lunedì 12 gennaio 2009

Dopo le parole aspettiamo i fatti

Intervista a Cesare Salvi
di Lanfranco Palazzolo
Voce Repubblicana del 13 gennaio 2009

Le posizioni espresse dal Partito democratico sulla giustizia sono una novità rispetto al passato. Lo ha detto alla “Voce Repubblicana”, il costituzionalista Cesare Salvi, che nella scorsa legislatura è stato Presidente della Commissione Giustizia del Senato. Ecco cosa pensa del dialogo sulla giustizia.
Senatore Salvi, cosa pensa delle aperture di Veltroni e dell’Anm sulla giustizia dopo che il Presidente della Camera Fini ha presentato una proposta articolata su 6 punti? Pensa che l’atteggiamento del leader del Pd sia sincero?
“In politica non si può mai essere certi sulla sincerità. Certamente Veltroni condivide l’intera piattaforma di Gianfranco Fini. Questa è una novità rispetto alla posizione che il Pd aveva espresso in passato su temi come la separazione delle carriere e la prospettiva di cambiamenti costituzionali sui temi della giustizia. Le posizioni del ministro ombra della Giustizia Lanfranco Tenaglia erano state sempre di chiusura. Mi pare che Fini abbia messo in ordine una serie di ragionamenti sui quali tutti hanno trovato elementi di giudizio positivi. Quando si passa dalle dichiarazioni di intento ai fatti, però si rischia di non arrivare in porto”.
Che cosa ne pensa di queste proposte?
Per quanto mi riguarda, penso che il punto più delicato sia quello della priorità della persecuzione dei reati con atto parlamentare. Qui non sono riuscito a capire come dovrebbe essere costruito il testo. La novità complessiva della proposta sarebbe quella di accettare il terreno della riforma costituzionale”.
Walter Veltroni, Nicola Mancino e Leonardo Domenici hanno dimostrato di volere una riforma della giustizia. Sostengono questa necessità perché si trovano politicamente in difficoltà?
“Distinguerei la posizione del Vicepresidente del Csm Nicola Mancino da quella di altri politici. L’ex Presidente del Senato è una personalità da sempre attenta agli equilibri di potere. Certamente queste inchieste hanno suscitato delle reazioni. Il vero problema è dimostrare che queste aperture del Pd non siano una conseguenza delle inchieste che hanno riguardato questo partito. Certamente questo avrebbe un impatto negativo sul dialogo”.
Tre anni fa lei ha pubblicato un libro sui costi della politica che ha fatto arrabbiare molti politici. Crede di aver in qualche modo previsto il malcostume della politica che oggi stiamo vedendo nuovamente dopo gli anni di tangentopoli?
“I segnali di quello che accaduto in seguito c’erano tutti. Io e il senatore Massimo Villone li avevamo previsti. A quei tempi ero iscritto al gruppo parlamentare dei Ds e con Villone vedevamo delinearsi nei comportamenti tutto quello che è emerso successivamente. La questione morale ha una data ben precisa nel recente passato. Noi vedemmo quello che stava per accadere. Non ci hanno voluto ascoltare”.

Continuo ad avere dubbi sull'ANM

Intervista a Filippo Berselli
Il Tempo del 12 gennaio 2009
Di Lanfranco Palazzolo

“Non esiste una polemica sulla giustizia nel Popolo delle Libertà”. Lo spiega a “Il Tempo” il Presidente della Commissione Giustizia del Senato Filippo Berselli (Pdl) che giudica positivamente gli interventi di questi giorni del Presidente della Camera Gianfranco Fini.
Presidente Berselli, le sono piaciuti i 6 punti della lettera di Fini al Corriere sulla riforma della giustizia?
“Quella di Fini è sostanzialmente la riforma della giustizia del Popolo delle Libertà. Ho visto che c’era stata un po’ di confusione sulla questione relativa alle intercettazioni telefoniche. Qualcuno ha pensato che le intercettazioni sui reati della P.A. non dovessero essere consentite. Le cose non stanno proprio così. Almeno da parte di Alleanza Nazionale le cose non stanno così”.
Chi lo aveva pensato?
“Qualcuno lo aveva pensato. Però, mi sembra che sia un’ipotesi accantonata dopo che c’è stata una larga convergenza sulle parole del Presidente della Camera Fini”.
Vede delle fibrillazioni all’interno della maggioranza?
“Non vedo problemi all’interno della maggioranza. In questo momento vedo un centrodestra molto coeso. La riforma della giustizia era nel nostro programma. Questa è una riforma che siamo intenzionati a fare tutti insieme”.
Per quanto riguarda il rapporto tra Fini e Berlusconi crede ci sia stato qualche momento di tensione?
“Non ho avuto questa impressione. Basta leggere le dichiarazioni fatte da Berlusconi oggi. Vedo coesione sullo spirito dell’iniziativa di Fini anche da parte degli esponenti di Forza Italia”.
Qualcuno ha scritto che Berlusconi avrebbe voluto parlare con Fini prima che facesse quelle dichiarazioni sull’immigrazione.
“Il ruolo del Presidente della Camera è istituzionale e non politico. Non vedo per quale ragione Fini avrebbe dovuto chiamare Berlusconi. Anche io, prima di vedere le dichiarazioni di altri esponenti del Pdl, avevo detto ad un quotidiano che Fini aveva ragione. Anche perché gli emendamenti presentati erano incompatibili con il decreto salva crisi. L’emendamento della Lega era fuori luogo”.
Ha trovato sincere le risposte alla lettera di Gianfranco Fini, che ha affrontato temi che hanno sempre trovato l’ostilità dell’Anm come la separazione delle carriere?
“Bisogna vedere se alle parole seguiranno i fatti. Non mi illudo. Le dichiarazioni del Presidente dell’Associazione nazionale magistrati Luca Palamara sono di disponibilità. Sono rimasto sorpreso positivamente perché questa apertura non c’era mai stata. Nutro i miei dubbi su questa disponibilità. Sulla riforma della giustizia penale si potrà trovare la collaborazione con il Pd. Ma non mi illudo che l’opposizione collabori con noi in quelle che consideriamo le riforme di sistema della giustizia”.
Lei vede un clima migliore da parte degli esponenti del Pd o pensa che il loro atteggiamento sia indotto da altre polemiche?
“Può anche darsi che questo atteggiamento sia anche indotto da altri fattori esterni come le indagini come quelle che riguardano esponenti del Partito democratico, i quali hanno fatto capire come certe iniziative della magistratura possono colpire chiunque. Anche esponenti del Pd ed esponenti del partito di Veltroni che non c’entrano nulla”.