martedì 16 dicembre 2008

Domani parliamo del silenzio della Chiesa sulle leggi razziali fasciste del 1938


Veltroni cambi linea politica

Intervista a Pierluigi Mantini (Pd)
Voce Repubblicana del 17 dicembre 2008
di Lanfranco Palazzolo

Mi auguro che dopo la sconfitta in Abruzzo il Pd cambi la sua linea politica. Lo ha detto alla “Voce” l’on. Pierluigi Mantini (Pd).
Onorevole Mantini, il centrosinistra ha perso le elezioni regionali in Abruzzo. E’ preoccupato per la sconfitta o per l’astensionismo?
“Mi preoccupa di più il forte astensionismo perchè comprendo il rifiuto dell’attuale situazione politica da parte degli abruzzesi forti e gentili. Come avevo suggerito questa estate, sarebbe stato più utile il cosiddetto lodo Gaspari: una lista con un Presidente indipendente, formata da personalità tecniche e politiche di ambo gli schieramenti, con un mandato a termine di tre o quattro punti. Il primo punto che avrebbe dovuto caratterizzare questo schieramento è la separazione tra politica e gestione sanitaria, che avrebbe permesso di far tornare al voto l’Abruzzo nella primavera del 2010 con le altre regioni. L’obiettivo di questa giunta avrebbe dovuto essere il risanamento morale e di separazione tra la questione giudiziaria e le questioni politiche di governo della regione. Questa soluzione non c’è stata. Il Partito democratico ha contribuito a scegliere una soluzione peggiore, anziché creare un rapporto con l’Udc e con forze moderate. Quindi si è finito per creare un clima velenoso e rissoso, con Di Pietro contro tutti. Il quadro peggiore che si poteva creare. Ora, mi auguro che la lezione venga compresa dal segretario del Pd Walter Veltroni”.
Crede che ci sia stato troppo poco tempo per questa campagna elettorale caratterizzata dalle polemiche?
“Il tempo per questa campagna elettorale è stato sufficiente e persino eccessivo. Purtroppo la campagna elettorale si è svolta in modo poco libero tra le esternazioni di Ottaviano del Turco, code velenose, accavallamenti tra inchieste giudiziarie e scelte politiche. Il Pd ha affrontato tutto questo nel modo peggiore: all’insegna del giustizialismo, che certo non ha pagato. Considero questo voto come un’occasione perduta, seppure in un quadro difficile. La stessa giunta Chiodi – a cui vanno i miei auguri – nasce in un quadro di debolezza e di sovrapposizione con le indagini giudiziarie. Sono preoccupato”.
Veltroni è un segretario troppo debole?
“Se si impara dalla lezione Abruzzo, è possibile fare un’autocritica e cambiare linea. Mi aspetto che nella Direzione del 19 dicembre Veltroni prenda le distanze da Di Pietro e coltivi una linea di dialogo con il Governo sui temi della crisi e delle riforme, insieme all’Udc e alle forze più attente e sensibili del Paese. Mi attendo che in questo cambio di linea si riesca a separare la questione morale da quella giudiziaria. Il rischio è che basti un avviso di garanzia per cambiare le primarie a Firenze. Siamo ancora fermi ai tempi di tangentopoli. Non possiamo permettercelo”.

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