venerdì 8 maggio 2009

Referendum: ecco il Comitato per il "No"

Voce Repubblicana, 8 maggio 2009
Intervista a Sergio D'Elia
di Lanfranco Palazzolo

Il sistema che uscirebbe fuori da questi referendum elettorali sarebbe ben peggiore di quello esistente. Lo ha detto alla “Voce Repubblicana” Sergio D'Elia, membro del Comitato per il “No” ai referendum elettorali di Mario Segni. Ecco perché questi quesiti sono da bocciare.
Sergio D'Elia, perché avete fondato il Comitato per il “No” al referendum?
“Durante la campagna di raccolta delle firme sui referendum, non abbiamo aiutato il Comitato promotore. Ma in termini metodologici abbiamo detto che era giusto che le firme venissero raccolte. Noi siamo sempre stati referendari e quindi abbiamo sempre sostenuto la necessità di mettere chiunque nella condizione di raccogliere le firme sui referendum. Nel merito riteniamo che l'obiettivo di questo referendum è esattamente l'opposto di quello che si sono proposti gli animatori e promotori dei quesiti sui quali gli elettori si esprimeranno. Se vincessero i sostenitori del “Si”, l'esito legislativo che i referendum avrebbero non sarebbe quello del bipartitismo. Siamo convinti che questo voto rafforzerebbe il regime dei partiti, dando più forza a queste forze politiche. L'esito referendario non porterebbe ad una semplificazione politica”.
Quali sono gli equivoci di questi referendum?
“Gli elettori non hanno ancora capito se con questi referendum ci sarà il ritorno dei collegi uninominali. La realtà è ben diversa. Il referendum produrrebbe un proporzionale con il premio di maggioranza al partito che prende più voti. Nessuno averebbe la scelta di scegliere i propri candidati visto che le liste bloccate rimarrebbero. Un altro aspetto molto negativo è che alle elezioni politiche verrebbero presentati due listoni con le vecchia coalizioni che diventano un'unica lista. E in Parlamento si formerebbero nuovamente i vecchi partiti. Il sistema che uscirebbe fuori da questo voto sarebbe ben peggiore di quello esistente”.
Pensate che il Comitato per il “Sì” abbia le idee confuse? Proprio mercoledì scorso il senatore Stefano Ceccanti ha ripresentato il mattarellum.
“E' il caso di dire 'mattarellum'. E' un sistema nel quale la quota proporzionale era il premio dei collegi uninominali. Proprio questa quota proporzionale era oggetto di contrattazione politica per stabilire quanti eletti spettavano ad ogni partito. Si deve mettere in discussione il sistema politico con il Presidenzialismo e il federalismo. Questa è la riforma che gli italiani vogliono”.
Farete campagna per far disertare le urne o manderete gli italiani a votare “No”?
“Non abbiamo mai fatto campagne astensioniste. Vogliamo aprire un grande dibattito in Italia sul regime dei partiti”.
Se il suo voto fosse necessario per raggiungere il quorum ai referendum e far vincere il “Sì” andrebbe a votare?
“Sì, ci andrei senza esitare e voterei 'No'”.

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