsa di New York perde 500 miliardi di dollari, circa 600.000 miliardi di lire di allora. Si tratta del 22,6 per cento del totale degli scambi. Nel giro di tre giorni la perdita si espande a tutti i mercati borsistici mondiali. Il “lunedì nero” è determinato dal brusco ritiro di capitali dal mercato della borsa di Wall Street. A rimetterci è un quarto degli investitori americani. E pensare che all’inizio dell’anno la borsa di New York aveva registrato un incremento del 44 per cento. Ma era dall’agosto del 1982 che il mercato borsistico americano aveva cominciato a correre da quando l’amministrazione repubblicana aveva scelto la strada dell’indebitamento dello Stato per rilanciare la crescita economica. Il poderoso sviluppo si ferma improvvisamente tra mercoledì 14 e venerdì 16 ottobre 1987. La borsa americana perde 10 punti dell’indice Dow Jones. Il panico si avverte subito la mattina di lunedì 19 ottobre quando i lustrascarpe della borsa restano per tutta la mattina senza occupazione. Gli operatori non hanno tempo. Sono troppo impegnati a salvare la baracca. “Brutto segno” dice uno, quando un giovane banchiere gli passa davanti facendo cenno che non ha tempo per una lucidatina. E aggiunge perplesso: “Quando crolla la borsa, crollano anche i lustrascarpe. È dura per tutti, ha effetti immediati”. Dentro il grande “trade floor”, la sala borsa, è il pandemonio. L’indice di borsa precipita a ondate di 100 colpi, a metà seduta è già sotto di 250 punti per arrivare a 508 punti, pari al 22,8 dell’indice Dow Jones. Il 28 e il 29 ottobre del 1929 la perdita fu rispettivamente del 12,8 e dell’11,4 per cento. I broker ricevono solo ordini di vendere, la gente si è fatta prendere da una folle paura. Ma la grande paura dura solo due giorni. L’economista John Kenneth Galbraith individua in questo incidente di percorso un problema di preparazione degli operatori finanziari della borsa di Wall Street: “C’è troppa gente sul mercato con l’idea di poter spronare il toro, cavalcarlo per poi scendere di sella prima che crollasse a terra. Come nel 1929, erano troppe le persone che credevano di aver trovato nel mercato un sistema per arricchirsi senza produrre né lavorare. Non mi aspettavo un livello così alto di nervosismo tra gli investitori di Wall Street. A causarlo è stata la loro doppia paura: il crollo del mercato azionario e la discesa del dollaro”. Ma i veri inquisiti della caduta delle borse sono gli Yuppies i giovani operatori della borsa che proprio in quei giorni vedono il trionfo cinematografico con l’uscita della pellicola di Oliver Stone dal titolo Wall Street, film nel quale vengono narrate le gesta dei giovani rampanti. In quei giorni, tornano i suicidi dei risparmiatori. Un agricoltore del Wisconsin si suicida, un altro fa una strage in Florida e poi si ammazza. Cambia il rituale: nel 1929 ci si buttava dai grattacieli, nel 1987 si prende una 44 Magnum e si spara a se stessi o agli altri. Il grande imputato, lo “Yuppie” (“Young professional urban”) è un uomo o donna fresco di laurea, che di regola ha conseguito un Master in Business presso una delle migliori università americane. Ha tra i 25 ed i 35 anni, non è sposato, vive a Manhattan nell’Upper East Side, in un appartamento piccolo (camera da letto, living-room e servizi) ma elegante e costoso. Appartiene in genere alla classe media o media-alta, buona famiglia, abitudini borghesi. Una laurea con buoni voti, al termine del primo anno del corso per il Master, i reclutatori delle più prestigiose società di Wall Street lo hanno assoldato per un mese di prova estiva, pagato 4000 dollari, portato ogni sera a cena nei migliori ristoranti e a teatro a Broadway, per dargli un’ idea di quale potrebbe essere la sua futura vita. Se si laurea con buoni voti, viene assunto: lo stipendio al primo impiego si aggira sugli 80.000 dollari (circa 100 milioni di lire al cambio attuale) l’anno, non male per un giovane di 24 anni, tenuto conto che il reddito medio di una famiglia di 4 persone è 22.000 dollari l’anno. La crisi dell’ottobre del 1987 sarà recuperata nei giorni successivi. Ma il crollo del 19 ottobre del 1987 decreta la fine dei consumi di lusso negli Stati Uniti per questi giovani rampanti che dovranno ridimensionare i loro sogni e riadattarli alle paure del mercato.
(pal) 18 ott 2007 19:59

Unicredit: management acted reasonably

Interview with Prof. Luigi Guiso (preview)
Di Lanfranco Palazzolo
Voce Repubblicana, 8 october 2008
The management of Unicredit has behaved reasonably in the face of this situation. He told the "Voce" Luigi Guiso, Professor of Economics at the European University Institute in Florence that in the past has worked at the study office of Bankitalia.
Professor Guiso, this crisis has similarities with that of 1929?
"What we are experiencing is a serious financial crisis large. The element that makes resembling the crisis in'29 is that this crisis has as its epicenter the United States. Another aspect of the crisis is that this has something universal: it affects the United States and has serious reverberations in Europe. But the similarities end there. The world of 1929 is very different from that of today. While the crisis of 1929 to seize the countries totally unprepared, today systems contrast crisis are much more developed. Despite the flaws that may have had, supervisory systems are much more developed and much better prepared to face this situation".
What we learn from that crisis?
"Since 1929 we have learned the way to deal with that situation. In 1929, the element that had precipitated the crisis were the errors made by the Federale Reserve at that time that we had not understood that provide liquidity to the system to stop the race branches. Today, however this lesson was learned. Already at the beginning of the crisis central banks have done what we should do in these cases. If this strategy succeeds in stopping the crisis is another pair of sleeves. The adoption of the plan Paulson approved last week is not a simple thing despite the banks that we have. " What do you think about the European reaction to the crisis? "Europe has not developed tools to deal with a crisis which cuts the entire area. Since the creation of the Single Currency (1998), has formed a single monetary and financial only one that is not supervised by a single authority with a centralized coordination to be able to take action when faced with a crisis. This is what we are observing today. We went forward in the process of financial convergence, but we went forward. We are left with a national surveillance system, which are insufficient as compared with phenomena of this magnitude".
As they conducted Unicredit?
"The management acted reasonably. The bank was hit by sales on which there are no clear issues. But recapitalising and has responded by strengthening its presence capital. Unicredit is a serious, efficient, one of the best European banks. It is not called into question the operation of the bank. The title is under pressure because Unicredit has a geography very large investment".

Un intervento indilazionabile

Toghe lucane
Parla l'avvocato Vincenzo Montagna
di Lanfranco Palazzolo
Voce Repubblicana, 7 ottobre 2008

La situazione delle procure in Basilicata è peggiorata. Lo ha detto alla “Voce Repubblicana” l’avvocato Vincenzo Montagna dell’Associazione degli avvocati per l’autonomia forense, prima di essere ascoltato dal Csm sull’emergenza giustizia nel Sud.
Avv. Montagna, perché avete chiesto un’audizione al Consiglio Superiore della Magistratura?
“L’iniziativa dell’audizione è di Autonomia forense, di cui io sono il Presidente. Abbiamo proposto questa iniziativa insieme al sindacato avvocati. Già in passato, come sindacato, abbiamo avuto degli incontri sia a livello ministeriale che con il Consiglio superiore della magistratura per illustrare i problemi relativi al funzionamento della giustizia in Basilicata, anche in merito alla vicenda delle cosiddette toghe lucane. Abbiamo chiesto nuovamente un incontro perché vi sono stati degli elementi di novità. Il Pubblico ministero inquirente ha fatto notificare gli avvisi di conclusione delle indagini preliminari. Da questi avvisi risulta che vi sono 33 indagati e che vi sono posizioni estremamente delicate e ipotesi di reati gravi: per il procuratore generale della Corte di Appello e per il procuratore capo della Repubblica a Matera. Abbiamo quindi sollecitato al Csm un esame della situazione. Lo abbiamo fatto per vedere se la presenza di queste due figure apicali, a Potenza e a Matera, sia ancora opportuna per la tutela del prestigio dell’ordine giudiziario”.
Ha fiducia nel Csm?
“Non so dire quale sarà il livello di ricettività del Csm. D’altra parte, se non avessimo avuto fiducia, non avremmo richiesto l’audizione. Riteniamo che segnalare questi problemi possa spingere l’organo di autogoverno della magistratura ad assumere dei provvedimenti. Nelle ultime settimane la situazione si è aggravata, perché ci sono state le conclusioni delle indagini preliminari a Catanzaro. Ma ci sono stati anche degli articoli sul procuratore capo della Repubblica di Matera che rendono indilazionabile un intervento. Non è possibile che il procuratore capo di Matera si metta pubblicamente a litigare e poi racconti gli episodi alla stampa. Il tutto a detrimento dell’ordine giudiziario”.
Cosa pensate delle guerre tra procure in Calabria che hanno riguardato anche alcune procure della Lucania?
“L’ipotesi più attendibile – stando alle notizie di stampa - è quella formulata dalla Procura della Repubblica di Catanzaro. E anche dalla procura della Repubblica di Salerno. Da queste indagini risulta che le ispezioni delle indagini ministeriali sarebbero state lacunose ed in parte non del tutto rispondenti alla realtà. Naturalmente stiamo parlando di ipotesi. La riserva ci induce alla prudenza. Ci pare che questi elementi siano più rispondenti rispetto a quello che è realmente accaduto. Aspettiamo la documentazione”.

Parole su Brema - Words about Brema

Ripropongo l'intervento di Pasolini che oggi esce sulla "Voce" con l'introduzione che ho pubblicato per il giornale del Pri. "Voce Repubblicana", 7 ottobre 2008
di Lanfranco Palazzolo
(Sopra Pasolini sulla tomba di Gramsci)
La sera del 28 gennaio del 1966 un Convair tedesco, in fase di atterraggio sulla pista di Brema, precipita e si incendia. Sono le 18.50 di sera. Pochi minuti dopo gli italiani scoprono che in quell’aereo si trova la squadra della nazionale di nuoto composta da sette atleti. Quei giovanissimi ragazzi si stavano recando nella città tedesca per una gara internazionale. Nei giorni successivi Pier Paolo Pasolini ricorda quei giovani nel corso della trasmissione sportiva “Sprint”, sul secondo canale. Nel corso di quella puntata il poeta si interroga su quella tragedia. L’intervento di Pier Paolo Pasolini è stato riproposto in più di una circostanza in televisione, ma nessuno ha mai pensato di riportarlo in forma scritta. Pier Paolo Pasolini amava molto lo sport e non perdeva occasione per giocare al calcio con gli amici nei campetti della periferia romana. Quindi il suo amore per lo sport e per i giovani era enorme. Ecco perché abbiamo pensato bene di comporre questo intervento per la prima volta e di pubblicarlo sul nostro giornale.


"Percorrendo le immagini di morte che ormai fanno parte della nostra esperienza di questi giorni, insieme con le immagini dei giovani che sono morti. Ricordo che quando – alcune sere fa – ho visto il giornale che portava l’orribile notizia, in un primo momento, queste fotografie di giovani sorridenti mi hanno fatto pensare ad una bella notizia, una notizia gioiosa di vittoria. Non so…pensavo si trattasse di giovani astronauti russi o americani che erano volati sul cosmo. E poi tanto più dolorosa la delusione. Queste immagini che abbiamo visto ora e queste immagini dei ragazzi morti e sorridenti dei giornali sono un po’ come certi particolari degli incubi che una volta dissolto l’incubo restano ad aleggiare nella nostra memoria come qualcosa di doloroso e di ineluttabile oramai. Cosa posso dire su quello che ho provato in quel momento e ora? E insieme andando a tante disgrazie simili successe in questi ultimi anni? Domenica sera ho ascoltato l’intervista a Boscaini che parlava del suo amico De Gregorio. Ne parlava con tanta profonda malinconia, con tanta precisione dovuta a una tale sincerità di sentimento che naturalmente….ora mi è difficile di ottenere qualcosa di simile, io che in fondo sono estraneo a tutto questo. Boscaini – ad un certo momento della sua intervista – ha detto queste parole: ‘Che cosa posso dire?!’. E, infatti, cosa possiamo dire?! Di fronte a cose di questo genere: all’ultima disgrazia di Brema o a quella di Superga o a tante altre successe in questi anni. Non c’è niente da fare se non disperarsi perché – in questo caso come negli altri – non c’è nessuno da incolpare. Non c’è niente da chiamare in causa. E d’altra parte se non c’è nemmeno nessuna ragione, nessun sentimento su cui far leva per consolarsi, per autoesaltarsi, per dimenticare in qualche modo la violenza brutale del dolore. Ho interrogato ad una ad una le facce di questi giovani nuotatori morti. E ho ricordato anche le facce dei giocatori del Torino che ricordo molto bene. Ebbene, spesso succede che nelle facce delle fotografie pubblicate nei giornali il giorno dopo – dopo qualche tragedia di questo genere - si senta qualcosa come un presagio della morte, un’ombra dolorosa. Nel senso che quel destino era ineluttabile, era in qualche caso voluto. E invece qui no! Le facce di questi giovani nuotatori – osservate una ad una – non fanno presagire assolutamente nulla. Non soltanto esse dimostravano un completo, totale abbandono alla vita. Alla vita come forza, come gioventù, come vitalità. Tutte le qualità bellissime che si possedevano in modo così eccezionale. Ma si sentiva anche un amore più umile per la vita. L’amore per la vita quotidiana di tutti i giorni per un futuro di cittadini onesti. Tutt’al più, c’era in qualcuno di loro un’ombra di timidezza e di angoscia che si sarebbe appunto risolta con l’accettare una vita di professionista serio e grato a quello che la vita gli avrebbe riservato. E quindi, poiché sono istintivamente portato a cercare un disegno, una significazione, qualcosa che renda meno orribile, meno assurdo, meno meccanico, un avvenimento di questo genere, io mi chiedo – e l’angoscia in questo aumenta – quale disegno e significazione ci sia in questa orrenda disgrazia successa a Brema in questi giorni. E nelle disgrazie simili successe in questi anni….Che morendo così ineluttabilmente, così inesorabilmente e senza ragione…così con tanta meccanica brutalità… Che cosa hanno voluto dire questi giovani a noi che sopravviviamo loro?! Che giudizio hanno voluto formulare, quale condanna fare sul mondo che hanno così inopinatamente e tragicamente abbandonato?! Io non so rispondere a questa domanda. E quindi tanto più grave è l’angoscia. E quindi non posso far altro che tornare a ripetere – di fronte a disgrazie simili – l’unica risposta è la disperazione”.
(Pier Paolo Pasolini, 1966)
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Here again the intervention of Pasolini who leaves today on the "Voice" with the introduction which I published in the newspaper and the English versions. "Voce Repubblicana", 7 October 2008 of Lanfranco Palazzolo


(Over Pasolini on the tomb of Gramsci)




On the evening of January 28, 1966 Convair a German, in landing on the runway of Bremen, falls and fire. The time is 18.50 pm. A few minutes later the Italians discover that in that plane is the team's national swimming composed of seven athletes. Those young guys were bringing in the German city for an international competition. In the days following Pier Paolo Pasolini remember those young people in the sports broadcasting "Sprint, on the italian second channel. During that episode, the poet wonders about the tragedy. The intervention of Pier Paolo Pasolini was repeated in more than one occasion on television, but nobody has ever thought to put in writing. Pier Paolo Pasolini loved the sport and not lose the opportunity to play football with friends on the outskirts of Rome. Then his love for sport and youth was enormous. That is why we thought well to settle this action for the first time and published on our newspaper.




"Going through the images of death that now are part of our experience of these days, along with images of young people who have died. I remember when - a few evenings ago - I saw the newspaper that carried the horrible news, at first These photographs of smiling young made me think of a good news, a joyous news of victory. I do not know ... I thought they were young Russian or American astronauts who had flown on the cosmos. And then all the more painful disappointment. These images We have seen these images and hours of smiling children dead and the newspapers are somewhat 'as some details of the nightmares that once dissolved the nightmare aleggiare to remain in our memory as something painful and inevitable now. What can I say about what I felt at that moment and time? And going along with many similar misfortunes happened in recent years? Sunday evening, I listened to the interview Boscaini who spoke of his friend De Gregorio. We spoke with such profound melancholy, with such precision due to such sincerity of feeling that course .... I am now difficult to get something close that I basically are unrelated to this. Boscaini - at a certain moment of his interview - said these words: 'What can I say? ! '. And, in fact, what can I say?! Faced with things like this: misfortune to Bremen or the Superga or many other happened in recent years. There's nothing to do if not despair because -- in this case as in others - there is no one to blame. There's nothing to call into question. And on the other hand, if there is even no reason, no sentiment on which to build for console, for autoesaltarsi , To somehow forget the brutal violence of pain. I have questioned one by one the faces of these young swimmers dead. And I also remembered the faces of the players of Torino who remember very well. It often happens that the faces of the photographs published in newspapers the following day - after a tragedy like this - you feel something like an omen of death, a shadow painful. In the sense that this fate was inevitable, was wanted in some cases. But here no! The faces of these young swimmers - observed one by one - do not predict anything. Not only do they show a complete, total abandonment to life. The lives as strength, as youth, as vitality. All the wonderful qualities that you possessed so exceptional. But he felt even more humble a love for life. Love for the daily life of every day for a future of honest citizens. At most, there was someone in their shadow of fear and anxiety that was solved by just accept a life of serious professional and grateful to what life would have reserved. And then, because I instinctively raised to try a plan, a meaning, something that makes it less horrible, less absurd, less mechanic, an event like this, I wonder - in this growing anguish - which designs and there is meaning in this horrible tragedy happened in Bremen these days. It happened in similar disasters in recent years .... What dying so ineluctably So relentlessly and without reason ... so with such mechanical brutality ... What have these young people wanted to say to us who survive them? That court wanted to make, which condemns the world to do that so unexpectedly and tragically abandoned?! I do not know answer this question. And then the more problematic is the anguish. So I can only return to repeat - in the face of similar misfortunes - the only answer is despair". (Pier Paolo Pasolini, 1966)