mercoledì 14 gennaio 2009

"Liberazione" da Rifondazione

Intervista a Graziella Mascia
Voce Repubblicana del 15 gennaio 2009
di Lanfranco Palazzolo

Dopo la vicenda di “Liberazione” è in corso un esodo dal partito. Lo ha spiegato alla “Voce Repubblicana” l'onorevole Graziella Mascia, ex parlamentare di Rifondazione comunista e dimissionaria dalla Direzione di Rifondazione.
Onorevole Mascia, come state vivendo la difficile situazione del partito e il cambio della guardia al quotidiano “Liberazione”?
“La stiamo vivendo con grande tristezza. Il rischio è quello di buttare un'esperienza straordinaria della sinistra. “Liberazione”, anche grazie al suo direttore Piero Sansonetti, è stato un collettivo politico r un luogo di relazioni che costituisce un patrimonio di relazioni esterne che – a mio avviso – costituisce un patrimonio per tutta la sinistra. Con queste operazioni si rischia di perdere tutto questo e di essere buttati a mare. Oggi c'è andato di mezzo Sansonetti ed è stato nominato un nuovo direttore. Il giornale è rimasto chiuso per due giorni. Credo che questo accade per la prima volta nella storia del giornale. L'azienda non è in grado di far uscire il quotidiano. Questo spiega tutto”.
Come si è comportata con il giornale la segreteria del partito guidata da Paolo Ferrero?
“Credo che il sindacato abbia molto da dire rispetto a questa gestione. Noi stessi, che siamo nel gruppo dirigente, abbiamo saputo le cose sempre a metà, dopo. Il Comitato di redazione e il sindacato è stato trattato peggio di noi. Conosco molto bene le relazioni sindacali perché ho fatto anche la rappresentante sindacale nella mia azienda. Prima di mettere in atto un piano di ristrutturazione, le organizzazioni sindacali dovrebbero essere le prime ad essere messe a conoscenza di un piano di ristrutturazione sindacale e le prospettive per l'azienda. Sono accadute tante cose ai vertici del giornale. E' stato deciso di sostituire il Consiglio di amministrazione con un amministratore unico, è stato deciso di cambiare il direttore. Non si sa più se il partito resterà l'unico proprietario. I criteri di rispetto delle relazioni sindacali non sono stati rispettati”.
Pensa che la scissione sia inevitabile dopo le dimissioni di Nichi Vendola dalla Direzione del partito?
“Qui il discorso è più complesso e va oltre la situazione del giornale del partito. 'Liberazione' è un passaggio importante perché non è più il cambio di un direttore, ma la cancellazione di un pezzo di storia del giornale. Uno strappo di questo tipo è pesante. Per questa ragione mi sono dimessa anche io dalla Direzione del partito perché è mancato totalmente l'ascolto nel partito da parte della segreteria nei nostri confronti”.
Si aspettava questo pugno di ferro da parte di Ferrero?
“I progetti sono diversi e lo avevamo detto anche al congresso del partito. Il termine scissione è sbagliato perché oggi da questo partito è in corso un esodo”.