giovedì 20 novembre 2008

Capezzone anche laziale


Capezzone romanista


Cosa fa Pierferdinando?

Intervista a Publio Fiori, segretario di Rifondazione Dc
di Lanfranco Palazzolo
Voce Repubblicana del 21 novembre 2008

Casini potrebbe svolgere un ruolo importante per riaggregare il centro. Non so perché non lo abbia ancora fatto. Lo ha detto alla “Voce Repubblicana” il segretario di Rifondazione Dc Publio Fiori.
Onorevole Fiori, crede che in questa fase politica sia in corso una riorganizzazione del centro che coinvolge settori di Forza Italia, l’Udc e il Partito democratico?
“Credo che il centro sia una metafora. Non credo che il centro sia il luogo dove riunire tutti quelli che politicamente non si riconoscono nel centrodestra o nel centrosinistra. Ma è il tentativo di trasportare valori, ansie, paure e desideri della gente in un’area dove questi problemi possono essere affrontati. Quindi coloro che sostengono il centro come me non vogliono costituire un altro partito – perché ce ne sono già troppi – l’obiettivo deve essere quello di diminuire i partiti. E di costruire invece una nuova politica. E “scomporre” – come diceva Moro – questo scenario Bipolare che costruisce maggioranze senz’anima sia da una parte che dall’altra”.
Che ruolo sta svolgendo Pierferdinando Casini?
“Penso che Casini avrebbe potuto svolgere un ruolo importante per federare tutti questi movimenti che si riconoscono in questa metafora. Non so perché non l’abbia fatto. Ma questo non mi interessa neanche più molto. Di fatto quest’area deve essere costruita. Per questa ragione è necessario fare un discorso nuovo per fare in modo che – persone appartenenti a schieramenti diversi – possano ritrovarsi su una linea politica comune”.
Poco più di un mese fa ci aveva parlato di una iniziativa per riorganizzare un network centrista. Come è andata?
“E’ andata benissimo perché abbiamo scoperto molte realtà inedite di associazione e partitini che sono scontenti di come vanno le cose nell’attuale assetto bipolare. E’ stata un’occasione importante. Credo che sia necessario riorganizzare quelle che io chiamo ‘le mille liste civiche’ per creare un nuovo movimento di opinione. I grandi partiti come il Pd e Forza Italia non possono mettere insieme tutto e il contrario di tutto. Alla fine esplodono”.
Come ha visto la vicenda della Vigilanza Rai?
“Non sono come sia uscito fuori il nome di Riccardo Villari per la presidenza della Commissione. Non mi interessa saperlo. Registro solo un fatto inquietante. Il Partito democratico pretende che un deputato dia le dimissioni perché quello non è il nome che voleva alla Presidenza di una Commissione e dopo che lo hanno eletto dei parlamentari democraticamente eletti. Oggi i partiti si sono impossessati del Parlamento. In questo caso a Villari è stato chiesto di obbedire al Pd con la minaccia di essere cacciato dal gruppo parlamentare in violazione di tutti i principi costituzionali (art. 67 cost.). Oggi non siamo più in una Repubblica parlamentare”.