lunedì 3 novembre 2008

Gli americani non sono razzisti

Intervista a Massimo Introvigne
Voce Repubblicana del 4 novembre 2008
di Lanfranco Palazzolo

Oggi solo una minoranza di americani si sentirebbe disturbata dall'avere un Presidente di colore. Lo ha detto alla “Voce” il professor Massimo Introvigne, studioso di nuove religioni.
Professor Introvigne, cosa pensa che Obama sia il candidato delle minoranze religiose e degli oppressi negli Stati Uniti?
“Mi trovo a Chicago, la città di Obama, dove vi è una grande convinzione sulla sua vittoria. L'impressione è che per le minoranze religiose non cambi nulla perché una politica di tutela delle minoranze religiose e dei diritti umani fu avviata da Bill Clinton e poi continuata da George W. Bush ed ha un notevole appoggio bipartisan. Quindi i due principali partiti concordano con questa scelta con diverse istituzioni e commissioni che pubblicano due rapporti annuali sullo Stato della libertà religiosa nel mondo. L'aspetto meno positivo è sia l'amministrazione Clinton che quella Bush hanno compiuto dei gesti che non hanno mai portato a nulla di decisivo. Mi riferisco soprattutto alla situazione in Cina dove sono state pubblicate delle proteste contro la violazione della libertà religiosa. Però, alla fine, i rapporti commerciali hanno sempre prevalso. Credo che chiunque sia il prossimo Presidente degli Stati Uniti si limiterà a delle deplorazioni di rito. Ma senza per questo arrivare alla rottura con i superpoteri economici. Anche perchè la situazione economica lo sconsiglia. Questo è anche l'atteggiamento del Governo italiano”.
Pensa che in questa campagna elettorale il Partito democratico abbia manifestato qualche tensione razzista?
“No, non penso. Anzi, credo che il fattore razza sia stato menzionato pochissimo e da figure assolutamente marginali della politica americana. Questo dimostra – anche ai nemici degli Stati Uniti – che dall'epoca di Lyndon Johnson anni ed anni di pacificazione razziale abbiano raggiunto il loro scopo. Oggi, solo una piccola minoranza degli americani si sentirebbe disturbata di avere Obama come Presidente degli Stati Uniti. Del resto, il Partito Repubblicano ha avuto due Segretari di Stato di colore come Colibn Powell e Condoleeza Rice. Anche il Partito Repubblicano ha dimostrato di non avere pregiudizi”.
Barack Obama può essere definito un candidato di sinistra?
“E' una candidato liberal solo sulle questioni morali. Obama ha delle idee liberal su questioni come l'aborto o sulle cellule staminali. Un po' meno sui matrimoni gay, sui quali dice di essere contrario. Su questi argomenti Sarah Palin e McCain hanno posizioni più vicine alla Chiesa. La Chiesa americana sostiene indirettamente i Repubblicani. Ma sui programmi economici i due candidati non hanno linee politiche diverse anche se McCain accusa Obama di essere un socialista e quest'ultimo gli risponde dicendo che è uno strumento del grande capitale”.