lunedì 16 febbraio 2009

Stupri: il "patatrac" della giustizia italiana

Intervista al sottosegretario all'Interno
Francesco Nitto Palma
Voce Repubblicana del 17 febbraio 2009
di Lanfranco Palazzolo

Ci vogliono pene più severe nei confronti degli immigrati che non rispettano l’ordine di allontanamento dal territorio italiano. In questo modo si eviteranno stupri come quelli che la cronaca ci ha raccontato in questi giorni. Lo ha detto alla “Voce Repubblicana” il sottosegretario all’Interno Francesco Nitto Palma.
Onorevole Nitto Palma, cosa pensa di questa ondata di violenza contro le donne?
“I dati ci dicono che c’è un’oggettiva diminuzione della delittuosità in Italia. Questo significa che l’azione di contrasto messa in atto dalle forze dell’ordine è estremamente positiva. L’altro dato è che negli ultimi tempi vi è stata una recrudescenza di stupri e di violenza carnale. Questi reati sono commessi da stranieri clandestini”.
Da magistrato aveva affrontato casi simili?
“Per 25 anni ho fatto il magistrato in procura. Non ricordo una reiterazione di questo reato come quella di questi ultimi giorni. La violenza carnale per strada che abbiamo visto negli episodi di questi giorni, commessi da extracomunitari, non è mai entrata nella mia esperienza di lavoro. Non voglio dire che gli italiani siano immuni da questo reato. Voglio solo ricordare che episodi così efferati sfuggono alla mia esperienza sulla delittuosità italiana e appartengono ad una delittuosità straniera”.
Con quali mezzi si combatte questa delittuosità?
“La polizia riesce sempre a fermare questi criminali. Ma dopo che la polizia li ha arrestati succede il ‘patatrac’. Prendiamo il caso del tunisino arrestato a Bologna per stupro. Quest’uomo era stato condannato due volte e aveva ricevuto l’ordine di allontanarsi dall’Italia, ma era rimasto nel nostro Paese. Dobbiamo metterci in testa che l’espulsione dell’immigrato deve essere vera. Per questo devono essere potenziati gli accordi con i paesi di provenienza. In ogni caso non possiamo continuare ad immaginare che la violazione dell’ordine di allontanamento sia qualcosa che costi, dal punto di vista della sanzione penale, tanto poco quanto costa adesso. Per questa ragione è necessaria una condanna severa a 6 anni di reclusione”.
Perché è difficile l’espulsione degli immigrati irregolari?
“In molti casi non si riesce a risalire alla provenienza del soggetto. Al Senato è caduta una norma sui 18 mesi di permanenza nei centri di espulsione permanenti - in linea con le norme europee – che era funzionale all’identificazione dei soggetti e alla loro espulsione dai paesi di provenienza con l’accompagnamento”.
Cosa pensa dell’operato della magistratura?
“La magistratura è un ordine indipendente. Ma dobbiamo metterci in testa che certe decisioni buoniste nei confronti di certi reati sono un danno. Bisogna evitare certe scarcerazioni facili. Nella quantificazione della pena il giudice non deve partire dal minimo. Questo è un errore”.

Hillary Clinton intona "O sole mio" a Tokio