sabato 17 gennaio 2009

Appuntamento domani con Paolo Romani

Aspettando Barack Obama

-3 Days
Barack Obama si tiene il BlackBerry: sarà il primo presidente degli Stati Uniti dotato di cellulare. Gli inquilini della Casa, per ragioni di sicurezza e privacy, da sempre non rispondono direttamente né alla posta elettronica né possiedono telefoni cellulari. Obama, rivoluzionario per molti aspetti, ha voluto rompere anche con questa tradizione. "Non voglio essere chiuso in una bolla", ha detto in un'intervista concessa a Cnn. Obama ha spiegato di voler essere sicuro che le persone continuino a poterlo contattare . "Se agisco in modo stupido voglio che la gente di Chicago, o di altre città, mi dica: che stai facendo? Hai perso il contatto con la realtà". Per non perdere la misura delle cose, Obama ha ricordato l'importanza di sentire il parere di altre persone oltre a quello dei suoi più stretti collaboratori. "Voglio che la gente possa mandarmi un messaggio e dirmi che cosa secondo loro sta accadendo in America".

Michele è intollerante

Intervista ad Angelo Guglielmi
Il Tempo del 17 gennaio 2009
Di Lanfranco Palazzolo
Pagina 3 (a destra Angelo Guglielmi)

Il servizio pubblico deve essere obiettivo nell'informazione. Ma Santoro aveva il diritto di condurre la trasmissione come voleva. Lo spiega Angelo Guglielmi, ex direttore di Raitre che lanciò Michele Santoro alla fine degli anni '80 con la trasmissione Samarcanda.
Dottor Guglielmi, ha visto cosa è successo ieri ad “Annozero”?
“Si, mi hanno raccontato. Ma non ho visto la trasmissione di ieri sera. Ho letto i resoconti dei giornali e mi hanno raccontato quello che è accaduto”.
Cosa ne pensa della lite tra Lucia Annunziata e Michele Santoro? Qualcuno ha parlato di sinistra che scoppia....Come interpreta questa lita tra i due giornalisti che hanno lavorato con lei a Raitre?
“Guardi, da ex direttore ho lavorato con la Annunziata e con Santoro. Sono stato io a portare la Annunziata in televisione con “Linea tre”. Da quello che ho letto mi pare che Santoro non avesse torto a dire che la Annunziata era stata invitata in qualità di ospite e non per giudicare la conduzione. Lei doveva rispondere alle domande che le erano state sottoposte. Da questo punto di vista – almeno formalmente – sembrerebbe aver ragione Santoro”.
Allora lei si schiera dalla parte di Santoro? Ma non crede che faccia quello che vuole in Rai?
“Capisco anche l'imbarazzo della Annunziata che si trovava in un ambiente che le era estraneo e nel quale non si identificava perché mi pare che la Annunziata abbia rimproverato alla trasmissione di essere troppo filopalestinese e anti israeliana. La Annunziata non condivideva quel contesto. E questo l'ha indotta a interrompere la sua presenza. Ma quello che le ha detto Santoro era incontestabile. La risposta di Santoro alla Annunziata mi è parsa corretta. Io non la conosco. Ma è come se io mi permettessi di criticare il suo articolo. Mi pare che dal suo tono lei sia particolarmente critico verso Santoro. Però lei mi fa una domanda. E io posso risponderle. Io posso non condividere l'impostazione del suo giornale. Ma io le rispondo”.
Sì, ma io non faccio scappare il mio interlocutore come è successo con Clemente Mastella o come è accaduto con la Annunziata giovedì. Però non crede che ad una trasmissione giornalistica si debba chiedere obiettività come primo requisito? E come la mettiamo con le critiche?
“Non ho visto la trasmissione...”.
Lei è stato direttore di Raitre. Stavo parlando del principio che dovrebbe ispirare ogni trasmissione di informazione giornalistica.
“Sono d'accordo che le trasmissioni debbano essere obiettive e non debbano essere di parte, tranne le televisioni di parte. Alludo alle televisioni private. La televisione pubblica deve essere assolutamente obiettiva e deve portare il proprio punto di vista accompagnato da quello opposto. Così il telespettatore potrà ricavare le conclusioni che crede”.
Da direttore di rete se lo terrebbe questo Santoro che alla fine della trasmissione accusa la politica dicendo che non ha fatto niente?
“Per forza. Durante la mia direzione c'erano continue polemiche con 'Samarcanda' e poi con il 'Rosso e il nero'. Non è un caso che fu cacciato dalla Rai”.
Certo, ma l'editto bulgaro risale al 2002. Ma fino all'anno precedente Santoro faceva un giornalismo aggressivo e diverso da questo che lo portò anche ad essere contrattualizzato con Mediaset conducendo “Moby Dick”. Oggi, invece, alla fine della trasmissione critica la politica sul MO dimenticando il suo ruolo di giornalista.
“Santoro è quel che è: un grande giornalista. Io lo terrei anche se è un giornalista molto duro e poco tollerante. Più che un giornalista di parte è intollerante. E gli piace una schiettezza brutale. Per quanto riguarda il MO ha ragione Santoro che la politica mondiale, non solo quella italiana, non sta facendo niente. Altrimenti non vedremmo quello che sta accadendo”.
Se dovesse scegliere tra Santoro e la Annunziata un conduttore per la trasmissione di punta della sua rete che prenderebbe?
“Ai miei tempi lavoravano insieme. Li terrei tutti e due. Con loro la rete ha avuto dei grandi successi lavorando in due trasmissioni diverse. Alludo a 'Temporeale' e a 'Linea tre'. Quindi non rinuncerei a nessuno dei due”.