sabato 18 ottobre 2008

Intervista al Capogruppo della Lega Federico Bricolo
di Lanfranco Palazzolo
Voce Repubblicana del 18 ottobre 2008
(A destra Federico Bricolo)
Aiuteremo i piccoli risparmiatori che hanno aperto dei mutui. Lo ha detto alla “Voce” il senatore Federico Bricolo, capogruppo della Lega Nord al Senato.
Presidente Bricolo, come avete valutato i due decreti del Governo per il salvataggio delle banche e la difesa del settore del credito in Italia?
“Ritengo che questi provvedimenti siano stati assolutamente opportuni e siano stati fatti nei tempi dovuti. La risposta dei mercati nei primi due giorni c’è stata. Noi siamo convinti però che serve – come si sta facendo in questo momento – una visione comune da parte di tutti i paesi dell’Unione europea. Se in un momento come questo qualcuno pensa di poter fare delle scelte senza coinvolgere gli altri, può certo fare gli interessi particolari del suo paese, ma sicuramente non si riuscirà a risolvere il problema. E questa è stata l’azione che ha inteso portare avanti il nostro Governo. E i risultati ci sono stati subito. Infatti l’Europa ha dimostrato di essere compatta nell’affrontare una crisi complessa come questa. Mi auguro che questo spirito di unità resti per dare una risposta importante per evitare quelle crisi di panico delle borse che possono ripercuotersi sull’economia reale. Non vogliamo certo che questa eventualità si verifichi”.
Pensa che nel dibattito di questi giorni sia emersa una contrapposizione tra le grandi banche italiane e quelle piccole, espressione del rapporto tra i piccoli istituti di credito e il territorio?
“Ma anche se questa contrapposizione c’è stata, la crisi ha dimostrato che non guarda in faccia nessuno. Tutti sono rimasti colpiti dalla crisi dei mercati borsistici e della finanza internazionale. Mi riferisco a quegli istituti che erano esposti con l’estero e anche per quanto riguarda quegli istituti che non lo erano. Oggi l’interesse di tutti è quello di avere un’azione politica comune e al di là di quelle che sono state le scelte emerse nel passato. Quindi credo che sia necessario guardare al futuro con regole certe per impedire a chi specula di mestiere di provocare altri danni. Ecco perché è necessario garantire gli interessi dei piccoli risparmiatori e delle piccole e medie aziende che sono l’asse portante dell’economia di questo paese”.
La Lega ha presentato degli emendamenti ai decreti del Governo per abbassare i tassi dei mutui…
“Le banche fanno i loro interessi, che non sempre sono gli interessi di tutti. Ma sono innanzitutto i loro interessi. In questo momento ci sono tante famiglie esposte con mutui sull’acquisto
della prima casa. Dobbiamo aiutarle nel momento in cui c’è un panico diffuso. Ecco perché oggi dobbiamo garantire i piccoli risparmiatori che hanno aperto dei piccoli mutui e che hanno difficoltà a pagare le rate. Ma questo è l'interesse di ogni parlamentare di buon senso".

L'emozione di "Ah! Il Mundial"

di Lanfranco Palazzolo
Che Libri
Ottobre 2008

Nei giorni in cui l'Italia stava affrontando i disastrosi campionati europei di calcio la Sellerio editore di Palermo ci ha fatto un regalo inaspettato pubblicando “Ah! Il Mundial” di Mario Soldati. Il libro, che era stato già pubblicato nel 1986 con Rizzoli è una raccolta degli articoli pubblicati dallo scrittore come inviato speciale per il “Corriere della Sera” tra il giugno e il luglio del 1982, quando l'Italia vinse i campionati di Calcio del Mondo in Spagna. La raccolta si chiude con una nota esplicativa del libro scritta da Massimo Raffaelli. Il libro non è certo una sterile celebrazione dei campioni del Mondial di Enzo Bearzot, ma la “terza occasione” di Mario Soldati che visse le vittorie calcistiche italiane ai mondiali del 1934 in Italia e del 1938 in Francia. La “terza occasione” per Soldati significa che lo scrittore non era mai stato in “Ispana” dove nel 1934 e nel 1936, alla vigilia dello scoppio della guerra civile, c'era una ragazza che lo aspettava e che non rivide mai più a causa di quel conflitto fratricida. Ai tempi del Mundial del 1934 lo scrittore piemontese non tifava per la nazionale guidata da Vittotio Pozzo a causa del fascismo: “L'amore per la patria non possiamo considerarlo vera virtù se non coincide con l'amore della libertà politica. Ai tempi del regime questa era una verità che solo pochi consideravano. Ebbene, a settantasei anni Soldati diventa per la prima volta inviato speciale seguendo un evento sportivo, forse l'evento più clamoroso e inaspettato dello sport italiano del dopoguerra. Il libro merita di essere letto perché è svincolato dagli opportunismi e dalla cattiveria tipica che caratterizza anche un certo giornalismo sportivo d'autore. Questa avventura spagnola è per Soldati una sorta di risarcimento sentimentale e rappresenterà per lo scrittore un'illusione tipica di chi non è più giovane. Soldati lo scriverà un anno dopo quella vittoria calcistica. L'11 luglio del 1983, lo scrittore annota con malinconia: Oggi “mi accorgo che la mia avventura spagnola è stata un inconsapevole, irresistibile, esplosivo, folle ritorno alla gioventù”.
(Lanfranco Palazzolo)