venerdì 2 gennaio 2009

Hamas non è un nostro interlocutore

Intervista a Margherita Boniver
Voce Repubblicana del 3 gennaio 2009
di Lanfranco Palazzolo

Hamas non può essere considerato un interlocutore a tutto campo della comunità internazionale. Lo ha detto alla “Voce” l'onorevole Margherita Boniver, parlamentare del Popolo delle Libertà.
Onorevole Boniver, come ha trovato l'intervento del ministro degli Esteri Frattini in Commissione Esteri sulla crisi in Medio Oriente?
“L'esposizione del ministro degli Esteri Franco Frattini è stata puntuale e molto ricca di spunti e ha dato una fotografia esatta di quello che la diplomazia internazionale ha messo in campo nei giorni successivi all'inizio della rappresaglia israeliana. Nello stesso tempo, Frattini ha illustrato le palesi difficoltà che ogni tipo di diplomazia, anche la più attiva (come quella italiana), incontra fino a quando continuano a parlare le armi. La maggioranza e l'opposizione sono d'accordo che il primo obiettivo da raggiungere un cessate il fuoco concordato e controllato e poi riprendere in qualche modo le trattative del dialogo per rimettere in carreggiata quel piano di pace che permetta la nascita di uno Stato palestinese accanto ad uno Stato ebraico”.
Come ha trovato la risposta israeliana agli attacchi di Hamas iniziati dal 19 dicembre?
“Credo che la strategia israeliana dei bombardamenti mirati per distruggere le postazioni di Hamas, forza politica terrorista, che controlla completamente la striscia di Gaza, e ha finanziamenti da paesi come l'Iran, dagli Hezbollah e da altri paesi arabi, è stata pianificata a lungo. Tengo a dire che questa organizzazione non solo lancia razzi sul territorio israeliano da oltre due anni, ma ha anche unilateralmente interrotto la tregua, durata sei mesi, dichiarando il ripristino di ogni azione contro Israele, compreso l'utilizzo dei kamikaze. La reazione israeliana è stata considerata legittima dalla Presidenza delle Nazioni Unite. Credo che si possa discutere sull'uso proporzionato o meno della forza. Mi sembra di capire che la leadership politica israeliana intende sgominare dal campo ogni supporto militare come quello logistico e militare di Hamas”.
Verrà proposto un mandato simile a quello dell'Onu per il Libano?
“Assolutamente no. Non ho mai pensato ad una cosa simile. La prima cosa da ottenere è un cessate il fuoco concordato e controllato. Dopo si potrà parlare di tutte quelle azioni, inclusa la possibilità di invio di osservatori lungo il confine con Gaza. Ma da qui a raggiungere questo secondo obiettivo passerà del tempo per l'assoluta indisponibilità di Hamas verso osservatori Onu a Gaza”.
Come ha trovato l'intervento di Massimo D'Alema?
“L'esponente del Pd è stato molto provocatorio, ha anche detto delle cose molto giuste sul MO. Ma non posso condividere la sua tesi su Hamas per cui questo gruppo, perché eletto, possa essere considerato un interlocutore a tutto campo”.