venerdì 28 novembre 2008

Non c'è la prova che Gramsci si convertì in punto di morte

Intervista a Simona Colarizi
Voce Repubblicana del 29 novembre 2008
di Lanfranco Palazzolo

Non ci sono carte o documenti che attestino la conversione di Antonio gramsci al cattolicesimo. Lo ha detto alla “Voce Repubblicana” Simona Colarizi, docente di Storia contemporanea all’università “La Sapienza” di Roma.
Prof.ssa Colarizi, qual è la sua impressione sulle parole di mons. Luigi De Magistris, che ha parlato della conversione al cattolicesimo da parte del fondatore del Partito comunista italiano Antonio Gramsci?
“Dal punto di vista storico sono rimasta molto perplessa dalle parole che ha pronunciato mons. De Magistris. Non sono un gramsciologo. Da quello che ho letto delle carte gramsciane e da quanto hanno detto Roberto Vacca e Giuseppe Gualtieri, mi pare che non ci sia nulla che possa dare sostegno a questa tesi”.
Come può essere sorta questa diceria?
“I documenti che abbiamo a disposizione –le carte di archivio e le memorie – ci parlano di un Gramsci molto fermo nelle sue convinzioni laiche. Sarebbe anche molto difficile cogliere elementi di una possibile conversione all’ultimo momento. Anche perché gli ultimi istanti della vita di Gramsci sono stati già analizzati. Quello che può aver alimentato questa voce è il fatto che l’ospedale Quisisana era composto di personale ospedaliero formato da religiose. Nelle cliniche, attorno ad un morente, appare sempre un prete. Questo è un fatto che è sempre accaduto in ospedali come quello di cui abbiamo parlato. Credo che la polemica sia chiusa su questo tentativo di strappare ai morti delle conversioni”.
Il sovietologo Vittorio Strada è arrivato a dire che la conversione di Antonio Gramsci ne accresce l’umanità. Crede che sia giusto fare un’affermazione di questo genere che mette l’umanità dei laici in serie B?
“Penso che questo sia un approccio ideologico. Questa è una valutazione molto personale. Ognuno può avere la sua opinione sulla funzione della fede. Però non si può forzare la storia e assecondarla alle proprie convinzioni religiose. In questo caso su Gramsci non mi sento di dire che quest’ultima testimonianza del vescovo sia supportata da una documentazione attendibile”.
La figura di Gramsci si presta ad una certa invidia storica? Qualche tempo fa uno storico comunista era arrivato a dire che non sarebbe stato sorpreso di apprendere che Gramsci era anche stato liberale.
“Ritengo che questo dipenda dalla personalità enciclopedica di Gramsci. Il fondatore del Pcd’I è stato un pensatore che ha scritto e riflettuto su tutto. E questi studi hanno avuto una funzione storica e culturale importantissima all’interno del Partito comunista e del mondo della sinistra più in generale. Quindi non mi stupisco di queste interpretazioni ‘forzate’ di un pensiero politico che è in realtà labirintico. La rilettura dei testi gramsciani provoca sempre tante sorprese”.

Mussolini and Milan

Interview with Prof. Giorgio Galli
Voce Repubblicana on 27 November 2008
by Lanfranco Palazzolo

In my last book I found relations between the esoteric culture and Mussolini. He told the "Voce" the political scientist Giorgio Galli, author of "Mussolini: il destino a Milano" (Kaos Editioni), a book that traces the relationship between Benito Mussolini and of this town.
Prof. Galli, as did the idea for this book that analyzes the signals of death that Mussolini received from Milan?
"The idea of the book came to the publishing house that Kaos, after reading my essay on 'magic Nazism', you wondered if there was anything to tell and build something similar on fascism and Mussolini. To me it seemed a difficult task. But I had the desire to write something that had not been said about Mussolini. Since I was born in Milan, I thought to do something about Mussolini in Milan".
What kind of relationship he had with Mussolini this city?
"Here Mussolini was director of the Next and then founded the bundles of combat and the newspaper the People of Italy. Mussolini began his political ascent from Milan. And this city is back to being exposed by partisans, from dead, in Loreto square".
Have you found similarities between the political path of Mussolini and Loreto square?
"In this square in Milan - in the first post-war - was killed a marshal of the carabinieri. Mussolini wrote an article about this fact entitled 'cannibals', which depicts Loreto square (Milan), almost anticipating what would happen to him. I remember that after the shooting of partisans in Loreto Square- in 1944 - Mussolini said, a phrase that may sound today utter: 'we will pay dearly for the blood Piazzale Loreto'. At this point I have raised other signals finding documentation that helped me in this. My job was to give a organic material collected".
Do you think that in this book we have new elements on Mussolini?
"I believe in my book there are things that in many biographies of Mussolini they are not. I did a thorough search to find those few reports of Mussolini with the esoteric culture. But I noticed that - regardless of the absence of relations between Mussolini and the esoteric culture - these signals coming anyway and could be interpreted by the head of fascism. I mean - for example - the ratio of Mussolini with Switzerland".
Mussolini considers the Swiss Confederation as a refuge either in 1922 than in 1945?
"Mussolini was formed in Switzerland also culturally. In 1922, is ready to make good in this country before the march on Rome. And in 1945 trying to flee to Switzerland. Will be killed in Dongo (Como) in the 1945, where in 1920 he had a car accident exclaiming: 'This country leads bad luck".