mercoledì 31 dicembre 2008

La foto del 2008 da non dimenticare


Quando questo post uscirà io sarà impegnato nel mio lavoro a Radio Radicale. Qui dovevo scegliere un'immagine del 2008 da ricordare. Ho scelto questo scatto del 15 settembre del 2008 realizzato il giorno del fallimento della Lehman Brothers. Credo che non ci siano altri commenti da fare a questa immagine che ci parla della precarietà della nostra vita. Ero combattuto tra la scelta di mettere questa foto con quella del terrorista in azione a Bombay. Ma ho preferito questa immagine drammatica, ma non tanto da farci pensare alla morte, al domani che non arriva mai.

L'ultimo tramonto del 2008


A sinistra si contano i sopravvissuti

Il Tempo, 31 dicembre 2008
Cosa fanno i trombati in Parlamento?
Di Lanfranco Palazzolo

Quello che si sta per concludere è stato un “annus horibilis” per tutto il centrosinistra. Il segretario del Partito democratico Walter Veltroni passerà la fine dell’anno a contare i suoi errori. Anche per il leader dell’Italia dei Valori Antonio Di Pietro e per la sua famiglia questo non sarà un bel capodanno. Ma c’è chi sta peggio di loro. Una parte dello stato maggiore della sinistra è sparito dalla scena perché non è stata rieletto. Siamo andati sulle loro tracce per vedere che fine hanno fatto a partire dal loro padre spirituale: Romano Prodi. Nel marzo di quest’anno si sparge la voce che l’ex Presidente del Consiglio Romano Prodi potrebbe lasciare la politica dopo l’annuncio della sua mancata ricandidatura alle elezioni politiche del 2008. Il professore annuncia: “Lascio la politica italiana” (Corriere della Sera del 10 marzo del 2008). Ma il 20 giugno del 2008 ci ripensa e scrive una lettera al quotidiano “La Stampa” per smentire il suo ritiro dalla vita politica italiana affermando di non voler separare il suo destino da quello del Partito democratico. E gli altri?! Alfonso Pecoraro Scanio è tornato alla sua attività di avvocato civilista. Però ha deciso di restare nel campo “verde” occupandosi di reati ambientali insieme all’ex pretore Gianfranco Amendola. Anzi, a quanto pare l’ex leader dei Verdi tiene a farsi chiamare avvocato dai suoi ammiratori. L’ex presidente della Camera dei deputati Fausto Bertinotti aveva annunciato nel 2007 che avrebbe lasciato la politica alla fine della legislatura. La notizia viene riportata da tutti i giornali il 31 maggio del 2007. Ma il 15 aprile del 2008 scopriamo, grazie a “Liberazione”, che l’ex segretario di Rifondazione comunista lascia la politica italiana a causa della pesante sconfitta alle elezioni politiche e dopo essersi candidato come premier per la “Sinistra arcobaleno”. Ma per Bertinotti resta un incarico di prestigio: la guida della Fondazione della Camera dei deputati. Un ruolo di tutto rispetto per qualsiasi sconfitto dal quale organizzare convegni, partecipare ad iniziative culturali, insomma continuare a fare politica…Oliviero Diliberto è uno che non mente. Non ha mai annunciato di lasciare la politica o la segreteria del suo partito che si tiene ben stretta. E da quando il Pdci non è più in parlamento ha dato vita ad una serie di performances che farebbero impallidire Lenin: ha rispolverato il centralismo democratico, la vinto il congresso dei Comunisti italiani, ha fondato una televisione “faidate” del Pdci, ha bandito il Lambrusco dal congresso del suo partito ed è rimasto vittima degli Hacker che hanno utilizzato il suo nome per aprire un sito dove si vendono suonerie e vengono proposti incontri sexy. Fabio Mussi è stato più dignitoso. Ha abbandonato il suo incarico di coordinatore della Sinistra democratica. Ma di lasciare la politica non se ne parla proprio: “Rimettiamo in piedi il movimento che nel 2006 aveva promosso il referendum per difendere la Costituzione” aveva detto al Manifesto all’indomani della sconfitta alle politiche. Ma nessuno lo aveva ascoltato. Però Mussi si è tolto qualche sassolino dalla scarpe annunciando fiero di aver bloccato i fondi del suo ministero destinati al con suocero di Prodi Pier Maria Fornasari, primario dell’ospedale Rizzoli di Bologna (“Italia Oggi” del 5 settembre 2008). Naturalmente non potevamo dimenticare Paolo Cento, il Verde che voleva portare lo spirito dei “new global” al ministero dell’Economia. E’ stato proprio “Il Tempo” dell’8 luglio scorso a svelare che l’ex sottosegretario Verde all’economia aveva ottenuto una bella consulenza alla società regionale del Lazio Astral per 5000 euro mensili. Non c’è male per un “new global”.

Radioaudizioni

Non perdete il tram dell'EIAR



Prima che termini l'anno volevo parlare del canone di abbonamento alla Rai. La fine dell'anno è una scadenza importante per questa tassa. Non voglio pronunciarmi su quello che pensano gli italiani sul canone e sulla Rai. Non me la sento proprio l'ultimo dell'anno di fare l'Oscar Giannino di turno che parla di questa o di quella tassa. Quello che non ricordavo era che gli italiani hanno dovuto vedersela con questa tassa anche prima della guerra. In fondo il canone si pagava anche per l'EIAR. Dico questo perchè mi è capitata una copia del settimanale "Tempo" del luglio del 1943. In seconda pagina ho trovato una pubblicità a metà strada tra lo stile De Chirico e lo stile delle storie del signor Bonaventura che mi ha fatto sorridere. E' inutile ricordare quello che è successo in Italia durante quel mese. Ma sono rimasto sorpreso nel vedere che l'EIAR si preoccupava di far sapere agli italiani, che certamente pensavano ad altro, che era il caso di pagare la tassa in scadenza il 31 luglio del 1943. Immagino che molti abbiano dimenticato quella scadenza con tutto il casino che è capitato nelle piazze italiane il 26 luglio del 1943. Di questo disegno mi ha colpito la bravura del disegnatore che ha riportato benissimo l'immagine di un tram di linea dell'ATAC con la scritta "Posta" in luogo del numero di linea.

L'uomo che corre verso il tram della posta è quasi disperato e teme di perdere il tempo per pagare quella tassa. Credo che oggi nessuno penserebbe di fare una pubblicità di questo tipo. Un ultima spiegazione: allora la tassa per le radioaudizioni non era annuale, ma semestrale. Buon abbonamento alla RAI.

Appuntamento con l'annus horribilis per la sinistra italiana