lunedì 24 novembre 2008

Mussolini: il destino a Milano

La morte passa per Piazzale Loreto
di Lanfranco Palazzolo
Radio Radicale 24 novembre 2008
(Nella foto sotto i corpi dei partigiani fucilati in Piazzale Loreto - agosto del 1944)

Quella che vedete pubblicata qui sopra è una fotografia che risale all'inizio degli anni '20 a Milano. Alcuni militanti del Partito nazionale fascista si oppongono ad uno sciopero decretato dai tranvieri di Milano. Gli iscritti al Pnf salgono sulle vetture dei mezzi pubblici milanesi e li fanno funzionare regolarmente. Notate il percorso del mezzo. Quasi per contrappasso, il mezzo percorre Piazza Venezia (di Milano) fino a Piazzale Loreto, come se fosse un presagio del percorso che il regime fascista avrebbe fatto nel ventennio che sarebbe seguito. Faccio questo discorso per introdurvi a "Mussolini: il destino a Milano" di Giorgio Galli (Kaos Edizioni). Il libro è interessante perchè ripercorre tutti i presagi e gli avvertimenti che hanno accompagnato Benito Mussolini durante gli anni intensi della sua attività politica di dittatore criminale. La foto che ho postato in alto non è stata pubblicata nel libro. Ma l'ho ricordata perchè nel libro è riportata una conversazione di Mussolini con il Podestà di Milano Mario Colombo. In questo incontro - avvenuto pochi giorni prima della sua fucilazione - Mussolini si interessa del futuro dell'azienda tranviaria milanese. Il libro è una piccola miniera di aneddoti e di racconti che culminano nella fucilazione "eroica" di Mussolini e che passano attraverso un incidente stradale capitato al capo del fascismo a Dongo, prima di diventare presidente del Consiglio. Questo è un piccolo assaggio del libro. Qui sotto posto l'intervista per RR con Giorgio Galli che vi riproporrò anche in altra forma.

Villari resta un parlamentare libero?

Intervista al prof. Giovanni Guzzetta
di Lanfranco Palazzolo
Voce Repubblicana del 25 novembre 2008

Riccardo Villari ha fatto una sua scelta politica che non tocca affatto le prerogative da parlamentare. Lo ha detto alla “Voce” il costituzionalista Giovanni Guzzetta.
Professor Guzzetta, guarda con preoccupazione agli attacchi rivolti nei confronti del senatore Riccardo Villari dopo la sua espulsione dal Pd? E un attacco alla sua autonomia da parlamentare?
“Occorre distinguere il livello giuridico da quello politico. Il divieto di mandato imperativo è una norma ha una funzione prettamente giuridica per evitare che ci possano essere degli impegni – da parte dei parlamentari eletti – giuridicamente sanzionabili, violando i quali, i parlamentari siano possano essere chiamati a rispondere a qualcuno: una sorta di contratto che il parlamentare fa con gli elettori o con il partito. Il divieto di mandato imperativo lascia al parlamentare la libertà assoluta di scegliere le proprie posizioni senza dover soggiacere a nessun vincolo di tipo giuridico. Poi c’è anche un vincolo politico del quale l’articolo 67 della Costituzione non si occupa: la responsabilità del parlamentare che violi l’impegno politico assunto con un partito o con gli elettori. Da questo punto di vista, la sanzione – rispetto a questa violazione – non è di tipo giuridico. Non si può chiedere la decadenza di un parlamentare o un risarcimento danni al parlamentare. Ma la “sanzione” è di tipo politico. Gli elettori ne terranno conto”.
Sul caso del senatore Villari cosa pensa?
“Il senatore Villari ha avuto un comportamento che si presta solo ad una valutazione politica. E quindi non chiamerei in causa l’articolo 67 della Costituzione. Qui non c’è alcun comportamento di illegittimità normativa o costituzionale. Le critiche sono solo di natura politica. Oggi Villari non adempie alle direttive di quel partito”.
Come possiamo giudicare l’espulsione di Villari dal suo gruppo parlamentare del Pd?
“L’espulsione non pregiudica le prerogative del parlamentare. Il dettato dell’articolo 67 non viene toccato. Villari continuerà a fare il senatore. D’altra parte non si può pensare che un partito non tolleri un parlamentare che non rispetta le decisioni del gruppo. La costituzione trova un equilibrio garantendo giuridicamente il parlamentare nelle sue prerogative. Ma nello stesso tempo il parlamentare paga i costi delle sue scelte politiche”.
Con questo sistema elettorale l’autonomia del parlamentare è compromessa?
“Oggi i parlamentari si sentono più responsabili verso chi li ha scelti (i segretari di partito) piuttosto che verso gli elettori. Il problema della diminuzione di scelta dei cittadini è evidente. Ma i gruppi parlamentari devono essere conformi al voto popolare e avere delle regole che impongano comunque ai deputati di essere coerenti con il voto ricevuto”.