martedì 17 febbraio 2009

Un piano da affrontare subito

Intervista a Riccardo Perissich
Voce Repubblicana del 18 febbraio 2009
di Lanfranco Palazzolo

I produttori del settore automobilistico devono avviare un piano simile a quello siderurgico voluto nel 1978 dal Vicepresidente della Commissione Cee Etienne Davignon. Lo ha detto alla “Voce” Riccardo Perissich, ex alto funzionario della Commissione Cee e collaboratore di Altiero Spinelli. Perissich è autore de “L’Unione europea, una storia non ufficiale”, pubblicato con Longanesi che si avvale della prefazione del Presidente della Repubblica Giorgio Napolitano.
Riccardo Perissich, da mesi si parla di un piano europeo specifico per il mercato dell’auto. Lei ha scritto un articolo sul “Corriere” del 12 gennaio scorso nel quale ha evocato il piano di salvataggio del mercato siderurgico di Etienne Davignon. Che fare?
“Oggi i paesi dell’Unione europea si trovano davanti alla necessità di avviare un processo per salvaguardare il settore dell’industria automobilistica. Sarà un percorso lungo. Il primo problema immediato da affrontare è quello di permettere alla Commissione europea di prendere il controllo della situazione. Trovo molto giusta la proposta avanzata il 12 febbraio scorso da Emma Bonino e Giuliano Amato sul ‘Financial Times’ di cominciare con la creazione di un gruppo di alti responsabili nazionali intorno alla Commissione per lanciare un effettivo coordinamento per gli aiuti al settore dell’auto. Ma questa scelta non dovrebbe affatto condizionare la Commissione europea, la quale deve essere l’organo che decide”.
Quale rapporto dovrebbe avere la Commissione europea con le industrie europee di automobili?
“L’istanza esecutiva dell’Unione europea dovrebbe istituire un tavolo di confronto permanente con i costruttori. Le idee di risanamento dell’industria automobilistica non devono giungere dai singoli Governi, ma dalle industrie costruttrici. Altrimenti ci troveremmo di fronte a scelte di tipo politico. E poi è necessario che i costruttori siano aiutati a far convergere le loro analisi sulla crisi. Per ora non mi sembra che questo stia accadendo in maniera sufficiente. Probabilmente i disaccordi con le case automobilistiche, che hanno accompagnato le recenti decisioni, sui cambiamenti climatici del Co2 hanno creato tra i costruttori un clima di rivalità e di scarsa comprensione. Ecco perché è importante rimettere in moto un meccanismo di discussione e di concertazione tra le case automobilistiche in Europa”.
Qual è l’errore da evitare se il piano di salvezza del mercato dell’auto dovesse partire?
“Penso che si debba evitare di escludere dal tavolo di consultazione delle case automobilistiche i produttori extraeuropei. Negli Stati Uniti non lo hanno permesso. E questo è stato un grave errore. Mi auguro che i gruppi automobilistici americani e giapponesi partecipino a questo tavolo con gli altri produttori dell’Unione europea”.

Ha perso



Se fossi stato Renato Soru non mi sarei (ri)candidato alle elezioni regionali in Sardegna. Quando circolano manifesti elettorali come quelli qui sopra c'è poco da stare allegri. Allora è meglio occuparsi di altro. In fondo la Sardegna offre tante opportunità adesso che Soru non c'è più...

Davignon, basta la parola

L'Unione europea riscopre il Piano del Visconte Etienne Davignon? Radio Radicale, 16 febbraio 2009. Intervista a Riccardo Perissich, di Lanfranco Palazzolo
(A destra E. Davignon)

In questa intervista rilasciata al sottoscritto, Riccardo Perissich commenta l'articolo pubblicato lo scorso 12 febbraio da Giuliano Amato e da Emma Bonino sul "Financial Times" dal titolo "Salviamo il mercato interno". Un mese prima, il 12 gennaio, lo stesso Perissich aveva pubblicato sul "Corriere della Sera" un articolo nel quale chiedeva una riproposizione attualizzata del piano del commissario belga Etienne Davignon che, alla fine degli anni '70, portò alla ristrutturazione dell'industria siderurgica della Comunità economica europea. Ricordiamo che Perissich è autore de "L'Unione europea, una storia non ufficiale", edito da Longanesi con la prefazione del Presidente della Repubblica Giorgio Napolitano. Perissich è stato alto funzionario della Commissione Cee e ha collaborato con i commissari CEE Altiero Spinelli e Antonio Giolitti.
Chi è Riccardo Perissich?
Dopo una prima esperienza in Italconsult S.p.A, dove rimane dal 1962 al 1964, nel 1966 diventa il Responsabile degli studi sulle Comunità europee dell'Istituto Affari Internazionali di Roma e successivamente è nominato Vice Direttore dell’Istituto.
Nel 1970 passa ad operare nell’ambito della Commissione delle Comunità Europee. Fino al 1986 ricopre la funzione di Capo di Gabinetto per quattro Membri della Commissione; nello stesso anno assume l’incarico di Vice Direttore Generale della DG Mercato Interno e Affari Industriali e, in quella veste, coordina per la Commissione Europea il programma di completamento del Mercato Unico. Nel 1990, diventa Direttore Generale della DG Industria, posizione che mantiene fino al passaggio in Pirelli S.p.A nel 1994. Dal 1994 al 2001 è Direttore Affari Pubblici ed Economici di Pirelli S.p.A e siede nel Consiglio di Amministrazione di questa Società. Dal 2001 coordina i rapporti istituzionali del Gruppo Pirelli. Dal 1° ottobre 2001 è il Responsabile della Funzione Centrale Public and Economic Affairs nel Gruppo Telecom Italia (dal 5 luglio 2006 Public and Economic Affairs and External Relations).
Dal 14 dicembre 2001 al 5 maggio 2003 è membro del Consiglio di Amministrazione di Telecom Italia Mobile. Dal 4 settembre 2002 è Presidente Seat Pagine Gialle (ora Telecom Italia Media). Attualmente è anche Membro del Consiglio Direttivo di Confindustria e di Assolombarda, Membro del Comitato di Presidenza di Assonime, Vice Presidente dell’Unione Industriali e delle imprese di Roma, dell’Assoimmobiliare e della Federazione Radio e Televisioni, Consigliere di Amministrazione dell’Enciclopedia Treccani, Consigliere e Membro del Comitato Esecutivo dell’Ispi, Membro dell’International Institute for Strategic Studies (Londra), dell’Istituto Affari Internazionali (Roma) e dell’Aspen Institute Italia (Roma).