giovedì 4 dicembre 2008

I veri problemi del paese non riguardano Sky

Intervista a Claudio Velardi
Il Tempo del 4 dicembre 2008
di Lanfranco Palazzolo

Claudio Velardi, assessore al Turismo della Regione Campania ed ex collaboratore di Massimo D'Alema, non è tenero con l'opposizione sulla vicenda dell'aumento dell'Iva a Sky. Tutto sommato, spiega, il Pd avrebbe fatto meglio, molto meglio, ad occuparsi di vicende più serie e drammatiche del nostro Paese.Talmente convinto di questo che della storia della Tv di Murdoch preferirebbe proprio non parlarne.
«È una materia che non conosco molto bene. Non me ne sono nemmeno occupato direttamente, sto seguendo altre cose».
Ma noi abbiamo voluto parlare con lei proprio perché si sta occupando di vicende ben più drammatiche. Sul suo blog, ad esempio, abbiamo letto le riflessioni sul suicidio di Giorgio Nugnes. E allora vogliamo capire perché la politica italiana si occupa di questo.
«Non trovo che il tema dell'Iva nei confronti di Sky sia un argomento particolarmente significativo. E non ho compreso questa polemica sul Governo».
Lei si è occupato di televisione e quindi saprà valutare come si è comportata l'opposizione in questa vicenda. Quando ha visto questi attacchi spropositati cosa ha pensato?
«Io mi occupo di cose serie in Campania. Quindi, proprio per questa ragione, dico che qualcuno farebbe bene ad occuparsi di temi molto più importanti e gravi come quelli che devo affrontare nella mia Regione».
A chi si riferisce in particolare?
«Naturalmente mi riferisco all'opposizione, che certo dovrebbe guardare ad altri problemi piuttosto che a questo. Questo è quello che penso. Ora però ho una riunione importante...»
Lei vorrebbe che il mondo politico si occupasse di altro che non le televisioni visto che lo stesso Presidente della Repubblica Giorgio Napolitano è tornato a parlare dell'impoverimento morale della politica?
«Non c'è dubbio che le parole del Presidente della Repubblica abbiano colto il segno. Le cose importanti di cui occuparsi sono altre. Mi spiace di non avere altro tempo per parlare con lei. Ma sono troppo occupato a seguire altri problemi. La ringrazio».

Stroncare i traffici internazionali della mafia

Intervista al senatore Carlo Vizzini
Voce Repubblicana del 4 dicembre 2008
di Lanfranco Palazzolo

Le mafie hanno un carattere internazionale. In questa legislatura ci occuperemo anche di questo aspetto delle attività delle organizzazioni criminali. Lo ha spiegato alla “Voce Repubblicana” il senatore Carlo Vizzini (Pdl), Presidente della Commissione Affari Costituzionali e membro della Commissione Antimafia.
Senatore Vizzini, perchè la Commissione Antimafia ha iniziato tardi i suoi lavori. Che cosa è accaduto dall’inizio della legislatura ad oggi?
“Questa è la domanda che ci viene fatta ogni inizio di legislatura. Nella realtà, le ultime due legislature hanno visto l’inizio dell’attività della Commissione tardi. Le ricordo che nella scorsa legislatura l’Antimafia iniziò i suoi lavori solo nel gennaio del 2007. Quest’anno le cose sono andate molto meglio rispetto all’ultima legislatura. Infatti, abbiamo approvato con rapidità e all’unanimità la legge che consente l’inizio dell’attività della Commissione. Non è un caso che questa legge sia stata approvata in sede redigente nella Commissione che presiedo”.
Ci sono stati problemi per l’assegnazione dei parlamentari alla Commissione?
“Questo non dipende da una volontà di ritardare i lavori della Commissione. Per la formazione dell’Antimafia sono entrati in gioco tanti fattori come gli equilibri politici e la specialità della Commissione parlamentare. Ma l’importante era partire. E noi oggi siamo partiti”.
Come sono cambiate le funzioni della Commissione Antimafia in questa legislatura?
“Le funzioni storiche della Commissione Antimafia restano quelle che conosciamo, ma con una variante che si individua già nel titolo della Commissione. Le mafie hanno ormai assunto un carattere internazionale. E a questo riferimento si ispira la nuova legge. L’impegno al contrasto nei confronti di queste organizzazioni non è mutato. Ma è cambiato il volto di queste associazioni. Ecco perché ci vuole un approccio diverso. In questa legislatura dobbiamo occuparci di più allo sviluppo delle componenti economiche e finanziarie di queste organizzazioni criminali. Nel caso di ‘cosa nostra’ non vengono più uccisi gli uomini, ma vengono assassinate le libertà individuali degli uomini, la libertà d’impresa, la libera concorrenza. Si tratta di vere è proprie multinazionali del crimine. Alcune recenti operazioni come la ‘Old bridge’, svolta dalla polizia italiana con l’Fbi, ha dimostrato come ‘Cosa nostra’ si stia ricongiungendo alla componente newyorkese”.
Cosa hanno svelato queste indagini?
“Attraverso delle società paravento si è scoperto un nuovo traffico che potrebbe avere basi in paesi che non hanno grandi convenzioni con l’Italia, come la Repubblica Dominicana. Questa situazione impone una lotta al riciclaggio dei fondi illeciti messo in atto dalla mafia. Su questo andrà aggiornata la legislazione italiana”.