sabato 31 gennaio 2009

Partiti superficiali sui disabili

Intervista ad Ileana Argentin
Voce Repubblicana, 30 gennaio 2009
di Lanfranco Palazzolo

I partiti presenti in Parlamento hanno dimostrato la loro superficialità nel dibattito alla Camera sulla disabilità. Lo ha detto alla “Voce Repubblicana” l’onorevole Ileana Argentin del Partito democratico.
Onorevole Argentin, mercoledì scorso la Camera ha affrontato il dibattito sulle iniziative a sostegno dei diritti delle persone con disabilità? Il 3 dicembre scorso cadeva l’anniversario della giornata annuale sulla disabilità. Crede sarebbe stato meglio svolgere il dibatto in quei giorni?
“Ho trovato la scelta di tenere il dibattito solo oggi di una grande superficialità. Da parte di tutti i partiti politici c’è stato un chiacchiericcio su questo tema importantissimo. La cosa più vergognosa è che non si è trovata la quadra in Commissione Affari sociali. E quindi ogni partito ha presentato la sua mozione. Trovo che questo sia indecente dal momento che si è vista una diversità tra un partito e l’altro – non rispetto ai temi – ma proprio per il fatto di appropriarsi di una parte di consenso de parte dei disabili. Quella che si è visto mercoledì scorso alla Camera è stata una sorta di bagarre sulle barriere architettoniche, sull’accessibilità delle strutture ai disabili”.
Quale pensa sia stato l’errore che hanno commesso i gruppi parlamentari in questo dibattito?
“Nessuno ha preso in considerazione la vera disabilità, quella delle persone non autosufficienti e si sia pensato solo a quella del biondino con gli occhi azzurri che sta in carrozzella per un incidente. Non voglio creare una guerra tra disabili, tuttavia trovo indecoroso che non sia stata detta una parola sul ritardo cognitivo e mentale delle persone disabili. Come deputato del Pd ho firmato la mozione Livia Turco perché in quanto affrontava i temi della disabilità più razionalmente degli altri gruppi. Inoltre, noi abbiamo trattato del tema dei fondi da destinare per questa spesa sociale. Mi sembra che gli altri gruppi abbiano occultato questo tema, non rendendosi conto che i servizi costano. Se non parliamo di questo continueremo a non far nulla”.
In qualche mozione si è sottolineata che in molti casi non si è prestata particolare attenzione al tema della disabilità femminile.
“Le donne gridano meno degli uomini. Essere donna significa trovarsi in un contesto di debolezza. Nel mondo dell’handicap è sempre la moglie, la madre o la sorella che assiste. E quindi l’utente donna ha un mondo a se che l’aiuta. Non voglio alimentare una guerra sessista, ma credo che il trattamento sia diverso. Alle donne disabili – ad esempio – viene imposto il pannolone prima che agli uomini che non vogliono mettere in discussione la loro virilità. Trovo che sulla disabilità non esistono grosse differenze, ma grossi compromessi. E le donne li accolgono quasi sempre”.