giovedì 8 gennaio 2009

Addio alla vedova Sciascia

"Ieri mattina si sono svolti a Palermo i funerali di Maria Andronico, la vedova di Leonardo Sciascia. Devo molto a questa persona. L'ho conosciuta in una sola occasione quando le ho chiesto l'autorizzazione per curare il libro del 2004 sui discorsi parlamentari di Leonardo Sciascia ("Leonardo Sciascia deputato radicale, 1979-1983", Kaos Edizioni). Per la verità ero convinto che il libro non sarebbe mai uscito. Sapevo che la famiglia non voleva fossero ripubblicati libri con scritti di Sciascia dopo la scomparsa dello scrittore. Scrissi una lettera alla signora Andronico alla fine di novembre del 2003 dicendo che avevo fatto quel lavoro nel massimo rispetto di quello che aveva detto lo scrittore senza alcun tipo di strumentalizzazione. Temevo una risposta negativa perchè nessuno aveva mai curato un volume ragionato dei discorsi parlamentari di Sciascia. Inaspettatamente, una settimana dopo, la signora Maria Andronico mi chiamò al cellulare alle 08.00 del mattino per darmi la sua risposta: "I discorsi parlamentari che lei vuole pubblicare sono già stati pubblicati da una rivista nel 1991. Ha la mia autorizzazione per pubblicare il suo volume. Faccia quel che vuole. Accada quel che accada...". Io non sapevo di quella pubblicazione del 1991. Il volume poteva quindi uscire. Io non avevo mai curato un libro. E ogni volta che rivedo il libro su Sciascia ripenso a quella telefonata e all'emozione di sapere che avrei potuto pubblicare quel volume. Se non avessi pubblicato quella raccolta probabilmente non avrei curato neanche gli altri libri usciti con la Kaos. Ecco perchè sono molto grato alla signora Andronico per quel permesso. Ho sempre pensato che dietro quel "via libera" ci fosse stato anche l'avallo di Leonardo Sciascia. Oggi ho letto sul "Giornale di Sicilia" che la consorte di Sciascia ha saputo custodire la memoria del marito rigorosamente. Sono d'accordo con questa considerazione. Mi auguro che ognuno di noi possa avere la fortuna di avere al suo fianco una donna come questa. Sarebbe il regalo più bello".
Lanfranco Palazzolo

Cercasi strategia disperatamente

Intervista a Marco Beltrandi (Pd-Radicali Italiani)

di Lanfranco Palazzolo
Voce Repubblicana dell'8 gennaio 2008
(A sinistra Marco Beltrandi, in piedi)
Vorrei capire qual è la linea del Pd sulla Vigilanza Rai e su tante altre questioni sulle quali non vedo una linea politica. Lo ha detto alla “Voce Repubblicana” l’onorevole Marco Beltrandi (Pd- Radicali italiani) membro della Commissione di Vigilanza Rai.
Onorevole Beltrandi, cosa pensa della proposta dell’onorevole Pierluigi Mantini (Pd) di abbandonare la guerra del Pd contro il Presidente della Vigilanza Riccardo Villari?
“Trovo che la posizione espressa dall’onorevole Mantini sia stata saggia e coraggiosa. E sono lieto che ci sia stata una voce che abbia detto pubblicamente cose di buon senso. Secondo noi, la Presidenza Villari si valuta soltanto su quello che il senatore eletto alla guida della Commissione riuscirà a fare o non fare. Questa guerra tra il senatore Villari e il Partito democratico è totalmente incomprensibile. Questo scontro è autolesionistico per il Pd e può fare molti danni alle istituzioni. Il rischio è quello di creare dei precedenti pericolosi per ogni Commissione Bicamerale”.
Che rapporto ha con gli altri esponenti del suo gruppo parlamentare dopo le polemiche di questi mesi sulla soluzione da dare all’impasse sulla Vigilanza?
“Spero di continuare ad avere un ottimo rapporto con loro. Anzi, ho rilevato un certo fair play da parte del Presidente del gruppo del Pd in Vigilanza Fabrizio Morri. Ma proprio questo fair play è la ragione per la quale non si sviluppa un dibattito nel Pd su come è stata condotta questa vicenda. E questo è un grosso limite non solo per questo argomento e per altri temi che il Pd avrebbe dovuto affrontare in modo diverso. Vorrei capire se esiste una linea del Pd e se esistano dei luoghi dove si possa discutere di questo nel Pd ed elaborare una linea di condotta comune. Altrimenti si va in ordine sparso”.
Perché l’onorevole Giorgio Merlo ha accettato la Vicepresidenza della Commissione di Vigilanza se continua a chiedere le dimissioni del suo Presidente?
“Se ai assumono incarichi istituzionali, credo che comincia ad essere fuori luogo che dopo settimane il Pd non si presenta in Commissione, compreso il Vicepresidente. Non credo che questo atteggiamento si concili con il ruolo assunto in particolare dall’onorevole Merlo. Mi pare una situazione quantomeno discutibile”.
Il presidente del Cda Rai Claudio Petruccioli ci ha guadagnato in questo lungo interregno consolidando la sua posizione?
“Credo che Petruccioli abbia tentato di fare questo. Ma non c’è riuscito. Quando è venuto in Vigilanza, Petruccioli ha criticato duramente la Vigilanza dicendo che è stata inconcludente. Ma Petruccioli dovrebbe ricordare che gli interventi della Vigilanza sono stati costruttivi. Ma è stata la Rai a bloccarli. Il Presidente della Rai dovrebbe sapere che il Parlamento è l’editore dell’azienda che guida”.