lunedì 2 febbraio 2009

Non emarginiamo quei partiti

Voce Repubblicana, 3 febbraio 2009
Intervista a Pino Pisicchio
di Lanfranco Palazzolo

Non dare una rappresentanza parlamentare ai partiti della sinistra e della destra significa spingerli verso pericolose frange di estremismo. Lo ha detto alla “Voce Repubblicana” l’onorevole Pino Pisicchio, dell’Italia dei Valori, che si dichiara contrario alla riforma della legge elettorale per le elezioni europee.
Onorevole Pisicchio, qual è la sua opinione sul tentativo di modificare la legge elettorale per le europee?
“Sono contrario allo sbarramento per la riforma della legge elettorale per le europee. Spero che il mio partito decida di percorrere la strada della difesa delle prerogative di tutti i cittadini e di tutte le culture politiche italiane. In Europa non esprimiamo un governo, ma una rappresentanza. Non c’è nessuna ragione per cui si debbano innalzare degli sbarramenti che farebbero fuori almeno 4 o 5 forze politiche significative. Parlo di tutta l’area della cosiddetta sinistra radicale, che non avrebbe più voce, e anche l’area della destra radicale”.
I sostenitori di questa legge parlano di bipolarismo da difendere?
“Ma quale bipolarismo! In Europa esistono una dozzina di gruppi parlamentari che raccolgono varie anime e culture della realtà politica dei 27 paesi dell’Unione europea. Non credo che il bipolarismo politico italiano guadagni qualcosa di più se facessimo fuori tutti questi partiti. Non capisco che senso abbia far fuori Francesco Storace o Rifondazione comunista”.
Quali rischi vede in questo tentativo?
“Commetteremmo un grave errore perché spingeremo delle forze politiche verso aree limitrofe di una protesta estrema. L’esito di questo avvicinamento non è prevedibile. I grandi partiti politici italiani pensano solo all’utilità domestica di questa legge”.
Riesce ad interpretare il comportamento di Berlusconi sulla legge elettorale europea?
“La tattica di Berlusconi è stata sinusoidale rispetto a questa vicenda. Questa operazione non sarebbe giunta a compimento se non ci fosse stata la condivisione politica dell’Udc e del Pd. Berlusconi è stato molto abile. Non possiamo non riconoscerlo. Ma vorrei rivolgermi all’opposizione chiedendo della minoranza se è giusto decidere la sorte dei partiti che non sono presenti in Parlamento”.
Circola la voce che nella nuova legge elettorale per le europee sarebbe previsto un rimborso elettorale ai partiti che otterrebbero l’1%.
“Questo significa esprimere una valutazione di tipo patrimonialistica della politica. In altre parole si direbbe ai partiti esclusi dal parlamento europeo: ‘non vi preoccupate, vi facciamo avere qualche soldo’”.
Pensa che l’Udc sia davvero convinta di questa riforma?
“Ho condiviso la battaglia dell’Udc sulle preferenze. Loro non si sono opposti alla soglia di sbarramento. Loro si sentono sicuri di ottenere il 4%. Ecco perché non si sono scomposti”.

Separati alla nascita


Nella prima immagine la foto di Carlo Pisacane, alias Capannelle, sotto l'ex deputato ulivista e giornalista Federico Orlando.

Separati alla nascita


Nella foto sopra potete ammirare l'autorevole giornalista Magdi Allam e sotto il cantante poi giornalista Paolo Occhipinti noto con lo pseudonimo di John Foster, interprete della celeberrima "Amore Scusami" (1964).

Medvedev riceve Barbapapà


Il Pd non deve fare quella legge

Intervista a Francesco Boccia
Il Tempo del 2 febbraio 2009
Di Lan. Pal.

Ora dobbiamo essere uniti. Ma il Pd non deve appoggiare riforma per la legge elettorale per le europee. Lo pensa l'onorevole Francesco Boccia del Pd.
On. Boccia, D'Alema ha detto che nel Pd le cose non vanno.
“In vista delle elezioni europee dobbiamo essere compatti. A differenza del Pdl, il Pd ha una maggioranza e una minoranza. Noi abbiamo una discussione vera e franca. D'Alema pensa che la strategia del Pd non sia compatibile gli obiettivi che il partito si era dato”.
Pierluigi Bersani è candidato alla guida del Pd?
“No, penso che in questo momento non ci sia nessuna candidatura. La fase congressuale inizierà dopo le europee secondo quanto stabilito dallo statuto. E vedremo se ci sarà un progetto alternativo”.
D'Alema dice che è un errore sostenere lo sbarramento al 4% per le europee.
“Il Pd non deve fare questa legge. Noi siamo l'opposizione. Questa legge elettorale non è la priorità del paese e degli italiani. D'Alema pone il problema delle strategie del partito rispetto alle alleanze. La legge elettorale per le europee va bene per i partiti romani, ma non per altre realtà. Deve esserci una discussione franca”.
Il Pd ha affrontato la questione morale?
“Veltroni ha dato l'anima e ha cercato di fare il possibile. Gli elettori dovranno dire se lo ha fatto. Credo che ci sia un problema di etica in alcune classi dirigenti del Pd. Il problema non è Veltroni, ma la linea presa in alcune occasioni”.