giovedì 9 ottobre 2008

GIULIO ANDREOTTI ROMANISTA






Un ringraziamento a Dennis Westhoff

"Editez Sagan!"
di L. P. - 9 ottobre 2008

Nei giorni scorsi sono diventato amico su Facebook di "François Sagan" e del gruppo che si batte affinchè la sua opera non sia perduta. Mi auguro che i navigatori che entrano in questo blog si convincano quanto sia importante che in libreria ci siano più opere della scrittrice francese. Nei mesi scorsi il periodico "Lire:" aveva pubblicato un articolo di Alexandre Fillon ("Editez Sagan!", pagina 36, febbraio 2008) nel quale si denunciava che le opere che potevano essere acquistate e lette in libreria della geniale scrittrice francese erano poche. E' un controsenso se pensiamo ai libri venduti da questa scrittrice e alle opere che escono sulla figura della Sagan. Questo significa che rischia di prevalere l'interpretazione della vita della scrittrice piuttosto che il senso vero della sua opera. Ricordo a tutti che la Sagan è stata una grande amica degli italiani ed ha amato molto il nostro paese. Ma quello che importa di più è stato il suo impegno politico per il "manifesto dei 343" che ha segnato un passo importante nella lotta per ottenere una legge sull'aborto in Francia. Potrei anche continuare. Ma preferirei fermarmi qui. Buona adesione.


Difendi le opere di François Sagan

MARX PARTOUT

Rome, 9 octobre
Un fantôme est entre les kiosques à journaux
Lanfranco Palazzolo (A gauche Marx victorieux)

Au cours de cette période, j'ai quelque chose de très étrange. Chaque fois que je roule trouver quelque part Karl Marx exaltè dans toutes les sauces. Le philosophe est exalté partout dans le monde. Je ne sais pas si l'exaltation de Marx sont tellement convaincus de ce qu'ils disent au point de se sentir marxistes. Je ne le pense pas. Je dois dire que aujourd'hui quand je suis allé à journaux et j'ai trouvé le visage de Marx sur le thème "Le Magazine Littéraire" J'ai été effrayé. Je pensais immédiatement de la crise ces jours-ci et je me suis demandé: «Il ya de plomberie Marx lui?".

La réponse est non. D'abord parce que vous philosopher tant sur quelqu'un seulement quand ils ne sont pas dans la peur et très souvent à-dire tout le bien savoir qui ne peut alors nous devons payer notre peau sur la doctrine de ce penseur. Alors, pourquoi Marx est exaltent? Je ne sais vraiment pas une réponse à cette question. Peut-être quelqu'un pense que le vrai marxisme n'a jamais eu une véritable application. L'Agleterre a toujours été un terrain de pâturage de libéralisme. Et je ne pense pas que quiconque pense maintenant sérieusement Marx. Bien sûr, les choses négatives que sur Marx, il serait catastrophique. Par exemple, sur son racisme. Je vais bientôt publier sur mon blog le écrits racistes de Marx, comme je l'ai écrit quelque chose sur l'anti-Allende. Chaque promesse est ùno dette.

Marx rivalutato

Roma 9 ottobre
Un fantasma si aggira tra le edicole
Lanfranco Palazzolo
(A sinistra Marx juventino)

In questo periodo mi capita una cosa molto strana. Ogni volta che mi giro da qualche parte trovo Karl Marx osannato in tutte le salse. Il filosofo viene esaltato ovunque. Non so se gli esaltatori di Marx sono così convinti di quello che dicono al punto da sentirsi marxisti. Non credo proprio. Devo dire che quando oggi sono andato in edicola e mi sono ritrovato la faccia di Marx su "Le Magazine Littèraire" mi sono spaventato. Ho pensato subito alla crisi di questi giorni e mi sono chiesto: "Ci sta piombando Marx addosso?!". La risposta è stata no. Innanzitutto perchè si filosofeggia tanto su qualcuno solo quando non lo si teme molto e spesso per dire tutto il bene possibile sapendo che poi non dovremmo pagare sulla nostra pelle la dottrina di questo pensatore. E allora sto Marx perchè lo esaltiamo? Non so proprio dare un risposta a questo interrogativo. Magari qualcuno penserà che il Marxismo vero non ha mai avuto una reale applicazione. La Gran Bretagna è sempre rimasta un terreno di pascolo del liberalismo. E non credo che oggi qualcuno pensi seriamente a Marx. Certo, di cose negative su Marx ce ne sarebbero da dire. Ad esempio sul suo razzismo. Mi impegno tra non molto a pubblicare sul mio blog gli scritti razzisti su Marx così come ho scritto qualcosa su Allende Antisemita. Ogni promessa è debito. Mentre due promesse sono un subprime.

Natale, via i partiti dalla Rai

Voce Repubblicana, 9 ottobre 2008
Intervista a Roberto Natale
di Lanfranco Palazzolo

La crisi sistemica del mondo dell’informazione è grave. E il Parlamento non si sta dimostrando all’altezza di questa crisi. Lo ha detto il Presidente della FNSI Roberto Natale, che martedì ha partecipato alla manifestazione dei giornalisti Usigrai davanti alla sede della Vigilanza Rai.
Roberto Natale, ci spiega qual è la vostra posizione sulla situazione della presidenza della Vigilanza?
“Riteniamo che sulla Vigilanza e sull’azienda Rai sia in atto uno scandalo istituzionale. Come giornalisti vogliamo provare a farlo cessare. Sulla Rai si stanno giocando partite che non hanno nulla a che vedere con i doveri del servizio pubblico. Oggi comprendiamo quanto sia inadeguata la legge Gasparri ed è in discussione la questione degli assetti della Vigilanza. Deve essere rivisto il sistema di cose che Governa la Rai. Come sindacato dei giornalisti, notiamo che quella della Rai è la crisi di un sistema che sta mostrando delle crepe sempre più profonde. In questo periodo sono in corso dei licenziamenti a LA7. Questa emittente doveva rappresentare la speranza del superamento del duopolio. Invece, dall’assetto del duopolio, LA7 è stata soffocata. In questo periodo stiamo anche assistendo ai rischi che corre la stampa di partito. Quindi assistiamo a segnali di crisi pesantissima senza che le forse politiche riescano a varare una legge adeguata”.
Nella manifestazione dell’Usigrai i giornalisti dell’azienda si sono dimostrati molto prudenti sul nome di Leoluca Orlando alla guida della Vigilanza. Cosa accadrà?
“Comprendo il fatto che l’Usigrai non si pronunci sui nomi. Un sindacato non fa questione di nomi. Non perché ci siano dei nomi che i giornalisti non apprezzano. L’Usigrai chiede solo il rispetto delle regole istituzionali. Il principio dell’indicazione della Presidenza della Vigilanza all’opposizione ha funzionato in questi 12 anni”.
Ma per il sindacato dei giornalisti Rai non sarebbe meglio un candidato Presidente che conosca bene i problemi della Rai?
“Se poniamo la questione così, tutti vorrebbero un candidato Presidente che conosca profondamente la Rai. Però – come sindacato – rischieremmo di entrare in un frullato dove si fanno due nomi al giorno. E si viene iscritti d’ufficio ad uno schieramento politico. Non è davvero questo l’obiettivo del sindacato. L’iniziativa di oggi ci fa dire che ci sono leggi da rispettare. E ci sono leggi da cambiare come la legge Gasparri. Questa situazione lo conferma. Ecco perché non vogliamo avere questo laccio intorno. Infatti deve anche cambiare il criterio di nomina del Cda Rai”.
La Rai può fare a meno dei partiti?
“Credo che l’azienda debba fare a meno dei partiti. Da anni diciamo che c’è una sovrapposizione del controllo politico come la nomina di una commissione parlamentare e il parlamentino del Cda Rai”.