martedì 31 marzo 2009

Robin si allena


Sarkozy unisce i sindacati francesi

I sindacati francesi non hanno mai avuto una grande storia unitaria. Ma quando entra in campo un pasticcione come Nicolas Sarkozy tutto viene rimesso in gioco. Adesso la situazione sembra cambiare dopo le ultime manifestazioni che si sono svolte in Francia. E' di poche ore fa un accordo storico tra i sindacati francesi, che per la prima volta hanno deciso di organizzare una manifestazione unitaria per il Primo Maggio. Ieri i leader delle confederazioni (CGT, CFDT, FO, CFE-CGC e CFTC), convocati all'Eliseo nella mattinata di oggi per colloqui sul G20, si sono riuniti nel pomeriggio presso la sede della Sfdt per definire il seguito da dare alla mobilitazione nazionale del 19 marzo. L'evento è davvero straordinario. Mai prima di oggi le confederazioni sindacali avevano sfilato assieme per le celebrazioni del Primo maggio. Persino nel 2002, quando il leader del Front National (l'estrema destra francese) Jean Marie Le Pen scalzò il fallimentare candidato socialista per il ballottaggio alle presidenziali, la CFTC decise di manifestare da sola. Mercì Sarko.

Quel decreto non è urgente

Intervista a Rita Bernardini
Voce Repubblicana del 1° aprile 2009
di Lanfranco Palazzolo

Il decreto sulla sicurezza pubblica e sul contrasto alla violenza sessuale dovrebbe essere ritirato. Lo ha detto alla “Voce Repubblicana” la parlamentare radicale eletta nelle liste del Partito democratico Rita Bernardini.
Onorevole Bernardini, quali sono le sue valutazioni sul decreto sicurezza e di contrasto alla violenza sessuale?
“Penso che questo decreto dovrebbe essere ritirato. Per ammissione stessa del Governo non c’è l’ammissione della necessità e dell’urgenza. Se leggiamo la relazione che accompagna il decreto notiamo che questa urgenza è motivata dall’aumento dei reati di violenza sessuale. Quando è stata posta la domanda al ministro delle Pari Opportunità Mara Carfagna, il ministro ha ammesso che c’è stata una diminuzione dell’8,4% dei reati di violenza sessuale. A questo punto avrei preferito che mi avessero spiegato quale fosse la vera urgenza di questo decreto a meno che non si sia voluto dare ascolto all’amplificazione che è stata data di certi reati. Quindi se c’è stata un’urgenza, questa è stata dettata da ragioni di tipo mediatico”.
Definirebbe questo provvedimento come Omnibus?
“Sì, sono stati presi pezzi di altri provvedimenti in discussione alla Camera dei deputati come quello sulla violenza sessuale già approvato dal Senato o come quello sullo stalking, approvato in commissione Giustizia. Sono state prese alcune parti di questi ddl per metterli in questo decreto. Il lavoro dei parlamentari è stato mortificato”.
Lunedì scorso c’è stata una manifestazione delle forze di pubblica sicurezza davanti al ministero dell’Interno che criticavano l’assenza di una politica di sostegno per la sicurezza. Cosa pensano i sindacati di polizia di alcune parti di questo decreto?
“Nel mio intervento in aula ho citato alcune prese di posizione che ci sono state da parte del sindacato di polizia COISP che ha dato parare favorevole di un’amministrazione comunale di Pescara che ha bocciato le cosiddette ronde. In questo modo si è voluta ribadire la fiducia nelle forze dell’ordine. Nel decreto legge in questione non sono nemmeno stabilite le regole per queste ronde. Tutto viene rimandato ad un successivo decreto”.
Come trova la filosofia di questo provvedimento?
“Non credo che si possa risolvere tutto solo con il carcere. Sappiamo tutti che questa risposta è fallimentare perché non sono applicate le misure alternative al carcere e non viene data la possibilità di accedere ai benefici di legge. In questo modo i reati vengono ripetuti. Ricordo che i dati sull’affollamento delle carceri italiane sono preoccupanti. Nei nostri istituti di pena possono essere accolti 42mila detenuti, mentre in realtà sono in carcere ben 61mila persone. Lo stesso ministro della Giustizia Angelino Alfano ha parlato di sovraffollamento anticostituzionale”.

lunedì 30 marzo 2009

La foto del giorno: il funerale di "Rebel Rick"

Ieri si è svolto il funerale di Rebel Rick, il capo di un gruppo di motociclisti di Camberra in Australia. Ho pensato bene di mettere nel mio blog l'immagine dei funerali di "Rebel" senza commento e con il massimo rispetto per "Rick". Rebel Rick è stato ucciso da un colpo di pistola lo corso 24 marzo.

"Lire" da leggere

Scusate il gioco di parole, ma questo mese il periodico "Lire" ci spiega come funziona il mercato editoriale in Francia. In questo paese chi vuol fare uscire una sua opera letteraria non deve abbassarsi i calzoni o copiare un libro come hanno fatto autori miliardari del nostro paese. Anzi, chi comincia con poco riesce a fare strada. Lo testimonia la grande Anna Gavalda che con la sua semplicità ha conquistato i francesi. Credo che in questo blog sia rintracciabile l'odissea del "povero" Nicola Pezzoli che ha sudato le sette camicie per pubblicare un libro che raccontava le sue peripezie letterarie. Ma da noi succede così: se non vieni da un certo ambiente e se non sei un fichetto di un certo tipo le pubblicazioni te le scordi. Ecco perchè vi consiglio di leggere questo bellissimo mensile che vi racconta quello che succede in Francia.

"La Revue" copia se stessa


Non mi è mai capitato di vedere un periodico, per giunta bimestrale, arrivare a copiare se stesso. Lo ha fatto l'eroico bimestrale"Revue pour l'intelligence du monde" negli ultimi due numeri (il 17 e il 18). Il periodico africano, edito da "Jeune afrique" ha scelto di mettere in copertina due statisti diversi, Nicolas Sarkozy e Barack Obama, nella stessa posa pensante. Il messaggio è lo stesso: i grandi statisti sono alle prese con i grandi problemi. E così nel numero 17 abbiamo ammirato "Comment travaille Sarkozy" e nel numero successivo abbiamo visto "Obama à l'Oeuvre".
Non sono un denigratore dei politici e degli uomini che portano su di se grandi responsabilità. Anzi, guardo con ammirazione a questi personaggi ripensando alle parole di Leonardo Sciascia che diceva: "I politici portano la responsabilità di trasportare la trave". Ne sono convinto anche io. Ma non sono convinto che il politico pensante porti fortuna e popolarità al grande statista soprattutto se è riproposto a distanza di due mesi. Naturalmente mi auguro che qualcuno che avrà il coraggio di leggere questo post compri "La Revue" perchè dietro la copertina c'è un bimestrale tutto da leggere e dal quale gli italiani dovrebbero prendere prendere esempio...a parte le ultime due copertine. Buona lettura.

I veri socialisti sono nel Pdl

Intervista a Stefano Caldoro

Voce Repubblicana del 31 marzo 2009
di Lanfranco Palazzolo
(A destra Stefano Caldoro
abbraccia Chiara Moroni)

La storia socialista è nel Pdl. Lo ha detto alla “Voce” il deputato del Pdl Stefano Caldoro.
Onorevole Caldoro, come pensa di trovarsi nel Popolo delle Libertà. Lei proviene da una forza politica tradizionale come il Nuovo Psi. Crede che il Pdl darà buona prova di se?
“Mi riconosco pienamente in questo processo. Ho ascoltato l’intervento di Silvio Berlusconi e quello di Gianfranco Fini. Ci sono tanti temi che ci uniscono tutti. Noi siamo la componente della cultura socialista-riformista, più attenti a rimarcare le politiche relative al welfare ai temi sociali. Nel Psi c’era anche una corrente anche una corrente laica. Ma per la maggior parte del partito i grandi temi erano quelli della modernizzazione del paese, dello Stato sociale e del Welfare. Questi temi li ho ritrovati nell’intervento di Berlusconi al congresso. Ecco perché sono convinto che la tradizione riformista e socialista sia pienamente rappresentata. Ricordo che dal 1994 ad oggi il 90 per cento dei voti del vecchio Partito socialista sono confluiti nella Polo delle libertà e nei soggetti che ne hanno raccolto l’eredità. Tutti i sondaggisti sono concordi su questo. L’elettorato socialista si è riconosciuto nel messaggio di Berlusconi”.
Nel Pdl si è parlato di quote tra An e Forza Italia. Ad Alleanza nazionale spetta il 30%, mentre al Fi il 70%. E gli altri?
“Queste quote sono importanti per fare gli organismi in una prima fase. Credo che sia stata data grande importanza a queste quote. Ma non mi pare una grande questione politica. Le formazioni minori hanno chiesto una pari dignità. In questa fase costituente le nostre organizzazioni hanno ancora interesse a mantenere il loro nucleo fondante. Ma questo cambiamento non avverrà nella cosiddetta logica delle quote”.
Questo partito vincerà al Nord il confronto con la Lega Nord?
“I primi dati che abbiamo sulle elezioni al Nord ci dicono che la Lega è una forza politica molto competitiva in termini di ricerca dell’elettorato. E’ una competizione giusta e fatta di iniziative comuni. E’ chiaro che la Lega fa le sue battaglie. E da oggi la Lega dovrà confrontarsi con un grande soggetto politico”.
Cosa ne pensa della fine che hanno fatto i socialisti del centrosinistra. Qualcuno di loro è passato al centrodestra. Ci stati altri tentativi di passaggio a destra o vi sono arrivate altre critiche?
“No, non abbiamo ricevuto altre critiche. Avevamo avvertito i compagni socialisti del Ps del loro tentativo fallimentare dell’unità socialista. Quella è stata una sconfitta strategica. Quando l’elettorato non li ha seguiti nella riunificazione socialista ho trovato la conferma che quel soggetto non rappresentava la storia socialista. Il vero elettorato socialista è qui nel Popolo delle libertà e non merita certo l’1% dei consensi raccolto dal Ps”.

Un semaforo si schianta su una macchina in sosta (3° parte - Le foto)






domenica 29 marzo 2009

Il nuovo sindaco di Zurigo

Corine Mauch è il nuovo sindaco di Zurigo. Voglio pubblicare questa notizia perchè la Mauch, esponente del Partito socialista, è lesbica e ha vinto questa consultazione comunale senza che l'elettorato di quella città mettesse in discussione le sue qualità di politica. Sono molto contento di questa affermazione politica perchè con questo voto abbiamo avuto la dimostrazione che esiste un elettorato più maturo di quello italiano. Da noi una candidatura del genere provocherebbe le ire del Vaticano e di tutti i parlamentari che seguono le politiche di questo stato. Grazie Corine.

Un semaforo si schianta su una macchina in sosta (2° parte)

Alle ore 19.00 trionfa la giustizia stradale. La municipale e il servizio di soccorso per la viabilità del Comune di Roma piazzano all'incrocio di via di Casalbertone un semaforino. Si tratta di un semaforo più piccolo. Se dovesse crollare farebbe sicuramente meno danni...

Quando An supera il Pdl

Volevo dire una cosa su questo congresso del Pdl e sull'ultimo congresso di An. Ho seguito tutti e due gli appuntamenti e posso dire che quelli di Alleanza Nazionale hanno fatto un lavoro migliore nei confronti dei giornalisti. Nel corso dell'ultimo congresso di AN la stampa poteva fare quello che voleva senza limiti. Al punto che la stampa poteva circolare tranquillamente vicino alle prime file degli invitati e dei delegati. Al congresso del Pdl questo non si poteva fare. I giornalisti erano tenuti in un recinto lontano. Ma c'è stato un altro problema. Quando sono andato al congresso di An, l'ufficio stampa ha pensato bene di mettere nel cartellino di riconoscimento, oltre al mio nome, anche il nome della mia testata. Lo stesso non è accaduto al congresso del Pdl dove per l'ufficio stampa eravamo tutti "press". Infatti, ripensando al cartellino della settimana precedente non dicevo nemmeno il nome della testata per cui ero presente al congresso. Infatti, più di un intervistato mi ha detto: "Ma lei per chi lavora?". E io rispondevo: "Lavoro per Radio Radicale. Non si vede.....?! Ops, ha ragione. Non c'è scritto...".

Un semaforo si schianta su una macchina

Sono da poco passate le 13.00 quando un semaforo, arrugginito alla base, crolla su una macchina in sosta in via Casalbertone. A quell'ora molte persone stanno tornando a casa dopo aver assistito alla messa nella chiesa di Santa Maria Consolatrice. Il semaforo non cade sulle strisce pedonali, ma su un'autovettura parcheggiata nei pressi dell'incrocio. Fortunatamente non ci sono stati danni alle persone. Il semaforo ha in funzione il segnale rosso. Come potete vedere i fili del collegamento elettrico sono rimasti intatti.

sabato 28 marzo 2009

Intervista al ministro Gianfranco Rotondi

Nel corso di questo primo congresso del Pdl ho avuto l'occasione di intervistare anche il ministro per l'attuazione del programma Gianfranco Rotondi. Ecco cosa mi ha detto in questa breve intervista realizzata per Radio Radicale.

Massimo Caputi al congresso del Pdl

Al primo congresso del Pdl c'era anche un popolare giornalista sportivo. Si tratta del grande Massimo Caputi conduttore di "Quelli che il calcio" e dell'"Isola dei famosi". Ho messo questo video perchè bisogna smettere di criticare i giornalisti sportivi per il loro presunto disinteresse verso la politica. Non è vero. E con questo video spero di aver smentito questo luogo comune.

venerdì 27 marzo 2009

Il sogno della destra italiana

Intervista ad Adolfo Urso
Voce Repubblicana 28 marzo 2009
di Lanfranco Palazzolo

Con il Pdl si compie il sogno ella destra italiana. Lo ha detto alla “Voce” il sottosegretario al Commercio con l’Estero del Governo Berlusconi Adolfo Urso.
Onorevole Urso, dopo la fine di Alleanza Nazionale e la nascita del Popolo delle Libertà la destra ha smesso di esistere oppure altre forze ne raccoglieranno l’eredità?
“Con la nascita del Pdl entriamo in una nuova primavera politica. Con questo nuovo soggetto si compie il sogno della destra italiana, non soltanto di Alleanza nazionale, ma anche di coloro che ci hanno preceduto nel Movimento sociale italiano: gli Almirante, i Michelini e i Romualdi. E’ il sogno di costruire – loro non potevano farlo – il grande partito degli italiani. E questo è stato il motivo fondante di Alleanza nazionale quando nasce e muove i primi passi nel 1993-1994. Allora sapevamo che il nostro grande obiettivo era quello di realizzare un grande e unico soggetto di centrodestra. E questo è l’inizio di una nuova fase di fronte alle nuove sfide globali che fanno tremare i polsi alla nuova Europa. In Italia dobbiamo dare una risposta a queste sfide più di quanto non eravamo capaci di farlo ieri. Mi riferisco al nuovo patto generazionale tra giovani e anziani. L’Italia è in prima linea. Tra qualche settimana il nostro Paese sarà il Presidente di turno del G8 che a La Maddalena terranno, ai primi di luglio, la prima assise che riformerà i grandi mercati globali. Oggi c’è bisogno di un grande partito degli italiani che si propulsivo rispetto ad un Governo che deve affrontare i problemi del paese”.
Che differenza c’è tra il vostro processo di aggregazione e quello del Partito democratico? Qualcuno ricorda che nel Pdl ci saranno meno regole e meccanismi democratici come le primarie. E’ vero?
“Per quanto ci riguarda, le primarie le hanno fatte gli italiani alle ultime elezioni politiche, che hanno consacrato nel Pdl il partito di maggiorana relativa del paese. Il Pdl ha ribadito questo successo nelle elezioni regionali in Sicilia, in Abruzzo e poi in Sardegna. Credo che questo grande partito saprà rinnovare la politica e le istituzioni italiane. La sinistra italiana non ha saputo innescare questo processo di rinnovamento perché non è nato sulla base di una grande leadership. Questa è la forza del centrodestra. Non la sua debolezza. I leader del centrodestra hanno saputo rinnovare la politica italiana. Ma questo non è avvenuto nel centrosinistra, dove tanti leader sono stati defenestrati”.
Che tipo di rapporto avrete con gli altri partiti della destra che non entrano nel progetto politico del Pdl?
“Non vedo problemi. Se c’erano dei problemi questi li hanno risolti gli elettori alle ultime elezioni politiche. Non credo che ci sia spazio a destra del Popolo delle libertà. Lo vedremo alle prossime elezioni europee”.

giovedì 26 marzo 2009

Il Pdl sarà un gran successo

Intervista a Nicola Piepoli
Voce Repubblicana, 27 marzo 2009
di Lanfranco Palazzolo

Il Pdl avrà un grosso successo politico. Lo ha detto alla “Voce” Nicola Piepoli, Presidente dell’Istituto Piepoli.
Nicola Piepoli, qual è la sua impressione sul Popolo delle libertà? Pensa che questo soggetto politico possa calamitare l’interesse degli italiani?
“Penso che questo soggetto avrà un grosso successo politico. La mia risposta è positiva. Non penso che il Pdl possa calamitare l’interesse degli italiani. Quindi la mia seconda risposta è negativa. In questo momento gli italiani si interessano della crisi economica oppure si interessano dello sport. Non si interessano di politica. Però il successo del Pdl è assicurato. Mi riferisco al successo in termini di punti, di share e di ‘mercato’”.
Che ruolo svolge in qualità di consulente del Governo?
“Non sono consulente del Governo. Sono consulente di Palazzo Chigi. Quella di Palazzo Chigi è un’azienda. In questa azienda passa la destra, passa la sinistra, poi ripassa la destra e poi di nuovo la sinistra. Io sono consulente del ‘palazzo’. E quindi fornisco al palazzo le informazioni su quello che pensano gli italiani”.
Le questioni di cui si occupa per l’azienda Palazzo Chigi riguardano solo la forza dei partiti politici oppure hanno a che fare con altri temi?
“Riguardano ciò che l’opinione pubblica vuole e come l’opinione pubblica accetta i provvedimenti del Governo. Questo è il trend normale. Questo è un lavoro di routine. Lo facciamo dai tempi del Governo Andreotti VII (1991-1992). Da allora sono cambiati tanti governi e io sono rimasto al mio posto”.
Qual è l’esponente politico più attento a questo tipo di rilevazioni?
“Il più attento di tutti è stato l’ex presidente del Consiglio Giovanni Goria (1987-1988). L’esponente della Democrazia cristiana si interessava nel sapere cosa gli italiani pensavano dei provvedimenti che il governo prendeva. Non gliene fregava niente della propria immagine. Gli interessava il paese”.
Il mondo dei sondaggi ha rapporti migliori con il centrodestra? Nei mesi scorsi l’ex leader del Pd Walter Veltroni attaccò duramente i sondaggisti. E’ un luogo comune?
“E’ un luogo comune. ‘L’opinione’ è seguita da tutti i governi che contano del Pianeta. Quello che io sto facendo con Palazzo Chigi viene fatto per la Presidenza degli Stati Uniti (Gallup) lo fanno per l’Eliseo (Ipsos) e così via. E’ un lavoro di routine e di conoscenza”.
In che misura i sondaggi aiutano la politica?
“Se il mondo politico vuole essere aiutato dai sondaggi, i sondaggi lo aiutano. Le aziende fanno così. Se io sono cliente e fornitore di Acea o di Atac, la controparte vuole sapere cosa pensa il cittadino dell’erogazione dei servizi. Lo stesso fa il Governo. Ad esempio, l’idea del Piano casa è stata molto accettata dagli italiani. L’adesione verso il piano casa oscilla tra il 60-70%”.

Il vero ideatore del Pdl....

Alla vigilia della nascita del Pdl è ingiusto non tributare un omaggio a Pierferdinando Casini. Il vero fondatore del Pdl è proprio lui. L'idea gli era venuta proprio dieci anni fa. Basta leggere questo bellissimo articolo di Carlo Fusi tratto da "Il Messaggero" del 2 settembre 1998. Grazie Pierferdy.

Il libro negato


In questi giorni sto leggendo "Una tragedia negata". Il libro in questione è interessante perchè racconta gli anni di piombo attraverso la narrativa italiana. Il libro è molto interessante perchè esplora un argomento su cui ben pochi si sono interessati. Lo sano tutti che gli intellettuali del nostro paese pensano ad altro. Ma è bene che qualcuno ricordi a lor signori che le cazzate che scrivono non sempre sono tollerabili. Ecco perchè mi sento di ringraziare l'autore Demetrio Paolin e la casa editrice "Il Maestrale" per il coraggio di far uscire questo libro che, naturalmente, è stato censurato da tutti.

Henry Furst contro Indro Montanelli

Non saprei da dove cominciare. Nei giorni scorsi è uscito un francobollo su Indro Montanelli. Non sono stato mai un Montanelliano. Non so cosa significhi questo termine. Su Montanelli si potrebbero dire tante cose. Ma io cercherò di non dirne nemmeno una. Vorrei solo affidarmi ad un bellissimo articolo pubblicato da Henry Furst. Anzi, mi auguro che qualcuno si ricordi di lui e faccia uscire un francobollo dedicato a questo grande amricano che amava tanto il nostro paese. Buona lettura.

CRETINI E GRANDI UOMINI
Il Borghese del 20 aprile del 1961
Di Henry Furst

Indro Montanelli, in un articolo sul Corriere della Sera dell'11 aprile, viene alla conclusione che Hitler, il quale ebbe con lui una volta un colloquio durato quaranta minuti, non fosse altro che un “cretino”. Personalmente, non abbiamo mai avuto simpatia per il dittatore tedesco, però il sentirlo vilipendere in questo modo puerile ci sembra deplorevole. Dopo avere ridotto anche gli dei dell'antichità classica al minimo comune denominatore, Montanelli si sente forse autorizzato a rivalutare tutte le figure do;minanti della storia moderna. Così Napoleone pareva una figura losca e mediocre a madame di Stael. Come disse Byron, nessuno sembra un eroe al proprio cameriere; non perché l'eroe non è forse un eroe, ma perché il cameriere è cameriere. Speriamo che il Montanelli, prima di proseguire con questo gigantesco compito della Umwertung aller Werte, di rivalutazione di tutti i valori, voglia almeno iniziare lo studio della storia. Allora non cadrà più in simili profonde affermazioni, come quella che leggemmo increduli nel medesimo articolo dell'11 aprile: “Tanto che quando, il 12 aprile, Goebbels gli portò la notizia della morte di Roosevelt, lo sciagurato ebbe un guizzo di trionfo, pensando che la Provvidenza (sostituto tedesco di san Gennaro e dello “stellone”) gli fosse venuta in soccorso, come aveva fatto con Federico il Grande quando gli mandò all'altro mondo Caterina di Russia”. Abbiamo letto e riletto con crescente stupore. Hitler, quando morì Roosevelt, era ancora, per breve tempo, in questo mondo. Quando morì la Seconda Caterina, Federico era all'altro mondo da dieci anni: non vediamo il tertium quíd del paragone. Lontano da noi il sospetto che il rivalutatore dei valori storici non sapesse un fatto così noto ai liceali. Né può avere pensato alla prima Caterina, che morì l'anno prima dell'avvento al trono di Federico. Federico non ebbe nemmeno la gioia di vedere morire la sua altra avversaria, Maria Theresia. La marchesa di Pompadour morì nel 1764, cioè troppo tardi perché la sua morte potesse significare in soccorso celeste. Forse il Nostro ha pensato alla morte di Attila? Attila e Caterina, orientali entrambi!

Stupefacente Afghanistan

Non credo sia necessario che vi spieghi quanto l'oppio è importante per l'Afghanistan. Lo sanno tutti che la produzione di questo stupefacente rappresenta il maggior settore dell'economia nazionale. Lo scorso anno la produzione di questa sostanza stupefacente ha registrato un lieve calo. Ma non si tratta certo di un crollo nella produzione. Se guardate i primi due grafici sotto relativi alla produzione dell'oppio in Afghanistan negli ultimi dieci anni (1998-2008 - grafico uno - font Onu "Afghanistan opium survey") e il secondo relativo alla coltivazione di papavero da oppio (1998-2008 - grafico 2 - fonte Onu) potrete constatare che dal 2001, all'epoca della missione Onu, c'è stata un forte impennata della produzione di questa sostanza stupefacente. A questo punto ho messo anche a confronto due cartine geogrfiche. Nella prima cartina sotto (cartina 1 - fonte UNDSS) si può vedere in quali regioni sono sviluppate le coltivazioni del papavero di oppio. Infine, mi sono avvalso di una cartina dell'Isaf (cartina 2 - fonte Isaf) per capire dove sono dislocate le truppe della Nato in questo paese. Provate a sovrapporre queste due cartine. Alla fine potrete constatare che dove sono presenti gli italiani non cresce l'oppio. Mentre si può facilmente verificare che gli olandesi sono stati piazzati nel sud-ovest dove l'oppio abbonda. Come sapete gli olandesi non sono un paese proibizionista. E quindi potrete anche immaginare quale potrebbe essere la reazione dei soldati di quel paese di fronte a queste coltivazioni.


Produzione di oppio in Afganistan 1998-2008 Coltivazione di papavero da oppio in Afghanistan (1998-2008)

Mappa per provincia della coltivazione del papavero da oppio in Afghanistan al 12 giugno del 2008


Dislocazione delle truppe Isaf in Afghanistan (fonte Isaf-Nato)


Lippi convoca in Nazionale Robin


"Benedetto" sia il profilattico

mercoledì 25 marzo 2009

Ecco come abbiamo fermato la deriva leghista

Intervista a Francesco Boccia
Voce Repubblicana del 26 marzo 2009
di Lanfranco Palazzolo

Sul federalismo fiscale il Pd ha fermato la deriva fortemente regionalista della Lega. Lo ha detto alla “Voce” l’onorevole Francesco Boccia del Pd.
Onorevole Boccia, come siete giunti alla scelta di astenervi sulla delega al Governo sul federalismo fiscale?
“Il provvedimento che è stato approvato oggi dalla Camera dei deputati è molto diverso da quello che era uscito dal consiglio dei ministri. In quel provvedimento c’era un’altra idea di Stato, quella più vicina ai desideri della Lega. Il principio che fondava quella prima versione della delega toglieva allo Stato il principio della perequazione che era affidato alle singole regioni”.
Quali erano i limiti della prima bozza?
“In base a quella prima versione, se la Calabria o altre regioni del sud non avessero avuto le risorse per coprire i servizi essenziali, avrebbero dovuto chiedere il permesso e le risorse alla Lombardia o al Veneto. Questo era scritto nel provvedimento iniziale voluto dalla Lega. Ma questo principio non c’è più. Il Pd ha preteso e ottenuto la centralità dello Stato nella perequazione e quindi confermare le garanzie stabilite nella riforma del Titolo V varate dal centrosinistra nel 2001. Inoltre, abbiamo eliminato l’Irpef su base regionale che avrebbe creato almeno 20 sistemi fiscali diversi. L’Irpef è l’unica imposta che garantisce l’unità nazionale. Infine, la perequazione sarà fatta attraverso l’Iva. Anche sulla scuola abbiamo impedito che ci fossato tanti sistemi scolastici quante sono le regioni. Ricordo che la Commissione bicamerale sul federalismo vigilerà sulle deleghe. E se vedrà delle incoerenze nel processo di attuazione del federalismo fiscale metterà di nuovo tutto in gioco. Ecco perché ci siamo astenuti. Noi siamo convinti che l’alleanza tra Lega e Pdl non reggerà all’attuazione di questi decreti”.
Il segretario del Pd Dario Franceschini fatto bene ad imporre al disciplina di partito su coloro che volevano votare contro la delega?
“Assolutamente sì. Questo è la conferma che il partito c’è ed ha una leadership ben determinata”.
Se la Lega dovesse ottenere un buon risultato alle prossime amministrative penserete di aver contribuito con l’astensione parlamentare a questo successo elettorale?
“Sono convinto che la Lega riuscirà ad ottenere un buon risultato. Ma lo farà solo a scapito del Popolo delle Libertà. Non ci vuole certo un analista politico sofisticato per capire questo. Era già successo alle elezioni politiche del 2008. In quella occasione la Lega era cresciuta a scapito del Pdl. Se noi avessimo votato sempre no ed evitato di provare a presentare degli emendamenti oggi non avremmo questo tipo di delega approvata dalla Camera, ma ci troveremmo a confrontarci con un federalismo che ha smontato il Paese. Dobbiamo essere fieri del nostro lavoro”.

10 anni fa: la guerra contro la Serbia

Oggi fa effetto sapere che i Comunisti italiani, i Verdi, i socialisti e altre forze di sinistra appoggiarono i bombardamenti della Nato contro i compagni Jugoslavi. I leghisti corsero immediatamente a dare la loro solidarietà al dittatore serbo e con molta probabilità i nostri aerei volarono sui cieli di Belgrado senza che gli italiani ne fossero informati. Speriamo che quello che è accaduto dieci anni fa ai danni dei kosovari e quei bombardamenti restino un ricordo da non rivivere mai più.

Quel brutto segnale del Governo

Intervista a Paolo Nerozzi
Voce Repubblicana del 25 marzo 2009
di Lanfranco Palazzolo

Le morti bianche nei luoghi di lavoro non si fermano. Per questo è necessario varare un testo unico sul lavoro che induca i datori di lavoro al rispetto delle norme sulla sicurezza. Lo ha detto alla “Voce Repubblicana” il senatore del Partito democratico Paolo Nerozzi commentando le indiscrezioni, poi smentite dal Governo, sul dlgs sulla sicurezza sui luoghi di lavoro.
Senatore Nerozzi, il Governo ha smentito un’agenzia di stampa che aveva fornito una versione superata del dlgs sulla sicurezza nei luoghi di lavoro. Cosa ne pensa della bozza che aveva letto sul testo unico che riguarda la sicurezza nei luoghi di lavoro?
“Innanzitutto, più di un anno fa venne approvata una legge che non è mai stata applicata (La legge 123 approvata il 3 agosto del 2007). Purtroppo devo constatare che le morti bianche continuano nella stessa misura degli ultimi anni. Questo non è un fatto positivo. In questi giorni sono è stata resa nota una bozza di modifica di quella legge nella quale venivano attenuate le responsabilità penali per l’impresa e per i manager. Mi pare che questo sia un segnale bruttissimo. Il Governo ha smentito che quella versione resa nota alla stampa fosse definitiva. Vedremo. Ricordo che l’Inghilterra, paese dove ci sono meno incidenti sul lavoro, sono attualmente in vigore delle pene simili a quelle che erano state introdotte in Italia più di un anno fa. Quindi pene di quel genere sono sperimentate in tutta Europa”.
Cosa l’ha preoccupata di quella bozza smentita?
“Il messaggio che si vorrebbe far passare è quello del lasciar fare. Il rischio è quello di lasciare tutto come prima e di lasciare spazio al lassismo. Si tratta di un lassismo pericoloso perché riguarda la vita di tanti lavoratori. Il messaggio è simbolicamente devastante. Per il Partito democratico è un messaggio inaccettabile”.
Cosa ne pensa del comportamento di molti datori di lavoro che regolarizzano i lavoratori quando questi subiscono un incidente? Pensa che sia un errore considerare questo comportamento come un reato amministrativo.
“Sono convinto che la regolarizzazione di un lavoratore il giorno in cui questa persona muore non possa essere trattato senza che sia considerato un reato di carattere penale”.
Pensa che il ministro del Walfare Maurizio Sacconi avrà il coraggio di presentare un testo unico che renda più severe le norme per i datori di lavoro in materia di sicurezza?
“Io posso solo augurarmi che il Governo abbandoni la strada del lassismo nei confronti di certi comportamenti. Personalmente non so cosa farà il Governo. Qui non credo c’entrino questioni di schieramento politico. Il problema non è l’impostazione politica di questo provvedimento, ma il buon senso con il quale si devono valutare le condizioni nelle quali sono costretti molti lavoratori”.

martedì 24 marzo 2009

Copiato

Tears for fears - Change 1983


Marina Rei - Un inverno da baciare 1999

Eternal Sunshine of the Spotless Mind

Due dediche in una volta


Oggi ho messo a segno un doppio colpo. Sono riuscito a farmi autografare da Fabio Morabito e Paolo Butturini "La Sfida radicale" (1977) e "Intervista col successo" (1977). Non so se vi è mai capitato di farvi autografare un libro venti o trenta anni dopo la pubblicazione. Vi assicuro che ne vale la pena. Ho colto questa occasione nel corso di una mia breve visita all'Associazione stampa romana per salutare il segretario Paolo Butturini e il Presidente Fabio Morabito. Devo dire che Morabito è stato davvero bravo a fare questo libro quando era giovanissimo. Mi ha raccontato che aveva mandato questo libro alla SugarCo di Milano che lo convocò per fargli firmare il contratto. Non mi stupisce che questa casa editrice si sia comportata così. Conosco Massimo Pini e so perfettamente che lui è sempre stato un galantuomo e una persona che ha fatto tanto per l'editoria italiana. E il libro di Morabito lo dimostra. Il libro di Butturini mi ha incuriosito molto perchè non avevo mai letto un libro intervista con Baudo. L'unica cosa che avevo letto sul presentatore era un libro che si intitolava "Pippo e il suo clan", scritto da un bravissimo giornalista di "Avvenire", Emilio Randacio. Il libro è interessante perchè ho cercato di capire se Baudo era sincero nell'intervista. Infatti, ho fatto subito delle ricerche sul personaggio per capire se alcune sue dichiarazioni erano fondate o meno. Ovviamente non vi dico nulla su quello che ho scoperto. Grazie a tutti e due per la dedica ad anni di distanza.

Mourinho, laurea honoris causa

Nell'investitura all'allenatore dell'Inter, il Senato accademico dell'Università Tecnica di Lisbona ha riconosciuto a Mourinho, che era già laureato in scienze motorie, "la tecnica e il talento di un professionista nato per essere leader e per vincere, destinato alle maggiori mete sportive mondiali". Sul manifesto affisso alle porte della Facoltà, le motivazioni della laurea honoris causa, che "riconosce i meriti della carriera professionale" a "uno dei più prestigiosi allenatori a livello mondiale". Una carriera "che ha sempre dimostrato di esercitare al servizio del mondo dello sport". Sono d'accordo.

lunedì 23 marzo 2009

10 anni fa: la nascita dei colossi bancari italiani

Dieci anni fa, il 22 marzo del 2009, nascevano i grandi colossi bancari italiani. Il processo di integrazione delle banche italiane era stato accompagnato da tanto entusiasmo. Nessuno avrebbe immaginato che, dieci anni dopo, i due grandi gruppi bancari, sorti da quella prima aggregazione, attraversassero un momento di incertezza come quello successivo alla crisi mondiale dei mutui subprime. Allora il mercato premiò quelle fusioni. Non poteva essere altrimenti.

Blondie - X offender

Passengers - Midnight

AAAAA cercasi destra italiana

Voce Repubblicana del 24 marzo 2009
Intervista alla sen. Adriana Poli Bortone
di Lanfranco Palazzolo

Oggi non saprei dire chi ha ereditato il patrimonio della destra italiana. Lo ha detto alla “Voce Repubblicana” la senatrice Adriana Poli Bortone, ex sindaco di Lecce, che non ha aderito al Pdl.
Senatrice Poli Bortone, cosa pensa del processo politico che ha portato alla nascita del Popolo delle libertà?
“Voglio chiarire che nei giorni scorsi alcuni quotidiani mi hanno attribuito l’espressione ‘partito di plastica’ riferito al Pdl. Lo smentisco. Non ho mai utilizzato questa definizione. La mia critica politica era riferita al modo in cui Alleanza Nazionale ha deciso di chiudere i battenti e di dissolversi in un nuovo soggetto politico. Ho deciso di non partecipare all’ultimo congresso di An perché preferisco ricordare Alleanza Nazionale viva e vegeta. E prima ancora il Movimento sociale italiano”.
Ha ricevuto una convocazione per il congresso? Si era parlato di una sua mancata convocazione al congresso.
“Alla fine l’ho avuta. Alla vigilia di questo congresso avevo rivendicato il mio diritto a partecipare a questa assise perché sono un parlamentare e iscritta ad An. Nessuno mi ha mai comunicato provvedimenti nei miei confronti o roba del genere. Si trattava di una voce terroristica messa in giro nei giornali di provincia. In effetti, Maurizio Gasparri mi ha telefonato dicendo che avevo tutto il diritto di partecipare al congresso di Alleanza Nazionale. Poi ho deciso di non andare. Ho visto le immagini del congresso solo in televisione e ho anche visto l’atmosfera che non era certamente esultante. Non volevo partecipare a questo momento che ritenevo non fosse bello per me”.
Da chi è raccolta oggi l’eredità della destra italiana?
“Francamente non saprei che dirle. Oggi non saprei dire chi ha quali valori. Se parliamo di vita, su questo tema ci sono diverse oscillazioni sia nella destra che nella sinistra. Non lo so. Negli ultimi tempi, i valori della destra non erano molto riconoscibili in Alleanza Nazionale. Forse rimarranno singolarmente in ognuno di noi”.
Lei ha fondato un movimento che si chiama “Io Sud”. Il punto di riferimento di questo partito è la Lega Nord?
“la Lega è effettivamente un partito perché è presente nel territorio e ha degli obiettivi chiari. Su questo dobbiamo essere obiettivi. An non ha avuto un rispetto delle regole interne e non ha creato occasioni di dibattito nel momento in cui si doveva percorrere una strada difficile come quella che doveva portare a questo congresso”.
Nel Pdl esiste un metodo Cencelli per dividersi le quote dei due partiti?
“Non ho seguito gli ultimi eventi che hanno portato alla nascita del Pdl. Ero rimasta alla divisione che voleva per Forza Italia il 70% dei posti e per An il 30%. Quando si costruisce un nuovo partito questo tipo di cose sono da evitare e si dovrebbe partire dal nulla”.

sabato 21 marzo 2009

E Alemanno si abbassò

Oggi sono andato a realizzare alcune interviste per Radio Radicale all'ultimo congresso di Alleanza Nazionale. Dopo un suo breve intervento di saluto, il sindaco di Roma è venuto nell'area dei giornalisti. Le immagini che vedete le ho girate prima della mia intervista. Dopo aver rilasciato le dichiarazioni che avete visto per l'AdnKronos ho avvicinato il sindaco che mi ha concesso un'intervista per la Radio. Io mi trovavo sotto quel palco e facevo fatica ad arrivare con il microfono al sindaco. Quando ho cominciato a fare la prima domanda ad Alemanno pensavo che sarebbe stato meglio che il sindaco si abbassasse. E mentre pensavo questa cosa Alemanno si è abbassato e ha accennato un sorriso. Non è da tutti.

venerdì 20 marzo 2009

Nelle vene quell'acqua da 1 euro

Oggi ho acquistato per la modica somma di un euro il primo romanzo di Dario Franceschini dal titolo "Nelle vene quell'acqua d'argento". Il libro è interessante perchè aveva una dedica dentro e non potevo restare indifferente all'autore. Il libro è stato pubblicato nel 2006, è stato acquistato lo stesso anno e all'inizio del 2009 (oggi) l'ho trovato su una bancarella in pieno centro a Roma e preso per la cifra che ho ricordato. Nella dedica, scritta il 12 gennaio del 2006, non appena il libro era uscito ("finito di stampare nel mse di gennaio 2006) c'è scritto "Con stima e gratitudine", segue la firma dell'omaggiante. Non so se il libro abbia avuto un grande successo. E' certo che molte biblioteche sono corse ad acquistarlo Qui sotto le ho elencate tutte. In blu ho segnato quelle della provincia di Ferrara.
Biblioteca nazionale centrale Vittorio Emanuele II - Roma - RM
Biblioteca universitaria Alessandrina - Roma - RM
Biblioteca comunale Alessandro Capotosti - Santa Marinella - RM
Biblioteca comunale Rispoli - Roma - RM
Biblioteca comunale Elsa Morante - Roma - RM
Biblioteca comunale Marconi - Roma - RM
Biblioteca comunale - Anguillara Sabazia - RM
Biblioteca comunale Rodari - Roma - RM
Biblioteca comunale Sandro Onofri - Roma-Acilia - RM
Biblioteca della Casa del Parco - Roma - RM
Biblioteca comunale - Santarcangelo di Romagna - RN
Biblioteca comunale Rafael Sari - Alghero - SS
Biblioteca civica Nicolo' Francone - Chieri - TO
Biblioteca civica - Pecetto Torinese - TO
Biblioteca civica - Giaveno - TO
Biblioteca comunale - Terni - TR
Biblioteca civica - Varese - VA
Biblioteca comunale - Sappada - BL
Biblioteca comunale - Pieve di Cento - BO
Biblioteca comunale Giulio Cesare Croce - San Giovanni in Persiceto - BO
Biblioteca Cesare Pavese - Casalecchio di Reno - BO
Sala di lettura di Sesto Imolese - Imola - BO
Biblioteca comunale - Castenaso - BO
Biblioteca Sala Borsa - Bologna - BO
Biblioteca comunale Gennaro Perrotta - Termoli - CB
Biblioteca civica - Cuneo - CN
Biblioteca civica - Mondovi' - CN
Biblioteca comunale Ludovico Antonio Muratori - Comacchio - FE
Biblioteca comunale - Copparo - FE
Biblioteca comunale Ariostea - Ferrara - FE
Biblioteca comunale - Formignana - FE
Biblioteca comunale - Massafiscaglia - FE
Biblioteca comunale - Migliarino - FE
Biblioteca comunale - Ostellato - FE
Biblioteca comunale - Sant'Agostino - FE
Biblioteca comunale - Tresigallo - FE
Biblioteca comunale - Vigarano Mainarda - FE
Biblioteca comunale L. Meletti - Bondeno - FE
Biblioteca dell'Istituto di storia contemporanea del movimento operaio e contadino - Ferrara - FE
Biblioteca comunale Giorgio Bassani - Ferrara - FE
Biblioteca comunale - Ro Ferrarese - FE
Biblioteca comunale Del Volano - Migliaro - FE
Biblioteca comunale - Mesola - FE
Biblioteca comunale - Portomaggiore - FE
Biblioteca provinciale - Foggia - FG
Biblioteca nazionale centrale - Firenze - FI
Biblioteca comunale Filippo Maria De Sanctis - Ceccano - FR
Biblioteca comunale - Pontecorvo - FR
Biblioteca comunale - Cecina - LI
Biblioteca comunale Labronica Francesco Domenico Guerrazzi. Sezione catalografica e magazzino librario di via Roma - Livorno - LI
Biblioteca comunale - Palazzo Sormani - Milano - MI
Sistema bibliotecario urbano - Milano - MI
Biblioteca comunale - Bomporto - MO
Biblioteca comunale Daria Bertolani Marchetti - Formigine - MO
Biblioteca civica Antonio Delfini - Modena - MO
Biblioteca del Quartiere n. 5. Brenta Venezia - Padova - PD
Biblioteca interdipartimentale unificata Francesco Petrarca dell'Università degli studi di Pavia - Pavia - PV
Biblioteca comunale - Casola Valsenio - RA
Biblioteca comunale Luigi Varoli - Cotignola - RA
Biblioteca comunale Carlo Piancastelli - Fusignano - RA
Biblioteca comunale Fabrizio Trisi - Lugo - RA
Biblioteca comunale Porotto - Ferrara - FE
Biblioteca comunale Incontrarsi - Ferrara - FE
Biblioteca comunale Gianni Rodari - Ferrara - FE
Biblioteca comunale Giorgio Bassani - Codigoro - FE
Biblioteca comunale - Voghiera - FE

Divieto d'accesso al manifesto del Pd

Oggi pomeriggio, mentre attraversavo Piazza San Silvestro, ho trovato un manifesto del Partito democratico "stoppato" da un segnale di divieto d'accesso. Volevo fare i complimenti a chi ha avuto il coraggio di affiggere questo manifesto del Partito democratico dietro il segnale. Il lavoro di affissione non deve essere stato semplice vista la vicinanza tra il segnale stradale e la tabella della fermata dove è stato affisso il manifesto. In quel segnale ho visto un monito a questa marea di manifesti del Pd che ha invaso la capitale: basta con questa affissione selvaggia. La segnaletica stradale è stata più sensibile del Partito democratico.

Un big-bang contro il parerificio

Intervista ad Enrico Gasbarra
Voce Repubblicana, 19 marzo 2009
di Lanfranco Palazzolo

E’ necessario un big-bang per la Pubblica amministrazione. Lo ha detto alla “Voce” l’onorevole Enrico Gasbarra del Partito democratico, ex Presidente della Provincia di Roma.
Onorevole Gasbarra, cosa pensa della delega sul federalismo fiscale?
“Questo provvedimento è un passo verso la modernizzazione del Paese e quindi verso i servizi ai cittadini. E’ ovvio che – come al solito – il governo compie i passi che gli sono più comodi e consoni politicamente invece di pensare agli interessi dei cittadini. Il Pdl aveva stretto un patto con la Lega e doveva rispettare il patto con il partito di Umberto Bossi pagando questa cambiale. Penso che si sia giunti a questo appuntamento perdendo un’occasione. Fare il federalismo fiscale senza avere il quadro della cosiddetta ‘Carta delle autonomie’ è un errore. Tuttavia si è consentito agli enti locali di superare il cosiddetto Patto di stabilità e di fare investimenti. Le mie perplessità sulla delega è che questo provvedimento è pieno di lacune e non ha la necessaria copertura finanziaria. L’unica forza politica che potrà trarre vantaggio da questo provvedimento sarà la Lega Nord che si presenterà alle prossime elezioni politiche con un suo manifesto politico”.
Il Pd che atteggiamento ha avuto su questo provvedimento?
“Abbiamo contribuito alla delega. Siamo convinti che il sistema delle autonomie deve essere riorganizzato. Devo dire che il Governo ce la sta mettendo tutta per fare qualcosa di poco funzionale. Il nostro atteggiamento parlamentare dipenderà da come andrà la discussione sugli emendamenti. A quel punto decideremo se astenerci o votare contro la delega”.
Nel corso del dibattito sul federalismo fiscale si è parlato molto del ruolo delle province. Pensa che questi enti debbano essere aboliti?
“Ho fatto il Presidente della Provincia di Roma per 5 anni e ha anche fatto il vicesindaco di Roma. La mia opinione è che il nostro paese è ancora troppo strutturato in modo antico. La burocrazia occupa un grande spazio. Credo che sia necessario arrivare ad un big-bang della burocrazia per riassettare tutto il sistema delle autonomie. Credo che sia un errore togliere le province senza aver prima pensato di togliere le Comunità montane, gli enti di contorno sia completamente inutile e non fa risparmiare nulla. Credo che sia utile impedire che ci siano mille parerifici. Se si farà una riforma completa con la nascita delle città metropolitane, è ovvio che le province dovranno essere riassorbite. Adesso il Governo pensa di far ripartire il paese dando il 20% in più alle case. Penso che sia necessario decurtare il parerificio. Chi vuole aprire una tintoria deve chiedere 42 pareri, di 42 enti diversi. Siamo un paese di complicazioni. Ecco perché dobbiamo razionalizzare questo quadro amministrativo”.

giovedì 19 marzo 2009

MARIU' - GIANNI MORANDI

Separati alla nascita

Il mostro di Vienna Salvator Dalì



Gordon Brown alla Camera dei rappresentanti

"Ora più che mai il resto del mondo vuole lavorare insieme all'America".E' quanto ha detto, lo scorso 4 marzo, il premier britannico Gordon Brown, nel suo discorso al Congresso degli Stati Uniti, riferendosi ai rapporti tra gli Stati Uniti e il Regno Unito. "La nuova frontiera è che non ci sono frontiere", ha precisato Brown parlando dell'importanza che gli Stati Uniti abbiano un approccio globale verso i problemi, non solo sui temi della sicurezza ma anche su quelli economici. Il premier è di fatto tornato a parlare della necessità di eliminare la minaccia del protezionismo e di disporre di "un piano globale per la prosperità", perché "possiamo ottenere molto di più lavorando insieme"; "mai come adesso i benefici della cooperazione possono essere fruttuosi". Ascoltiamolo.

Ascoltate Draghi

Intervista a Giorgio Jannone
Voce Repubblicana 20 marzo 2009
di Lanfranco Palazzolo

I suggerimenti del Governatore di Bankitalia Draghi sulla situazione del credito devono essere presi sul serio. Lo ha detto alla “Voce Repubblicana” l’onorevole Giorgio Jannone, deputato del Popolo delle Libertà e membro della Commissione Finanze della Camera dei deputati.
Onorevole Jannone, che impressione ha avuto dell’audizione del Governatore di Bankitalia Mario Draghi alla Camera dei deputati?
“Il Governatore della Banca d’Italia cerca di far valere il suo ruolo istituzionale. Le preoccupazioni che ha espresso Draghi non riguardano solo i timori espressi dal Governo, quanto sulla situazione generale dei mercati e del credito e sul comparto nel suo insieme. Ci sono dei suggerimenti che vanno presi in seria considerazione. C’è anche qualche critica che deve essere valutata perché viene da una fonte molto autorevole”.
Come avete guardato all’iniziativa sui prefetti che hanno assunto il ruolo di controllori del credito da parte delle banche?
“Credo che questa iniziativa dei prefetti abbia un senso perché questa figura rappresenta il Governo in quel territorio di competenza. Quindi si tratta dell’organo più vicino alla crisi che le imprese vivono in questo momento. E’ chiaro che si tratta di un incremento di attenzione che è certamente innovativa. Qualche opposizione c’è perché le banche vedono diminuire il loro potere. Lo stesso Governatore Draghi ha espresso anche qualche perplessità. Credo che questa sia un’iniziativa giusta e condivisa da tutti”.
Quali saranno gli istituti di credito che utilizzeranno i “Tremonti bond”? Il governatore di Bankitalia ha approvato questa scelta?
“Il Governatore ci ha detto che lo strumento è assolutamente positivo. Quindi la posizione dell’istituto di via nazionale è favorevole a questa opzione. Anche questa soluzione era stata vista con una certa difficoltà all’inizio da parte del sistema creditizio e delle imprese. Di conseguenza, oggi vedo che è questa iniziativa è stata recepita dai principali istituti di credito italiani che utilizzeranno i ‘Tremonti bond’. Alludo agli annunci fatti da Banco Popolare, da Unicredit e da Banca Intesa. Queste scelte sono importanti soprattutto per far arrivare il credito alle imprese”.
Vede una differenza tra la situazione di Unicredit e di Banca Intesa rispetto a quella dei piccoli istituti di credito legati al territorio?
“Dopo questo primo random di controllo sui principali istituti di credito italiani emerge che molte banche hanno acquisito molti titoli tossici. Molte banche hanno dei problemi relativi all’acquisizione di questi titoli problematici acquisiti sui mercati esteri. Le banche legate al territorio e legate alla Pmi sono immuni da questo tipo di problema. Penso che il sistema del credito risentirà ancora per mesi di questa situazione di crisi”.

Pierferdy, smettila di litigare

Ieri sera stavo tornando a casa quando nella stazione della metropolitana di Piazza di Spagna mi sono imbattuto in questo manifesto di Pierferdinando Casini dal titolo "Smettetela di litigare". Ho fatto davvero fatica a comprendere a chi si fosse riferito Casini. Mai come in questo periodo si sono visti tanti volemose bene. I partiti non litigano più. Ma per Casini siamo in una fase di grande rissa politica. Questa trovata picassiana da parte di Pierferdy non me l'aspettavo proprio. Oggi Pierferdy si presenta come il salvatore dalle liti. Ma è sicuro di essere lui il grande paciere della vita politica italiana?! Io dico di "No". Qui sotto vi ho piazzato alcuni titoli di quotidiani italiani degli ultimi due anni dove nel titolo, associato al nome di Casini appare la parola "lite". Va bene, Casini ci dice che dobbiamo smettere di litigare...Ma a far finire le liti di Casini chi ci pensa.