mercoledì 3 dicembre 2008

Domani appuntamento con Velardi


I cittadini decidono della loro salute

Intervista al senatore Ignazio Marino
Voce Repubblicana, 4 dicembre 2008
di Lanfranco Palazzolo

I singoli cittadini vogliono decidere della propria salute. Per questa ragione ho lanciato un’iniziativa per rilanciare la battaglia sul testamento biologico. Lo ha detto alla “Voce” il Senatore Ignazio Marino del Partito democratico, già Presidente della Commissione salute di Palazzo Madama.
Senatore Marino, ci spiega quali iniziative state mettendo in campo sul testamento biologico?
“Ho lanciato un appello su un sito che si chiama http://www.appellotestamentobiologico.it/ e che si propone di far esprimere i cittadini. Negli ultimi due anni mi sono convinto, dopo aver partecipato ad oltre 100 dibattiti sulle scelte terapeutiche del testamento biologico in tutto il Paese, che vi è davvero una dissonanza tra ciò che pensa il Paese reale, le persone, e quello che dice di fare il Parlamento. Il Paese reale rappresentato dai cittadini, qualunque sia la visione della stragrande maggioranza di costoro, vuole essere l’artefice del destino della propria salute. Il Parlamento – con una maggioranza di centrodestra – vorrebbe decidere per legge a quali terapie un cittadino può essere sottoposto o meno. Credo che sia importante un appello attraverso il quale i cittadini dicano la loro opinione”.
Quante firme avete raccolto finora?
“Abbiamo avuto dei firmatari molto prestigiosi come Luciana Littizzetto e Marcello Lippi fino a Corrado Augias, Maurizio Costanzo e scienziati come Silvio Garattini. Nelle prime 24 ore dell’appello abbiamo superato le 20 mila firme. L’obiettivo che ci poniamo è quello di centinaia di migliaia di firme. Questo lo diciamo per far percepire al Paese reale che c’è una visione chiara su questo tema”.
Le dispiace che nella scorsa legislatura il centrosinistra non abbia portato questo tema in Aula per una discussione?
“Questo è stato evidente motivo di rammarico soprattutto perché l’attuale maggioranza – mi riferisco alla Pdl e alla Lega - hanno ostacolato in ogni modo l’arrivo ad una discussione di un disegno di legge in materia, nonostante il lavoro rigoroso che era stato fatto. Adesso si vorrebbe, in poche settimane – senza ascoltare le ragioni degli uni o degli altri – arrivare ad una legge condivisa su un tema così importante”.
Cosa pensa dell’iniziativa francese in sede Onu sulla depenalizzazione del reato di omosessualità negli ordinamenti che contemplano nel loro diritto penale questo punto? Il Vaticano sta cercando di bloccare questa norma.
“Credo che l’omofobia debba essere considerata con grande attenzione e serietà in ogni Paese. E’ evidente che esistono delle situazioni di alcuni paesi dove si arriva a perseguire gli omosessuali e addirittura a condannarli a morte. Questo è inaccettabile nella società civile. Mi auguro che il documento francese sia approvato in sede Onu. Ecco perché appoggio questo documento”.

Avola

Avola 40 anni dopo
(Nella foto a fianco la moglie di Angelo Sigona, uno dei braccianti uccisi il 2 dicembre 1968. Sotto un gruppo di manifestanti si reca al municipio di Avola)
Ieri avrei voluto scrivere qualcosa su Avola, sugli scontri del 2 dicembre del 1968, ma sono stato sfortunato con i tempi. I fatti siciliani del 1968 sono stati una sorta di contraddizione degli anni '60. Hanno dimostrato che il 1968 ha avuto tanti volti. Oggi siamo spiazzati nel sapere che in quell'anno i braccianti morivano per chiedere un aumento di 400 lire. Ironia della sorte, il giorno dopo la morte di due braccianti, provocato dagli scontri con la polizia per un blocco stradale ad Avola, il Governo imponeva alle parti di trovare un accordo sugli aumenti per i braccianti. Era da quelle due morti che forse è nato lo Statuto dei lavoratori voluto dal socialista Brodolini. Io spero che questo documento non venga mai superato perchè è una garanzia per tutti i lavoratori. Non è un caso che lo Statuto dei lavoratori non fu approvato dal Pci. Ecco perchè ritengo che i fatti di Avola siano stati più importanti di tanti altri fatti del 1968. Se ci fossero state risparmiate quelle due morti, oggi forse parleremo di un evento epocale, uno dei più importanti di quell'anno. Oggi invece lo ricordiamo con dispiacere.