lunedì 15 dicembre 2008

L'Italia deve assecondare le richieste della Nato

Intervista a al senatore Luigi Compagna
Voce Repubblicana del 16 dicembre 2008
di Lanfranco Palazzolo

L'Italia deve accettare le richieste della Nato in Afghanistan, ma riconsiderare anche la sua presenza in altri scenari. Lo ha detto alla “Voce” il senatore del Pdl Luigi Compagna.
Senatore Compagna, il ministro della Difesa Ignazio La Russa si è dichiarato favorevole ad inviare uomini del nostro esercito nel sud dell’Afghanistan. Cosa ne pensa?
“E’ chiaro che per ogni ministro della Difesa c’è sempre la necessità di seguire una procedura parlamentare e di considerare l’impegno globale delle truppe italiane all’estero. In sede di Alleanza atlantica quello che si prospetta è un’utilizzazione e una collocazione diversa delle nostre truppe in Afghanistan. Qui si tratta di superare una situazione difficile. Da candidato, il prossimo presidente degli Stati Uniti ha fatto capire che chiederà alla Nato uno sforzo in più. Credo che l’Italia abbia il dovere di assecondare la richiesta della Nato salvo poi, per una valutazione dell’impegno globale italiano, rivalutare e riconsiderare l’intervento delle nostre truppe in un altro scenario del mondo. Mi riferisco in particolare alla missione Unifil, che si sta svolgendo dal 2006 e che non ha raggiunto l’obiettivo di rendere il Libano neutrale. Questo era l’obiettivo di quella missione. Però le organizzazioni internazionali che stanno dietro sono molto diverse. Nel caso dell’Unifil ci troviamo di fronte ad una missione delle Nazioni Unite. Nel caso della missione in Afghanistan ci troviamo di fronte ad una missione dell’Alleanza atlantica”.
Nelle ultime settimane il governo afghano ha cercato di aprire il dialogo con i talebani e, nello stesso tempo, ha accentuato la polemica contro la Nato. Come interpreta queste mosse?
“Non si può fare la politica internazionale, soprattutto in un mondo globale, con gli equivoci sul termine ‘imperialismo’. Capisco che in Europa, soprattutto in Italia, sui banchi della sinistra il termine ‘imperialismo’ evochi qualcosa. Ho l’impressione che il concetto evochi dell’altro. Il termine ‘imperialismo’ evoca la grande cultura politica di David Hume e di altri pensatori. Ed esistono dei precisi doveri del cosiddetto ‘imperialismo’. Questi doveri sono fatti di responsabilità ‘imperiali’ che gli Stati Uniti e l’Europa hanno. Al Maliki e Karzai – che non voglio giudicare - devono comprendere queste responsabilità e sapere che l’Occidente non intende abdicare alle proprie responsabilità. Finora, non sempre siamo stati in grado di farlo intendere a queste autorità politiche”.
Dopo gli attentati di Bombay il terrorismo internazionale sta tornando all’attacco?
“Il terrorismo utilizza l’arma peggiore: il suicidio della persona. Si sapeva che i grandi alberghi dell’India sarebbero stati colpiti. Siamo rimasti colpiti dalla particolare violenza di questi atti e dall’odio contro gli ebrei”.