domenica 21 dicembre 2008

Domani appuntamento con la coppia più bella del Mondo


Immagini della "crisi" economica italiana

Via Condotti a Roma 20 dicembre 2008
Louis Vuitton, fila davanti al negozio di Napoli

Jan Schmidt, il regista cecoslovacco che provocò l'invidia di Pier Paolo Pasolini

La storia di Fine agosto all'Hotel Ozon
di Lanfranco Palazzolo
(Le immagni sono tratte dal film)
Due giorni fa mi sono imbattuto in due cofanetti di dvd molto interessanti. Si tratta di "Stelle Rosse" e di "Stelle Rosse 2". I cofanetti sono composti di tre dvd ciascuno e parlano dei film di fantascienza d'Oltrecortina (Ddr e Germania Est). In Italia siamo colpevoli di conoscere poco di questo tipo di cinema. Eppure dovremmo essere più curiosi in questo campo. Il film che mi ha colpito di più è stato senza dubbio quello di Jan Schmidt dal titolo "Fine agosto all'Hotel Ozon" (1966). Quest'opera ha una storia troppo divertente. E' un lungometraggio prodotto dall'esercito della Repubblica Socialista Cecoslovacca che fu realizzato alla vigilia della Primavera di Praga. Il regista era impegnato nel servizio militare di leva e propose al servizio cinematografico dell'esercito cecoslovacco questo film che parlava del "The day after" la terza guerra mondiale. L'idea non piacque affatto ai vertici dell'esercito socialista di Praga perchè parlava di un mondo distrutto dove nulla era rimasto. Secondo i responsabili dell'esercito cecoslovacco, un paese socialista doveva battersi per la pace nel mondo e non erano immaginabili scenari di distruzione e di morte. Ma il film fu "lavorato" sfruttando una zona utilizzata dall'esercito cecoslovacco per le esercitazioni. "Fine agosto all'Hotel Ozon" non piacque ai generali che lo visionarono e finì in un magazzino senza "vedere" il buoio delle sale cinematografiche di Praga. L'esercito non aveva una sua distribuzione cinematografica. Il destino del film era quasi segnato. Infatti, l'opera finì anche nella lista delle opere da bruciare. Un ufficiale si prese la responsabilità di chiamare Jan Schmidt la notte prima del "rogo" avvertendolo di quello che stava accadendo. Il regista riuscì a salvare il suo piccolo capolavoro. A quel punto il film passò misteriosamente la frontiera cecoslovacca e fu presentato al festival del nuovo cinema di Pesaro. Il regista fu invitato. E il film vinse a sorpresa un premio da parte del Vaticano che lodò l'impegno del regista contro i pericoli di un conflitto mondiale. Schmidt racconta che Pasolini invidiò molto quel premio perchè in quegli anni il regista aveva fatto dei film sui Vangeli e sperava in un riconoscimento del Vaticano e della Chiesa. Il problema per il regista fu che quando gli fu conferito questo premio nel 1967 era ancora un soldato e aveva ricevuto nientemeno che un premio dall'odiatissimo Vaticano. Ma non ci fu tempo per le polemiche. Il festival del cinema di Trieste consacrò l'opera anche a livello internazionale e il regista divenne "intoccabile".......sia perchè era stato "benedetto" dal Vaticano in vena di Ostpolitik e sia perchè era diventato troppo noto. Andò peggio a Dubcek l'anno dopo...Ma questa è un'altra storia...
Ps: non vi fate fregare se andate a comprare il dvd. Alcuni lo vendono a 31 euro. Ma è disponibile a 24 euro. Quindi non vi fate fregare. Anzi, sarebbe una fregatura fantascientifica.