mercoledì 15 ottobre 2008

Mes doutes sur la mesure de Sarkozy

Entretien avec Elisabetta Alberti Casellati
Voce Repubblicana, 16 octobre 2008
Lanfranco Palazzolo
(A droit Marina Petrella. Sous Elisabetta Alberti Casellati)

La justice italienne est en mesure d'assurer un traitement humanitaire pour l'ex-Br Marina Petrella. Il a dit à la "Voce Repubblicana" le Sous-Secrétaire à la justice Elisabetta Alberti Casellati.
Sous-Secrétaire Casellati, quel est le comportement de la France sur la non-extradition des terroristes Marina Petrella Br?
"J'ai exprimé mes doutes quant à la motivation qui a accompagné la mesure de l'Eliseo. Comme il est connu de tous, la justification de l'échec est dû à l'extradition des questions de nature humanitaire. Et puis je me suis demandé pourquoi l'humanité devrait être seulement une marque française, et parce que nous ne pouvons pas imaginer que le prisonnier - en Italie - a un traitement différent que le français. Même que la réhabilitation de la peine est un principe central dans notre système judiciaire. Et le traitement des prisonniers est l'un des principaux points de notre système. Ces deux principes sont également inclus dans notre constitution. Cela signifie une référence à leurs valeurs de notre société et notre histoire, même juridique".
Préoccupée par le fait que ce principe adopté pour Petrella peut être appliquée à d'autres terroristes?
"Je ne crois pas qu'une affaire comme celle-ci peut être généralisée car il est clair que chaque fois - pour une exonération - il va au cas par cas. Aujourd'hui, les conditions de Petrella ont des conditions de santé qui apparaissent à la fois dèsàspère et au-dessous du profil psychologique. Je pense donc que ce qui a incité les autorités à mener ce type d'exonération. Sont les motivations qui laisse un po 'perplexe. Dans les autres cas, je ne vois pas que nous pouvons appliquer le même raisonnement. Et a chaque cas, si".
Vous avez à exprimer des doutes quant à la participation présumée des soeurs Bruni-Tedeschi sur Petrella?
"Je n'ai pas de commentaire à faire parce qu'ils sont des choses que je lis dans les journaux. Lorsque nous parlons de l'humanité nous sommes tous solidaires. Mais la question de l'extradition et la question du traitement des prisonniers en Italie est une autre chose. D'une part, qu'il ya la solidarité humaine qui accompagne toutes les souffrances. Mais il ya aussi des raisons qui ne peut pas laisser perplexe quand il s'agit de maintenir une personne en France pour les questions humanitaires qui ne semblent pas être de nous. Telle est la question de la décision française .... Je ne comprends pas".
Nous avons vu que les remarques des hommes politiques de ce choix sont tous les espaces ouverts.
"Non, parce qu'il y avait déjà un précédent. Le Président de la France Sarkozy Berlusconi a demandé d'accorder une grâce pour Marina Petrella. Mais n'est-ce pas le Président du Conseil de prendre cette décision".

I due napoleoni francesi

Intervista a Marina Valensise

Radio Radicale, 14 ottobe 2008
di Lanfranco Palazzolo
Ieri ho intervistato Marina Valensise. Come sapete, la giornalista del "Foglio" è un'esperta delle vicende politiche francesi. Ma è soprattutto un'accesa tifosa di Nicolas Sarkozy. Devo dire che lo sono stato anche io alle ultime elezioni presidenziali francesi. Ma nonostante questa comune simpatia per Sarkozy non ho mai condiviso i toni di grande apprezzamento della giornalista verso il Presidente della Repubblica francese che in questi mesi ha dimostrato di essere un protagonista della vita politica internazionale, ma in Francia ha dato di se una prova molto deludente facendo parlare più delle sue vicende personali che delle sue reali capacità politiche. Ecco perchè nel corso dell'intervista ho fatto notare alla bravissima Valensise che forse certi toni favorevoli al Presidente francese oggi non sono più giustificati dai fatti e dalle poche cose fatte da super Sarko. Quindi diciamo che avevamo due visioni diverse di Sarko. E ho cercato anche di illustrarle attraverso le immagini. Quella della Valensise è quella di un Napoleone autorevole(a sinistra). Mentre la mia è più caricaturale (vedi immagine a destra). Nell'intervista ho fatto entrare anche un'autorevole storico: François Furet. In passato ho letto il bel libro curato dalla Valensise dal titolo "Gli occhi della storia" (Mondadori - 2001). In questo volume avevo notato che la Valensise aveva apprezzato la freddezza dell'analisi storica di Furet. E gli ho chiesto se questa terzietà poteva essere applicata al giornalismo. La risposta è stata negativa: il giornalista deve essere di parte, mi ha detto. Mi permetto di dissentire. Parola di giornalista di partito. Buon ascolto.

Sbagliato andare in piazza il 25 ottobre

Voce Repubblicana, 15 ottobre 2008
Parla l'onorevole Giorgio Jannone (Pdl)
di Lanfranco Palazzolo (A destra H. Paulson).

L'opposizione è consapevole del delicato momento che sta attraversando il Paese. Ma andare in piazza il 25 ottobre è intempestivo. Lo ha detto alla “Voce” l’onorevole Giorgio Jannone (PdL), membro della Commissione Finanze della Camera, Presidente AD delle cartiere Paolo Pigna S.p.A.
Onorevole Jannone, quali sono le sue valutazioni sui due decreti presentati dal governo per fronteggiare un’eventuale crisi finanziaria del sistema bancario?
“Dobbiamo registrare la tempestività del Governo italiano e dei paesi dell’Unione europea in risposta alla crisi. Stavolta è stata l’Europa a sostenere le iniziative degli Stati Uniti per rilanciare il sistema finanziario. Il Piano Paulson è stato apprezzato perché c’è stata un’analoga iniziativa europea. L’Unione europea ha dimostrato di sapere essere unita in un momento particolare come il presente. Azioni come queste danno stabilità e certezze al sistema economico e finanziario. E direi che la reazione delle borse internazionali lunedì è stata soprattutto emotiva, dato che i mercati non hanno ancora visto quali sono i vari punti dei decreti emessi dai singoli governi. Detto questo, non sono così entusiasta di fronte al rally delle borse che abbiamo visto lunedì. Quello che è stato fatto, certo, resta importantissimo, ma bisogna verificare se tutto ciò sia sufficiente per ovviare al collasso del sistema”.
Come interpreta il fatto che solo Unicredit abbia ricapitalizzato e non lo abbiano fatto anche altri Istituti di credito?
“Unicredit era decisamente la banca più esposta e più a rischio, quindi era assolutamente necessaria la ricapitalizzazione. Il nostro sistema bancario è sicuramente più solido degli altri sistemi europei e mondiali, ma ciò non esclude che altre banche siano costrette tra non molto a ricapitalizzare”.
Il Presidente del Consiglio Berlusconi ha detto che non si deve dare un segnale di statalizzazione del sistema bancario. Perché in Europa è così facile pensare alla statalizzazione del sistema bancario?
“Gli Stati Uniti sono la patria del liberismo economico e questa crisi mette in discussione molte convinzioni sulla politica finanziaria degli ultimi anni. Insomma, la situazione che stanno vivendo gli americani è l’esatto contrario di quello che gli americani hanno predicato fino a ieri. In Europa siamo più abituati all’intervento dello Stato nei momenti di crisi, ma anche nella normalità”.
Come pensa si sia comportata l’opposizione in questa fase delicata?
“E’ necessario verificare quale sarà l’approccio dell’opposizione a questi decreti in Parlamento. Mi auguro che ci sia un atteggiamento maturo. Mi sembra che nell’opposizione ci sia la giusta consapevolezza delle difficoltà che il paese sta vivendo. Mi spiace che ci sarà questa manifestazione il 25 ottobre, che definire intempestiva è poco”.