martedì 23 dicembre 2008

Meglio Cartarescu della Tamaro

Intervista a Daniela Di Sora (Voland)
di Lanfranco Palazzolo
Voce Repubblicana del 24 dicembre 2008

Preferisco un autore bulgaro a Susanna Tamaro. Lo ha detto alla “Voce” Daniela Di Sora, responsabile della casa editrice Voland con la quale abbiamo parlato dell’editoria indipendente.
Daniela Di Sora, la settima edizione di “Più libri, più liberi” ha dimostrato l’attenzione del pubblico verso il mercato dei libri in un momento di grave crisi economica.
“Non so spiegarmi questo successo. L’interesse per questa fiera cresce di anno in anno. Il primo anno c’è stata una certa curiosità. Ma poi è andata sempre meglio. Qui ci sono solo gli editori indipendenti. A Roma la gente sa che può trovare anche i piccoli editori che non sempre trova in libreria. Per quanto riguarda la crisi economica non possiamo dimenticare che la fiera si è svolta in un periodo pre-natalizio. Forse molti hanno in tasca giusto quello che serve per acquistare un libro”.
Ogni anno escono in Italia circa 54 mila titoli. Sono troppi? Ne risente la qualità?
“La qualità di quella che chiamo editoria indipendente non la giudichiamo noi. Penso di fare dei bei libri con passione e li edito se mi piacciono. La qualità la giudica il lettore. Personalmente ci metto molta cura nella traduzione. Chi lavora nel mercato dell’editoria sa che non esiste il libro perfetto. E penso che anche gli altri editori indipendenti fanno lo stesso. La nostra sfida è quella di mantenere un prezzo accessibile con una buona qualità”.
Che rapporti avete con le pagine culturali dei quotidiani?
“Le redazioni ci guardano con curiosità. Spesso facciamo uscire autori non facilissimi. Dei 54mila titoli che escono ogni anno, circa 11 mila sono traduzioni. Di queste, il 70% sono traduzioni dall’inglese. I giornalisti culturali recensiscono solo le cose che conoscono. E si occupano solo di autori già noti, già tradotti e già pubblicati: autori inglesi e americani. Gli autori che facciamo noi sono slavi, francesi, tedeschi e bulgari. In Italia è difficile proporre un autore bulgaro. Ma questa non è una mia colpa. Ho pubblicato libri di Mircea Cartarescu, autore bravissimo, ma sconosciuto a molti giornalisti”.
Alcuni exploit letterari sono indotti dalla pubblicità giornalistica?
“Ma certamente”.
Qual è stato un titolo sopravvalutato?
“Credo ‘La solitudine dei numeri primi’. E’ un buon libro. Ma penso che sia stato sopravvalutato. Anche ‘La cattedrale del mare’, un polpettonone con una qualità non eccelsa. Questo successo non dipende solo dalla pubblicità. Ci sono decine di fattori non valutabili. Molti arrivano a comprare libri anche senza leggerli. Lo stesso è accaduto per Susanna Tamaro con ‘Và dove ti porta il cuore’”.
Se la Tamaro le chiedesse di pubblicare un libro lei la preferirebbe ad un autore bulgaro?
“Il libro della Tamaro dovrebbe piacermi. Preferirei l’autore bulgaro. E non certo per snobismo”.