martedì 4 novembre 2008

Attenti a quei due outsider

Intervista al senatore Luigi Compagna
Voce Repubblicana, 5 novembre 2008
di Lanfranco Palazzolo

La campagna elettorale Usa ha visto come protagonisti due outsiders. Lo ha detto alla “Voce” il senatore Luigi Compagna del Pdl.
Senatore Luigi Compagna, per chi avrebbe votato alle presidenziali degli Stati Uniti?
“Forse per John McCain perché sono affascinato dalla storia del personaggio. Però non seguo queste elezioni presidenziali con spirito di parte. Credo che spetti agli americani il proprio Presidente. Penso che chiunque venga eletto sarà anche un ottimo Presidente”.
Come ha letto questa campagna presidenziale?
“Questa campagna ha visto come protagonisti due outsiders rispetto alle due grandi macchine di partito. Il democratico Barack Obama è un senatore giovanissimo, entrato da poco in Senato. Il candidato democratico è forte di una retorica del discorso politico che è molto accattivante e talora addirittura affascinante. Obama ha sconfitto pretendenti più accreditati di lui. Ma ancor più outsider si può considerare McCain. Il candidato repubblicano non ha mai avuto un buon rapporto con la famiglia Bush ed era considerato un elemento che difficilmente poteva arrivare al traguardo. E invece c’è arrivato. La cosa paradossale è che, nell’ultimo mese di campagna elettorale, mentre poteva raccogliere l’appoggio di tutto il Partito repubblicano, si è accorto che tale tipo di sostegno lo avrebbe danneggiato perché la crisi economica internazionale ha favorito il candidato democratico”.
Pensa che Obama possa interpretare meglio quella politica economica “statalista” che Bush ha abbracciato in questi mesi di crisi finanziaria?
“Questo dipende anche dalla scarsa credibilità accumulata da Bush in questi mesi, che ha di fatto favorito il candidato democratico. Credo che se ci fosse stato un dibattito sui grandi temi di politica estera McCain sarebbe stato più credibile di Obama. Ma ormai la parola non è più ai commentatori o ai politologi, ma agli elettori. Quindi è doveroso seguire le elezioni Stato per Stato. Credo che a questo punto i sondaggi contino ben poco”.
Non trova che John McCain e Sarah Palin si siano lasciati andare facendo troppa ironia su se stessi e trasformando le presidenziali in uno show?
“Questa è un’impressione che ha dato la candidata alla vicepresidenza Sarah Palin. La campagna per le elezioni Presidenziali americane è faticosa. Non sempre si riesce a dare il meglio di sé. Per quanto concerne la Palin, l’attenzione verso la candidata alla vicepresidenza è stata esagerata e in qualche caso morbosa. Anche il candidato democratico alla vicepresidenza Joe Biden è caduto in incidenti incresciosi”.
Obama è un liberal?
“Nel corso di una campagna presidenziale il termine liberal viene messo in soffitta. I candidati sono tutti centristi. Anche Obama ha mantenuto il suo profilo di politico moderato”.

Two outsiders against

Interview with senator Luigi Compagna
Voce Repubblicana, 5 november 2008
by Lanfranco Palazzolo

This election campaign has seen two main protagonists outsiders. He told the "Voce Repubblicana" Senator Luigi Compagna of PDL (People freedom Party).
Senator Luigi Compagna, who would vote for the presidential U.S.?
"Maybe i should vote for John McCain because I'm fascinated by the history of the character. But do not follow these presidential elections with the spirit of party. I believe that it is up to the Americans its President. I think whoever is elected will also be a good president".
What do you think about this presidential campaign?
"This campaign has seen two main protagonists outsiders compared to the two major party machines. The Democrat Barack Obama is a young senator, joined recently in the Senate. The Democratic candidate is a strong rhetoric of political discourse that is very attractive and sometimes even charming. Obama defeated several suitors credited him. Even more outsiders can be considered McCain. The Republican candidate has never had a good relationship with the Bush family and was considered a candidate who could hardly reach the goal. But there's arrived. The paradoxical thing - at least according to polls - in the last month of the election campaign and while it could gather the support of the entire Republican Party, this kind of support because it would have damaged the international economic crisis favors the Democratic candidate".
Do you think Obama can better interpret the economic state that Bush has embraced in recent months of financial crisis?
"This also depends on the credibility gained from Bush in recent months that has actually helped the Democratic candidate. I think if there had been a debate on major issues of foreign policy, McCain would have been more credible for Obama. But now the word is no longer the commentators or political scientists, but to the voters. So we must follow the state elections to the State. I think at this point polls count for little".
In these days is not that John McCain and you are Sarah Palin let go by too much irony about themselves and turning in a presidential show?
"This is an impression that has given the candidate Vice-President Sarah Palin. The campaign for the U.S. presidential election is tiring. Not always manages to give its best. Regarding Palin, attention to the candidate Vice-President was exaggerated and sometimes morbid. The Democratic candidate for Vice-President Joe Biden has fallen into regrettable incidents ".
Obama is a Liberal?
"During a presidential campaign, the term liberal is hidden. The candidates are all centrist. Obama also has kept his profile political moderate".

Tutta colpa di Tondelli

Il viaggio amaro di Nicola Pezzoli
di Lanfranco Palazzolo
Radio Radicale, 3 novembre 2008
(Nella foto a destra Nicola Pezzoli, sotto la lettera della casa editrice Sperling & Kupfer che comunica la bocciatura del romanzo di Pezzoli. Notate l'errore. La casa editrice scrive "Il cigno blu" con l'accento su la lettera u)
Non so proprio da dove cominciare per la rabbia che ho dentro. Oggi ho intervistato Nicola Pezzoli che ha pubblicato il volume "Tutta colpa di Tondelli" (Kaos Edizioni). Vi consiglio di leggere questo libro per comprendere il livello del nostro panorama editoriale e la povertà culturale che si nasconde dietro il sistema editoriale italiano. Oggi, chi vuole pubblicare qualcosa per una grande casa editrice deve essere uno che ha un sacco di soldi; le conoscenze giuste; la erre moscia e soprattutto non deve saper scrivere bene. Non vi siete mai chiesti perchè i cosiddetti grandi autori italiani ci regalano grandi stronzate che ci parlano di pappagallini, di gialli improbabili, di cazzate stratosferiche senza raccontarci mai qualcosa di originale?! Questa è la ragione per la quale ho avuto il piacere e l'onore di intervistare ieri pomeriggio, per "Radio Radicale", Nicola Pezzoli. L'autore di "Tutta colpa di Tondelli" ha cercato di pubblicare "Sognando il cigno blu" ed altre opere incontrando sulla sua strada persone incompententi, profittatori e personaggi poco seri che hanno trasformato la sua aspirazione in una sorta di incubo.
Ad oltre un mese dalla pubblicazione di "Tutta colpa di Tondelli" nessuno ha avuto il coraggio di recensire questa opera prima che denuncia i malcostumi del panorama editoriale italiano. Solo il quotidiano spagnolo "Abc" ne ha parlato in un suo articolo. Qui sotto pubblicherò in blu (senza accento), l'articolo pubblicato dal quotidiano spagnolo lo scorso 18 ottobre invitando le redazioni culturali dei nostri quotidiani ad avere quel coraggio che hanno solo le persone veramente libere.
Ps: Viva la Spagna.

Bárbaros en Roma
Firmas Por Félix Romeo.

"ABC" 18 attobre 2008
ESCRITOR RECHAZADO. El libro está en todas las librerías de Roma, y en lugar destacado. Y resulta raro: como si un libro de la editorial Virus estuviera destacado en todas las librerías de Madrid. Se llama Tutta colpa di Tondelli (Kaos Edizioni) y está escrito por Nicola Pezzoli, que nació en 1967 y prácticamente no ha parado de escribir desde entonces, con poquísima suerte... como atestiguan las cartas de rechazo que incluye. Todas las editoriales italianas le han rechazado: Einaudi, Feltrinelli, minimum fax, Adelphi, Rizzoli...
Pezzoli tuvo una buena idea, aunque falla en la ejecución: contar su fracaso. Y eso, en parte, es Tutta colpa di Tondelli: con humor y mala leche habla de su relación con la «descubridora» de Susanna Tamaro, Laura Lepri, y, sobre todo, de su ingreso en la «secta» de Massimo Canalini. Canalini, gurú de Transeuropa, lanzó a muchos narradores de los 90, como Giusseppe Culicchia o Enrico Brizzi, de la mano de Pier Vittorio Tondelli (1955-1991), de quien Barataria ha publicado recientemente Habitaciones separadas.
Pezzoli cuenta cómo querían crear «mafia literaria»: «Este comando de jóvenes escritores, bajo la dirección de Canalini, daría cuerpo a infinitos proyectos: nosotros prepararíamos antologías de jóvenes, daríamos cursos de escritura creativa, crearíamos premios literarios (financiados por las instituciones), y una hermosa revista de crítica mafiosa donde crucificar las novelas enemigas».
LA FAMA CUESTA. Mientras escribo de Pezzoli me llega Secuelas de una larguísima nota de rechazo (Nórdica), de Bukowski. Es tan breve que paro para leerlo: Hank, nervioso, cree que el único editor que muestra interés por sus escritos se ha presentado por sorpresa en la pensión en la que malvive.
Bukowski cuenta cómo eran las cartas que solía recibir: «Lo sentimos, pero no tiene la suficiente calidad, o, lo sentimos, pero no se ajusta exactamente a nuestra línea editorial».