venerdì 24 ottobre 2008

Meglio i sessantottini che gli universitari di oggi

Intervista ad Emerenzio Barbieri (PdL)
di Lanfranco Palazzolo
Voce Repubblicana del 25 ottobre 2008

I giovani del ’68 erano molto meglio dei giovani che protestano oggi. Almeno la generazione del ’68 aveva degli ideali. Lo ha detto alla “Voce Repubblicana” l’onorevole Emerenzio Barbieri (PdL), membro della commissione Cultura della Camera dei deputati. Ecco cosa ci ha detto delle proposte del Governo sulla scuola e delle proteste degli Studenti italiani.
Onorevole Barbieri cosa ne pensa del decreto del ministro Gelmini sulla scuola?
“Ne penso talmente bene che l’ho votato”.
Come ha trovato l’atteggiamento dell’opposizione su questo provvedimento?
“Mi è sembrato molto pretestuoso. Il comportamento dei partiti dell’opposizione mi è sembrato più teso a fare una battaglia politica più che entrare nel merito dei contenuti del provvedimento. E nelle occasioni in cui sono entrati nei punti specifici del decreto hanno raccontato un sacco di bugie”.
Quale pensa siano state le bugie raccontate dai partiti dell’opposizione?
“Sono state tantissime. Io mi limiti ad indicarne un paio. Una è la questione del maestro unico. C’è questa battaglia fideistica per la quale il maestro unico sarebbe peggiore del modulo è ancora tutta da dimostrare. Le ricordo che quando l’Italia aveva il maestro unico ed era al terzo posto nelle graduatorie europee per la qualità nella scuola elementare. Oggi, con il modulo, siamo scivolati all’ottavo posto. Un'altra questione sulla quale l’opposizione ha mentito è stata sui costi. Mi chiedo come si fa a negare che il Miur sia un ministero che non debba essere ridimensionato. Non siamo più in grado di sostenere oneri di questo genere”.
In passato ci sono state riforme che hanno seriamente danneggiato l’istruzione?
“Credo che una riforma non riforma sia stata quella del ministro dell’Istruzione Fioroni che ha cercato subdolamente di cancellare la riforma Moratti senza presentare alcun disegno organico di riforma della scuola”.
Cosa ne pensa dell’occupazione delle università?
“Ne penso male. Le università sono luoghi di studio, di ricerca, sedi della cultura. Non credo abbia senso procedere all’occupazione delle università soprattutto perché danneggiano chi vuole studiare seriamente”.
Vedremo degli scontri da ’68 nelle università?
“Io non condividevo gli ideali dei giovani del ’68. Ma loro avevano degli ideali e la visione di una società assolutamente diversa da quella che allora esisteva. Secondo me, questi non sanno nemmeno di cosa stanno parlando. Mi pare che non ci sia nemmeno la possibilità di un raffronto tra quello che è accaduto durante il ’68 e quello che stiamo vedendo oggi. Non ho difficoltà a definire quello che vedo oggi come una pagliacciata”.
Il Pd vuole pompare la manifestazione del 25 con queste proteste?
“Un minimo di correlazione c’è. Ma faccio fatica a pensare ad una correlazione diretta”.

L'ultima volta dei "profili"

Servizio per Radio Radicale
23 ottobre 2008
di Lanfranco Palazzolo

Vi disturbo per l'ultima volta sui "Ritratti del coraggio" solo per presentarvi il mio servizio sui "Ritratti del coraggio" per RR. Lo faccio perchè oggi ho realizzato e confezionato questo lavoro presentandolo così: "In questo servizio abbiamo parlato del libro "Ritratti del coraggio" che viene pubblicato in Italia da Alberto Gaffi editore. Radio Radicale ha interpellato il senatore Lucio Malan (Pdl), che ha curato la nota introduttiva, l'onorevole Furio Colombo (Pd) che ha curato l'introduzione del libro "L'America dei Kennedy" di Theodore H. White (Bompiani) e infine la curatrice del libro Marina Pescia. Ecco cosa ci hanno detto sul libro che è scomparso dalle librerie italiane dal 1966, anno in cui venne pubblicato dalla casa editrice "Il Borghese". Nel servizio ascolterete un brano del film JFK di Oliver Stone e la voce di Antonio Segni e di Jfk il giorno dell'arrivo di Kennedy a Roma nel giugno del 1963. Infine, ricordiamo che la postfazione della edizione italiana in uscita è a cura del direttore di Skytg24 Emilio Carelli".
Intervista del 2 settembre del 1963 di JfK al giornalista W. Cronkite.
L'autorevole giornalista intervistò il presidente Kennedy a Hyannisport. In questa intervista, JFK spiega il suo punto di vista sul Vietnam, definendo questo conflitto come "la guerra dei vietnamiti". Egli definisce l'impegno degli Stati Uniti in questi termini: "Siamo in grado di aiutarli, siamo in grado di dare loro attrezzature, possiamo mandare i nostri uomini là fuori come consulenti, ma essi devono vincere, il popolo del Vietnam contro i comunisti".