sabato 11 ottobre 2008

Valorizziamo le piccole banche

Intervista alla senatrice Maria Ida Germontani
Concentrati sulla crisi delle banche
Voce Repubblicana dell'11 ottobre 2008
di Lanfranco Palazzolo

Grazie al ministro dell’Economia Giulio Tremonti oggi possiamo affrontare la crisi delle banche senza pensare alla legge finanziaria approvata a luglio. Lo ha detto alla “Voce” la senatrice del Pdl Maria Ida Germontani, che giovedì ha presentato al Senato il disegno di legge recante “Disposizioni in materia di banche popolari cooperative”.
Senatrice Germontani, cosa pensa del comportamento del governo italiano sulla crisi economico - finanziaria che sta investendo le banche?
“Quelli che ha preso il Governo erano i provvedimenti più sensati da mettere in atto. La cosa più intelligente del ministro Tremonti è stata quella di anticipare la manovra a luglio. Questa scelta ci permette di fronteggiare la crisi senza pensare alla definizione dei conti pubblici”.
Cosa pensa del comportamento dell’opposizione in questi giorni di incertezza?
“Mi ha dato fastidio che l’opposizione dicesse che il Governo non si stava dando da fare e che non si stava occupando di quanto accadeva intorno alle banche. In realtà non si sarebbe potuto intervenire prima del decreto di mercoledì. Intervenire prima sarebbe stato controproducente perché era necessario consultare gli altri paesi dell’Unione europea e dialogare con gli alleati più stretti. Ogni decisione, prima di essere presa, deve essere anche coordinata a livello europeo e tra le banche centrali. Solo mercoledì è stato possibile raccogliere il frutto di questo lavoro. L’opposizione ha fatto solo propaganda”.
Cosa pensa della situazione di Unicredit? Crede che questa grande banca sia stata vittima di una speculazione?
“Ci sono molti elementi che non conosco. Certamente ci sono stati degli errori dell’amministratore delegato Alessandro Profumo. Sentir dire ad un manager, al massimo degli emolumenti con 9 milioni di euro, che ha commesso degli errori, ha dato a molti un elemento di giudizio negativo. Chi ha un incarico così importante deve portare a casa dei risultati per la sua azienda, curare gli interessi dei risparmiatori e pensare alle proprie responsabilità”.
Stiamo tornando a Keynes?
“Sì. Ma non ci sarà una statalizzazione delle banche. Ci saranno degli interventi del Tesoro in termini di ricapitalizzazione delle banche che non saranno accolte dal mercato. Il Tesoro prenderà delle azioni privilegiate senza diritto di voto. Sono sempre stata favorevole alla deregulation. Adesso non è il momento per questa politica. Credo che oggi sia necessario recuperare il rapporto tra etica e finanza e restare calmi. In questa fase è necessario recuperare una grande risorsa come quella delle banche popolari e delle casse di risparmio. Queste banche devono essere difese perché permettono di utilizzare e valorizzare risorse che in questo momento potrebbero essere frenate dalla crisi globale”.