martedì 9 dicembre 2008

La questione morale non esiste

Intervista a Gianni De Michelis
Voce Repubblicana, 11 dicembre 2008
di Lanfranco Palazzolo

Oggi non esiste una “questione morale”. Non esisteva nemmeno nella cosiddetta “Prima Repubblica”. Lo ha detto alla “Voce” l'onorevole Gianni De Michelis del Partito socialista.
Onorevole De Michelis, in questi giorni si è parlato molto della cosiddetta “Questione morale” e dell'intervista di Enrico Berlinguer del 1981. Cosa ne pensa di questa riapertura del dibattito sui temi della moralità della classe politica?
“La questione morale non esisteva ieri e non esiste oggi. Era un'invenzione di Enrico Berlinguer. Si trattava di un'arma impropria politica in un momento in cui gli argomenti del suo partito erano ridotti a zero. Berlinguer parlava di questione morale in un momento in cui il suo partito si rendeva protagonista dei reati peggiori commessi sulla scena politica italiana. Oggi sappiamo che esistono delle copie di lettere nelle quali Enrico Berlinguer chiedeva a Leonid Breznev e al Pcus il finanziamento per le campagne elettorali del Pci come accadde nel 1976. Ma Berlinguer non faceva questo perché era immorale. In quegli anni tutti i partiti violavano le leggi sul finanziamento pubblico che il parlamento aveva approvato. E questa era una violazione della legalità. Ma questa non era la 'Questione morale'. Allora, come oggi, c'erano delle violazioni minoritarie, strutturali della legalità. Questo accade in tutte le democrazie”.
La prima Repubblica era immorale?
“No, non lo era. Ma non è immorale nemmeno il Partito democratico. La 'Questione morale' è stata usata dai comunisti e dai postcomunisti come arma impropria contro i partiti della cosiddetta Prima Repubblica e contro Silvio Berlusconi. In quegli anni si è tentata una manipolazione della politica attraverso la manipolazione della giustizia. La magistratura ha tentato di sostituire lo Stato di diritto con lo Stato etico. E fu un fallimento”.
E' vero che alla vigilia della polemica sulla 'Questione morale', nel marzo del 1981, il Psi tentò un accordo con il Pci e Berlinguer lo rifiutò per poi ripensarci?
“Nel marzo del 1981 ci fu un incontro tra Bettino Craxi ed Eugenio Scalfari. Ero presente. Discutemmo del predominio della Dc e del rapporto tra Psi, il gruppo Repubblica-l'Espresso e il Pci. L'incontro andò male. Non credo che Scalfari si sia fatto interprete di questa possibile alleanza. Berlinguer disse di 'no'”.
Berlinguer cercò di riaprire il dialogo nell'intervista sulla 'Questione morale'?
“Non c'è mai stata una vera evoluzione in quella direzione. Il Pci non accettò mai un governo di sinistra guidato dal Psi. Il Pci temeva i socialisti. Quando nacque il primo governo socialista, Berlinguer era sul piede di guerra. Aveva fatto sapere ai sindacalisti della Cgil, già nel settembre del 1983, che non c'era alcuna possibilità per un accordo con il Psi sulla scala mobile”.