lunedì 5 gennaio 2009

Zitti tutti, domani parla Massimo Cacciari


Il dialogo con Hamas è inutile

Intervista con Antonio Martino

Voce Repubblicana del 6 gennaio 2008
di Lanfranco Palazzolo

Proporre il dialogo con Hamas è irrealistico. Lo ha detto alla “Voce Repubblicana” l’onorevole Antonio Martino del Popolo della libertà.
Onorevole Martino, cosa pensa della crisi di Gaza?
“Per comprendere bene la situazione è necessario inquadrarla nella drammatica realtà del nostro tempo: l’attacco dell’estremismo islamista all’Occidente. Questo attacco ha come regista l’Iran: una teocrazia medioevale che ha come braccio armato Hezbollah in Libano e Hamas nella striscia di Gaza. E naturalmente c’è la cooperazione della Siria. Chiediamoci cosa può fare l’Europa per tutto questo. Sembra che l’Europa sia rassegnata a poter proporre il dialogo, il chiacchiericcio come la soluzione di tutti i mali. Credo che sia una nobile aspirazione. Ma non rappresenta certo una politica credibile”.
Cosa pensa della posizione italiana sul Medioriente?
“Nel 2006 l’Italia ha inviato 2500 uomini in Libano nella missione Onu. Molti si chiedono se i soldati italiani abbiano disarmato Hezbollah. Certamente no. E non hanno impedito l’afflusso di armi dalla Siria al Libano. Per questa ragione non possiamo mandare un contingente Onu che guardi le stelle mentre Hamas continua ad armarsi. Credo che l’Italia debba abbandonare la strada vergognosa della terzietà e dire da che parte stiamo. Credo sia necessario prendere atto che l’Iran e i capi di Hezbollah vogliono la distruzione di Israele e la morte di tutti gli ebrei. E prendere atto che si tratta di terroristi. L’alternativa è tra la democrazia israeliana e il terrorismo
antisemita”.
Negli ultimi due anni Israele ha cambiato la sua politica di difesa, dopo questa risposta a Gaza e la risposta nel 2006 in Libano, dopo gli attacchi di Hezbollah…
“Non capisco perché venga considerato proporzionato l’uso del terrorismo contro Israele e sproporzionata la sua risposta agli attacchi. Israele ha cambiato molto le sue posizioni grazie alla politica di Sharon, il quale ha rinunciato agli insediamenti e ha spostato migliaia di coloni israeliani mandandoli via dalle loro case. Il leader di Kadima era convinto che si potesse raggiungere la pace facendo delle concessioni territoriali. Tutto questo non è accaduto. In questo modo si è rafforzato il partito degli intransigenti. I palestinesi di Hamas hanno fatto un pessimo uso delle concessioni che sono state fatte. La loro preoccupazione è stata di controllare Gaza con un colpo di mano. E da lì hanno lanciato i loro attacchi contro Israele”.
Pensa che si poteva evitare quello che accaduto, sapendo che Hamas non voleva confermare la tregua con Israele?
“Questo non so dirlo perché non ho tutti gli elementi di conoscenza per esprimere un giudizio. A me sembra che il dialogo abbia dei limiti. Ad un certo punto arriva il momento della fermezza. Non possiamo tollerare questa aggressione contro Israele”.

50 anni di Fidel Castro

Un regime lungo mezzo secolo
di Lanfranco Palazzolo

Nella foto a destra Fidel Castro pronuncia un discorso a Santa Clara il 1° gennaio del 1959.
E' a un passo dal potere.

Ovviamente non sono stati in pochi ad essersi accorti dei 50 anni di regime comunista a Cuba. Infatti, il 1° gennaio del 1959 il dittatore Batista lasciò il paese e le forze di Fidel Castro entrarono a L'Avana. Il 5 gennaio del 1959 il professore di legge José Mirò Cardona creò un nuovo governo e fu nominato Presidente del Consiglio. L'8 gennaio 1959 Fidel Castro assunse il ruolo di Comandante in Capo delle Forze Armate. Il 13 febbraio 1959 José Mirò Cardona si dimise dalla sua carica e gli successe Fidel Castro. Iniziò così il lungo regime comunista dell'isola dei Caraibi. Molti commentatori di sinistra non hanno perso l'occasione per dire che il mezzo secolo di Cuba ha portato bene all'isola e che il regime non dimostra cinquant'anni. Non la pensiamo così. Anzi, ci auguriamo che questo 2009 passi alla storia come il primo capodanno senza Fidel Casto alla guida del paese, ma anche come l'ultimo anno di un regime che ha ridotto il paese alla povertà e mandato in galera tanti cittadini cubani che chiedevano pluralismo e libertà per l'isola. Fidel Castro, ti auguriamo di vivere ancora per tanti anni. Ma ti preghiamo, tu e tuo fratello Raul regalate la libertà alla vostra isola. Te ne saremmo tutti grati. Buon anno.