venerdì 12 dicembre 2008

Adolf Hitler, un uomo senza palle....

Il "Sun" dentro i pantaloni di Hitler
di Lanfranco Palazzolo

Oggi voglio dedicarmi ad un argomento di facile presa: Adolf Hitler. Il quotidiano "The Sun" ci ha rivelato che il dittatore nazista aveva un clamoroso handicap: gli mancava una palla, anzi di un testicolo. Probabilmente si trattava del testicolo sinistro considerando quello che il dittatore ha combinato tra il 1933 e il 1945. La grave perdita sarebbe avvenuta nel corso della battaglia delle Somme nel 1916. La notizia era circolata negli anni '60 quando erano stati ritrovati dei documenti che attestavano le ferite subite dal caporale austro tedesco nel corso della prima guerra mondiale. A questo punto la battuta è semplicissima. Se ne avesse avute due di palle che avrebbe combinato.....? Hitler era stato raccolto sul campo di battaglia insanguinato, ferito all'addome e alle gambe. Il medico aveva subito constatato l'assenza del testicolo. La prima domanda del futuro dittatore al medico sarebbe stata: "Sarò in grado di avere bambini?". Il ferimento di Hitler nel 1916 era noto ai più, solo la lesione agli organi genitali restava oggetto di dibattito. Adesso sappiamo davvero tutto...

Tribolazioni da esordiente

"Tutta colpa di Tondelli", Nicola Pezzoli
pag. I87, € I6.00, Kaos Edizioni

Che Libri, dicembre 2008
di Lanfranco Palazzolo
(a destra Pier Vittorio Tondelli)


Per un periodico di libri è sempre molto imbarazzante parlare di case editrici e di sottobosco letterario. Questo è il tema che affronta il coraggioso NicolaPezzoli in "Tutta colpa di Tondelli". dove non incontriamo lo scrittore cult degli anni '80, Pier Vittorio Tondelli appunto, ma il mondo editoriale italiano che, a detta dell'autore, impedisce di pubblicare le opete prime. "Tutta colpa di Tondelli" risulta quasi un piccolo manuale per coloro che si affacciano per la prima volta nel panorama letterario italiano. Il tutto parte dai rifiuti ricevuti da Pezzoli per il suo primo romanzo "Sognando iÌ cigno blu" e poi si sviluppa come pamphlet di denuncia del sistema editoriale nazionale. Ma l'autore punta il dito anche contro gli scrittori che si sentono tnnanzitutto dei divi. Il libro presenta anche per un gustosa appendice finale nella quale vengono pubblicate tutte le lettere di risposta (negativa) per la pubblicazione della prima opera di Pezzoli: da quella della "Sperling & Kupfler" nella quale "Sognando il cigno blu" è scritto con l'accento sulla u, a le due lettere di "Minimum Fax" prestampate per il primo e per il secondo rifìuto per quegli autori che mandano piu di un manoscritto.
(L.P.)

La politica secondo Kennedy

"Ritratti del coraggio"
John Fitzgerald Kennedy, traduzione di Marina Pescia,
pag.262,€ 15.00, Gaffi
Che Libri, dicembre 2008, di Lanfranco Palazzolo

In Italia sono davvero in pochi a sapere che John Fitzgerald Kennedy è stato un ottimo saggista: nel 1957 infatti, 7'allora senatore democratico riuscì a vincere il premio Pulitzer con Ritratti del coraggo. A quasi cinquant'anni dalla prima edizione italiana, il volume, uscito nel 1960 per la casa editrice 'Il Borghese', ritorna nelle librerie italiane grazie all'editore Alberto Gaffi, che ha tradotto l'edizione pubblicata nel2006 da Harper & Collins per il cinquantenario dell'opera. Il libro, scritto da Kennedy nei tempi piu duri della sua malattta alla spina dorsale - lesionata dalle ferite ricevute in una missione nel corso della Seconda guerra mondiale - racconta la storia di otto senatori degli Stati Uniti che ebbero la forza di prendere decisioni impopolari scontentando il proprio elettorato. All'epoca della prima pubblicazione furono mosse numerose accuse all'autore: si disse, ad e sempio, che il libro era stato scritto da Theodore Sorensen, il suo più stretto collaboratore, e che la giuria del premio Pulitzer era stata corrotta per consentire al senatore democratico di diventare un personaggio autorevole negli ambie nti politici di Washington. Inoltre, la critica attaccò duramente JFK per il suo elogio al senatore repubblicano Robert Taft, che criticò la scelta di tenere il processo di Norimberga contro i criminali nazisti. Nel suo grande lavoro di traduzione, Marina Pescia ha svolto un notevole aggiornamento rispetto alla prima traduzione italtana, curata dal critico letterario Henry Furst. La riedizione del saggio si avvale della prefazione di Lucio Malan, senatore del PdL e presidente della "Fondazione Italia Usa" e di una postfazione firmata da Emilio Carelli, direttore di "Sky Tg24". (Lanfranco Palazzolo).