martedì 28 ottobre 2008

L'appello di Napolitano riapre il confronto

Legge elettorale europea. Parla Stefano Ceccanti
Voce Repubblicana del 29 ottobre 2008
di Lanfranco Palazzolo

La maggioranza non voleva ragionare sulla legge europea, ma l'appello di Napolitano potrebbe cambiare le cose. Lo spiega alla “Voce” il senatore Stefano Ceccanti del Pd.
Senatore Ceccanti, cosa pensa del testo della riforma della legge elettorale europea?
“La maggioranza fino ad ieri non sembrava intenzionata a introdurre cambiamenti alla sua proposta. Se mettiamo uno sbarramento elettorale per la legge per le europee – dove non si elegge un Governo – questa soglia deve essere uguale o inferiore a quella per le elezioni nazionali, dove la scelta degli elettori giunge sino al Governo. Non si capisce perché il 5 per cento per le Europee quando per la Camera è il 4. ”.
Quale era stata la vostra proposta?
“Il 3 per cento. Ma il ministro Roberto Calderoli aveva proposto il 4 per cento. Poi ci siamo trovati nella situazione in cui la maggioranza ha messo la soglia al 5 per cento. Si è così persa la congruenza logica rispetto al sistema per il Parlamento italiano”.
Qual è la vostra posizione sulle preferenze? E' unitaria al vostro interno?
“C’è un problema di scelta democratica dei candidati. Nei paesi dove non ci sono le preferenze i partiti organizzano le primarie per la scelta dei candidati. A me sembra che la maggioranza non voglia ragionare su questi punti. Il Pd è convintamente unito sulla difesa delle preferenze per le europee, come dimostra l'ottimo e competente lavoro dei colleghi della Camera”.
Il sistema delle liste bloccate limiterà il diritto di scelta degli elettori come alle politiche? Il rimedio può essere lo stesso?
“Per le elezioni politiche, che è un altro tipo non comparabile di elezioni, il Pd non è per la posizione minimalista di correggere il Porcellum con le preferenze, è favorevole ai collegi uninominali con l’accesso alle candidature tramite primarie regolate per legge. Le due questioni non vanno affatto confuse”.
Ma in Germania e per le regionali toscane non ci sono le liste bloccate?
“I tedeschi hanno una legge che regola le primarie di partito per le elezioni. E’ la legge che regola questi passaggi. In Toscana sono state tolte le preferenze. Ma c’è una legge che ha introdotto le primarie”.
Trova che in questa legge le 10 circoscrizioni siano state ben suddivise?
“Penso che potrebbero esserci 15 circoscrizioni. In questo modo sarebbe favorita la capacità di scelta dei cittadini rispetto agli eletti, ma non basta il loro aumento, occorre che la scelta dei candidati sia democratica".
Le circoscrizioni diventerebbero dei collegi uninominali?
“No, perché il criterio di computo dei voti resterebbe nazionale”.
Ma perché dice che fino a ieri la maggioranza sembrava chiusa?
Mi sembra evidente che l'appello del Presidente Napolitano inserisce un fatto nuovo, che mi sembra difficilmente eludibile da chiunque".