mercoledì 29 ottobre 2008

Quale cura per la metastasi elettorale?

Intervista con il professor Cesare Salvi
Voce Repubblicana del 30 ottobre 2008
di L. Palazzolo

La legge elettorale per le europee è la metafora della metastasi rappresentata dalla legge elettorale nazionale. Lo spiega alla “voce” il costituzionalista Cesare Salvi.
Professor Salvi, cosa ne pensa della riforma della legge elettorale per le europee?
“Credo che la soglia di sbarramento sia effettivamente molto elevata sia perché nel Parlamento europeo non c’è un problema di governabilità, ma semmai di rappresentanza. Credo che sia più giusto prevedere una soglia di sbarramento del 3 per cento, scrivendo nella legge che alle prossime elezioni si passerà al 5 per cento”.
Cosa ne pensa dell’introduzione delle liste bloccate?
“E’ una questione che non mi appassiona. Capisco che il meccanismo delle liste bloccate ha prodotto degli effetti devastanti nel Parlamento nazionale. Ma anche il sistema delle preferenze ha la sua controindicazione. Nel convegno delle fondazioni io proposi l’adozione di un meccanismo di tipo uninominale proporzionale come esisteva ai tempi del vecchio Senato. Qualcosa di simile fu proposto a suo tempo da Barbera e da Bodrato. La battaglia in nome delle preferenze mi lascia perplesso. Però devo dire che l’uso che è stato fatto del sistema delle liste bloccate alle elezioni politiche non è positivo. A me sembra che un sistema di uninominale proporzionale sia quello più indicato”.
Crede che la ripresa della discussione a fine novembre sulla riforma della legge elettorale per le europee si presti a trattative?
“Spero che ci siano delle trattative. Penso che sia meglio che andare ad uno scontro duro. Credo che la seduta che si è svolta lunedì alla Camera sia servita per smaltire un po’ di ore della discussione generale. Capisco questa organizzazione del calendario. Il presidente della Camera Gianfranco Fini potrà dire di aver permesso una discussione generale di ben nove ore. E’ comprensibile. Mi sembra un’esigenza pratica”.
Teme che questa legge possa segnare la fine della libertà del parlamentare e la vittoria del mandato imperativo?
“La discussione sulla legge elettorale per le europee non mi appassiona molto. Penso che il vero problema politico sia legato alla legge elettorale nazionale. Il meccanismo delle pluricandidature e delle liste bloccate ha impedito di fatto abolito il divieto di mandato imperativo. E questo è un dato che deve far riflettere. In Gran Bretagna, dove ci sono i collegi uninominali, i candidati sono in grado di dire di no quando vogliono farlo nei confronti del loro leader. E’ successo più di una volta a Nicolas Sarkozy in Francia e a Gordon Brown in Gran Bretagna. Il collegio uninominale è una garanzia di indipendenza. Se invece si è nominati dall’alto bisogna solo rispondere al segretario del partito politico. Ecco perché penso che il vero problema sia la legge elettorale nazionale”.

Tondelli d'Italia


Non so se siete d'accordo con me. Ma in questo paese è difficilissimo fare una cosa così bella come pubblicare un libro. Il mondo è pieno di cialtroni. Lo sa bene Nicola Pezzoli che ha pubblicato "Tutta colpa di Tondelli" (Kaos edizioni). Come è scritto nella copertina del libro, si tratta di un "Viaggio tragicomico di un autore inedito nel mondo editoriale". Nel corso delle prossime puntate vi parleremo di questo dramma che analizza la stronzaggine del settore. Buona lettura.........