venerdì 14 novembre 2008

Villari non ti dimettere

Intervista al deputato radicale Marco Beltrandi (Pd)
Voce Repubblicana del 15 novembre 2008
di Lanfranco Palazzolo

Qualche settore del Pd potrebbe aver suggerito il nome di Villari alla Presidenza della Vigilanza Rai. Ma il condizionale è d’obbligo. Lo ha detto alla “Voce Repubblicana” il deputato radicale Marco Beltrandi, iscritto al gruppo parlamentare del Pd e membro della Commissione di Vigilanza sulla Rai.
Onorevole Beltrandi, cosa accadrà dopo l’elezione del senatore Riccardo Villari, scelto dal PdL, alla Presidenza della Vigilanza? Come è uscito fuori questo nome?
“Come sia uscito fuori questo nome non lo so. E sinceramente non mi interessa. A me interessa che oggi abbiamo un Presidente. Ritengo che l’eletto debba restare in carica anche se per espletare alcuni atti dovuti che stanno attendendo da molto tempo”.
L’elezione di Villari mette in difficoltà il Pd o risolve i suoi problemi?
“Sicuramente mette in difficoltà il Pd. Ma credo che nasca da una certa misura anche all’interno del Partito democratico”.
In che senso?
“Mi riesce difficile pensare che Villari – per i fatti suoi – si sia messo d’accordo con il Pdl. Ecco!”.
Pensa che il Pd abbia fatto capire che quel nome andava bene?
“Diciamo che alcune componenti del Partito democratico potrebbero aver favorito questo nome. Il condizionale è d’obbligo. Non proprio il Partito democratico. Quindi il segretario e i vertici del partito sono rimasti estranei in questa vicenda”.
Nel Partito democratico erano molto preoccupati che lei potesse diventare il Presidente della Vigilanza?
“Penso proprio di si. Ne ho avuto conferma in tutti questi giorni”.
Come ha trovato le parole utilizzate da Veltroni che ha parlato di atto inimmaginabile?
“Sarebbe stato preferibile che la prassi parlamentare fosse stata rispettata. Però non sono d’accordo con le affermazioni di Walter Veltroni. Mi sembra che Veltroni dimentichi un fatto fondamentale: la funzionalità della Vigilanza non è un optional. Ma è un inderogabile dovere costituzionale assicurare la funzionalità di questa commissione di garanzia. Il Presidente della Repubblica ha parlato di inderogabile dovere costituzionale. Mi sembra che il segretario del Pd lo abbia completamente dimenticato”.
Qualcuno ha pensato che la scelta di Villari sia nata negli ambienti rutelliani del Pd.
“Potrebbe”.
Pensa che Villari stia prendendo tempo per evitare di dare le dimissioni?
“Mi auguro che Villari non si dimetta. In realtà non so cosa farà Villari. E non ho nessuna idea cosa pensi. Se Villari si dimettesse si assumerebbe la responsabilità di riaprire il vulnus costituzionale che è durato più di 6 mesi e ha danneggiato la Rai. Oggi stiamo rischiando di mettere in discussione le elezioni regionali in Abruzzo se non si vara il regolamento delle tribune politiche”.
Pensa che le alte cariche dello Stato diranno a Villari di dimettersi?
“Mi sorprenderei moltissimo se lo facessero”.