martedì 13 gennaio 2009

Il Pd è organizzato male

Intervista a Francesco Boccia
Voce Repubblicana del 14 gennaio 2008
di Lanfranco Palazzolo

Il Partito democratico è organizzato male. Lo ha spiegato alla “Voce Repubblicana” l’onorevole Francesco Boccia del Partito democratico.
Onorevole Boccia, cosa ne pensa dell’appello del segretario del suo partito che propone una tregua interna fino alle prossime elezioni europee?
“Non manca molto alla scadenza delle prossime elezioni europee. E sarebbe un bene andare avanti senza polemiche. Dobbiamo partire da questo mese. Penso che ogni esponente e militante del partito debba lavorare sul territorio evitando altre polemiche. Poi dopo le prossime elezioni europee tireremo le somme”.
Quali sono state le carenze della segreteria di Veltroni?
“Secondo me, il nodo irrisolto è stato questo parziale tentativo di rinnovamento malriuscito sul piano organizzativo. Nel partito ci sono quattro responsabili organizzativi che dovrebbero occuparsi di cose diverse. Invece sono li a guardare quello che fanno gli altri. Sto parlando di Paolo Fioroni, di Maurizio Migliavacca, di Goffredo Bettini e lo stesso Andrea Orlando. Quest’ultimo era il originariamente il responsabile dell’organizzazione. Orlando era stato considerato come il miglior risultato possibile in un ruolo come quello. Oggi Andrea, fa il portavoce del partito. Credo che la sua freschezza avrebbe garantito meglio e tutti se fosse stato nel partito come responsabile organizzativo. Purtroppo ai proclami non sono seguiti i fatti. Lo abbiamo visto in questi mesi e durante la formazione delle liste alle elezioni politiche. Infatti, le liste sono state fatte da chi nei fatti si è impossessato del partito. Questo non ha nulla a che vedere con quello che ha fatto il partito come la manifestazione del 14 ottobre e le elezioni primarie. Credo che lo schema organizzativo scelto assomigli molto a quello del vecchio Partito popolare. Veltroni si è affidato a questo modello organizzativo”.
Ci sono stati problemi di carattere finanziario nel partito dopo la polemica…?
“No, la fermo subito. Guardi, i partiti politici non sono mai stati ricchi come in questo periodo. Se può esserci stato un problema finanziario questo si è verificato prima delle elezioni. Il partito è diventato autonomo dalle elezioni politiche del 2008. oggi i partiti sono troppo ricchi. Questo discorso vale anche per l’Italia de Valori. Poi ci sono anche i due vecchi partiti: la Margherita e i Democratici di sinistra che devono ancora completare il loro percorso di fusione. Il Pd ha risorse e sono adeguate. Il partito è ricco a Roma, nei capoluoghi di Regione e povero nelle province e nei circoli cittadini. Basta andare in qualsiasi circolo di provincia per capire che il partito non ha risorse mentre altre sedi di partito sembrano degli Show-room. Questo è un temo da affrontare. Ma da questo punto di vista difendo Veltroni”.

Auguri a L'EXPRESS

"Il settimanale "L'EXPRESS" è giunto al 3001 numero. Sono sempre stato un ammiratore di questo settimanale perchè rappresenta qualcosa che ho sempre amato: la sinistra anticomunista. In Italia non c'è una sinistra anticomunista perchè si è sempre pensato che questa dicotomia andasse negata. Ma quando ripenso al coraggio di Pierre Mendes-France, al quale il settimanale si ispirava, mi chiedo dove siano la sinistra ideogica e le sue battaglie. Per onorare questo grande settimanale ho pensato di postare qui una fotografia di questo grande settimanale. In questa foto vediamo il co-fondatore de "L'EXPRESS" Jean Jacques-Servan Schreiber (a sinistra) con Françoise Giroud (a destra). Al centro lo scrittore Françoise Mauriac. I tre si trovano nella redazione del giornale La foto è bellissima perchè i due fondatori del giornale si trovano intorno ad un personaggio diversissimo da loro, che ha contribuito a fare la storia del giornale, e sorridono".

Ritroviamo la politica "alta"

Intervista a Vittorio Prodi
di Lanfranco Palazzolo
Il Tempo del 13 gennaio 2009
Per uscire da questa crisi il Pd ha bisogno di impegnarsi sui problemi veri. Spero che ci si arrivi presto. Almeno è quello che si augura Vittorio Prodi, fratello di Romano ed europarlamentare del gruppo liberale (Alde) che si dice «preoccupato» per la situazione nel Pd.
Professor Vittorio Prodi, ha visto quanti consensi per suo fratello. La popolarità di Romano Prodi è intatta?
«Sì, io non ho mai avuto dubbi a questo riguardo».
Come pensa sia stato guidato il Pd in questo periodo?
«Mah... Sono preoccupato. Ho ascoltato le osservazioni di Walter Veltroni che ha chiesto unità al partito fino alle prossime elezioni Europee. Questo è un problema. Spero che si riesca ad andare avanti».
Oggi D'Alema ha detto che si è perso troppo tempo per demonizzarlo.
«Non ho seguito questa polemica. È necessario cominciare a parlare di politica alta. Ho sempre pensato che l'alta politica si realizzi con l'impegno sui temi reali che i partiti devono affrontare. Visto dal mio punto di osservazione di Strasburgo, credo che sia necessario impegnarsi sui temi del riscaldamento globale e del cambiamento climatico. Nel mio piccolo faccio questo. Mi occupo di quelle cose che esigono un cambiamento di civiltà. Ecco, nel mio piccolo mi occupo di questo. Voglio suggerire al Pd che dobbiamo capire come il cambiamento debba essere la ragione della nostra unione politica. Dobbiamo impegnarci per questo. Il Pd ha bisogno di convergenze culturali. Spero che ci si arrivi presto».
Si ricandiderà alle Europee?
«Ho fatto sapere al partito di essere disponibile ad andare avanti. Penso che il partito troverà i modi per rispondere a questo».
Andrebbe nel gruppo del Pse?
«Tutti i gruppi parlamentari a Strasburgo sono superati. Mi riferisco ai popolari europei, ai socialisti e ai liberali perché ragionano con una mentalità del 1800. Dobbiamo andare ben oltre. La risposta non può che essere un rimescolamento della composizione degli attuali gruppi parlamentari europei».
Suo fratello cosa dice di questi complimenti che riceve? Cosa farà?
«Mi ha detto che questi complimenti gli fanno molto piacere. Ma questa è una domanda che non dovete certo rivolgere a me».
Qual è stato l'episodio recente nel Pd che le ha dato più fastidio...
«Preferisco non commentare queste cose. Dobbiamo concentrarci sulle ragioni per le quali siamo nati. Il resto mi interessa poco perché sembrano solo dei fatti personali. Dobbiamo superare certe cose».
Che giudizio politico darebbe di Veltroni?
«Non ho mai messo in discussione Veltroni, che resta il segretario. Adesso deve restare lì ed essere messo nelle condizioni di lavorare. Il partito ha i suoi incontri statutari nei quali si dovranno decidere gli eventuali cambiamenti. Dobbiamo renderci conto che gli argomenti veri della politica non sono quelli che si discutono in Italia. Dobbiamo impegnarci per la speranza».