giovedì 30 ottobre 2008

Quell'appello patetico di Veltroni

Voce Repubblicana del 31 ottobre 2008
Intervista ad Anna Cinzia Bonfrisco
di Lanfranco Palazzolo

Ridicolo e patetico. Così la senatrice Anna Cinzia Bonfrisco ha definito l’invito del segretario Walter Veltroni a ritirare il decreto sulla scuola elementare. Ecco cosa ha detto alla “Voce Repubblicana” la senatrice del Popolo delle Libertà dopo l’approvazione del decreto in aula mercoledì mattina.
Senatrice Bonfrisco, il decreto Gelmini sulla scuola elementare è diventato legge. Come ha trovato la discussione che si è svolta in un clima di scontro nell’aula di Palazzo Madama?
“Non ho avvertito i termini dello scontro al Senato. La mediazione culturale e politica fatta da tutti i gruppi parlamentari mi è sembrata di notevole qualità. Trovo che la votazione che si è svolta mercoledì mattina in aula sia stata serena. Il voto finale ha determinato un confronto intelligente e utile al Paese che ha messo in evidenza posizioni diverse. La presidente del gruppo del Partito democratico Anna Finocchiaro ha dimostrato di difendere posizioni conservatrici mentre il senatore Quagliariello ha espresso posizioni più innovative. Credo che tra questi due contributi dobbiamo trovare un punto d’incontro. La senatrice Finocchiaro ha detto una cosa giusta: le questioni cominciano oggi e non finiscono con questo dibattito. Spero che da oggi si possa trovare la forza per condividere le ragioni di una riforma ancora da fare”.
Come ha trovato l’invito del segretario del Partito democratico Walter Veltroni a ritirare il decreto?
“L’ho trovato ridicolo e un po’ patetico. Il segretario del Partito democratico dovrebbe sapere che gli impegni che abbiamo preso con il nostro elettorato non possono essere traditi e rimangiati. Ho trovato questa sua richiesta inutile. Forse a Veltroni può essere tornato utile – attorno al tema della scuola – riaggregare e ricompattare una coalizione che continua a perdere pezzi culturali nel Paese”.
Cosa ne pensa delle occupazioni delle università e delle manifestazioni di questi giorni?
“In questi giorni ho visto che ci sono tanti ragazzi che manifestano – come è accaduto in tante altre epoche – senza nemmeno sapere le ragioni per le quali scendono in piazza. Mai come in questa circostanza si è avuta una strumentalizzazione così forte da parte della politica rispetto agli studenti. Ricordo molto bene cosa accadde in una città come Padova il clima del 1977. Spero che oggi nessuno voglia inzuppare il biscotto in un certo brodo ci cultura che poi potrebbe sfuggire dalle mani di tutti”.
Pensa che tutte queste riforme sulla scuola possano creare qualche confusione?
“Il Paese deve aggiornare il suo sistema scolastico alle esigenze della modernizzazione. L’errore è stato definire questo decreto una riforma. E’ una manutenzione della scuola. Si è voluti tornare ad un determinato modello culturale. Ma non è la riforma della scuola”.