giovedì 16 ottobre 2008

Il presidente mediatico

Marina Valensise, giornalista e saggista, è da sempre una
grande ammiratrice di Sarkozy e della sua proposta politica
"Un liberista un poco statalista"

Voce Repubblicana del 17 ottobre 2008
di Lanfranco Palazzolo

Sono convinta che Sarkozy rappresenti un fenomeno nuovo e dirompente della politica europea. Lo ha detto alla “Voce” la saggista e giornalista de “Il Foglio” Marina Valensise.
Marina Valensise, a distanza di mesi dall’uscita del suo libro dal titolo “Sarkozy. La lezione francese” (Mondadori) pensa che la politica “sia tornata al potere”?
“Sono convinta che Sarkozy rappresenti un fenomeno nuovo e abbastanza sconcertante di cui ho cercato di definire le linee nel corso della mia permanenza a Parigi durante le elezioni politiche. Penso che Sarkozy abbia riproposto ai francesi e anche all’opinione pubblica europea il problema che noi vediamo al centro della crisi finanziaria internazionale. Sarkozy ha risposto all’illusione in base alla quale la vita economica deve prevalere sugli interessi dei cittadini al punto da rappresentare lo Stato. Il Presidente francese ha spiegato che l’illusione dell’autoregolamentazione dei mercati – nata all’indomani della fine del comunismo - era un grave errore”.
Qualcuno accusa il Presidente della Repubblica francese di essere stato un’illusionista…
“E’ vero che molte delle sue promesse sono rimaste sulla carta. Ma questo è ancora troppo presto per dirlo. Sarkozy è alla guida del paese da un anno e mezzo. Ci sono stati degli eventi internazionali imprevisti che hanno frenato la sua azione di rottura. Ma ci sono stati altri eventi che gli hanno permesso di realizzare quanto aveva promesso. In merito alla crisi dell’Unione europea, Sarkozy si era ripromesso di superare la distanza tra i cittadini e le istituzioni europee. In queste settimane di crisi dei mercati finanziari, Sarkozy è riuscito a dare un impulso alle iniziative dell’Unione europea con il vertice di Parigi. Poi, con il successivo incontro dei paesi dell’Eurogruppo, ha dato un contributo importante per fronteggiare questa situazione”.
Qual è una delle principali qualità di Sarkozy?
“E’ un Presidente che vive dei media e che li anticipa. E’ un politico che ha una visione completamente mediatica della sua azione politica. E che non dimentica mai il suo rapporto con i media e la televisione. Inoltre Sarkozy riesce a superare tutti i limiti ideologici: è liberista quando deve garantire la libertà delle imprese; è statalista quando si tratta di salvare il sistema economico, come ha fatto nel caso Alstom e con il salvataggio della banca Dexia”.
Non pensa di aver esagerato nelle lodi di Sarkozy? Lei ha ricordato che Sarko non si fa dettare il programma dai francesi. Ma poi abbiamo visto che le sue compagne sono state determinanti...
“Noi del ‘Foglio’ abbiamo voluto illustrare una figura importante della politica francese quando tutti sottolineavano la novità della socialista Ségolene Royal. Questo è stato uno dei meriti del nostro giornale”.

Parigi non è più umana di noi

Elisabetta Alberti Casellati, sottosegretario alla Giustizia,
si dice sorpresa per la decisione della Francia sulla Petrella

"Voce Repubblicana" del 16 ottobre 2008
di Lanfranco Palazzolo

La giustizia italiana è in grado di garantire un corretto trattamento sanitario per l’ex Br Marina Petrella. Lo ha detto alla “Voce Repubblicana” il sottosegretario alla Giustizia Elisabetta Alberti Casellati.
Sottosegretario Casellati, cosa pensa del comportamento della Francia in merito alla mancata estradizione dell’ex terrorista Br Marina Petrella?
“Io ho manifestato le mie personali perplessità in ordine alla motivazione che ha accompagnato il provvedimento dell’Eliseo. Come è noto a tutti, la giustificazione della mancata estradizione è dovuta a questioni di carattere umanitario. Ed allora io mi sono chiesta perché l’umanità dovrebbe essere soltanto un marchio francese; e perché si possa pensare che un detenuto – in Italia – abbia un trattamento diverso rispetto a quello francese. Anche perché la riabilitazione della pena è un principio centrale nel nostro sistema giudiziario. E la cura dei detenuti è uno degli elementi che caratterizzano il nostro sistema. Questi due principi sono anche inseriti nella nostra Carta costituzionale. Questo significa un riferimento a valori propri della nostra civiltà e della nostra storia, anche giuridica”.
Teme che questo principio adottato per la Petrella possa essere applicato ad altri terroristi?
“Io non credo che un caso come questo possa essere generalizzato, perché è chiaro che ogni volta si procede caso per caso. Oggi le condizioni della Petrella appaiono disperanti sia sotto il profilo psichico che sotto il profilo psicologico. Quindi credo che questo insieme di circostanze abbia indotto le autorità francesi ad effettuare questo tipo di deroga. Sono motivazioni che lasciano un po’ perplessi. Sugli altri casi non vedo come si possano applicare le stesse motivazioni. Insomma, ogni caso è un caso a sé”.
Lei ha qualche dubbio da esprimere sul presunto interessamento delle sorelle Bruni verso la Petrella?
“Non ho nessun commento da fare perché sono cose che leggo sui giornali. Quando si parla di umanità siamo tutti solidali. Ma la questione dell’estradizione e la questione del trattamento dei detenuti in Italia è un’altra cosa. Da un lato c’è quella solidarietà umana che accompagna tutti nella sofferenza. Ma ci sono anche delle ragioni che non possono non lasciare perplessi, laddove si parla di mantenere una persona in Francia per ragioni umanitarie che sembrerebbero non esserci da noi. Questo è l’aspetto dubbio della decisione francese. E’ questo che non capisco”.
Abbiamo visto che i commenti del mondo politico su questa scelta hanno spiazzato tutti…
“In realtà c’era stato un precedente. Il presidente della Repubblica francese Sarkozy aveva chiesto a Berlusconi di concedere la Grazia a Marina Petrella. Ma ovviamente non è il Presidente del Consiglio a dover prendere questa decisione”.