mercoledì 18 febbraio 2009

Il metodo sbagliato del Pd

Intervista a Vincenzo Vita
Voce Repubblicana del 19 febbraio 2009
di Lanfranco Palazzolo

Il metodo per realizzare questa riforma elettorale per le elezioni europee è stato sbagliato. Lo ha detto alla “Voce Repubblicana” il senatore Vincenzo Vita (Pd).
Senatore Vita, lei è uno dei pochi parlamentari del Partito democratico ad essersi espresso non positivamente verso la riforma elettorale per le prossime elezioni europee. Perché non condivide questa riforma?
“Innanzitutto voglio esprimere il mio sgomento per il metodo che è stato utilizzato per fare questa riforma. In Italia, il tema delle regole viene catalogato come un punto da trattare come ‘varie ed eventuali’. A pochi mesi da un’importante scadenza elettorale vengono cambiate le regole. Questo equivale a dire che le regole valgono poco al di la di chi ne beneficia. Mettere lo sbarramento al 4% per la legge elettorale per le europee è un errore perché non esiste omogeneità di leggi elettorali nel sistema politico italiano. Questa riforma sarebbe stata accettabile mesi fa e non oggi quasi alla vigilia del voto. Quindi il problema che abbiamo di fronte è di metodo: si arriva a ridosso delle elezioni europee con un’improvvisa mutazione delle sue regole. La riforma è opinabile visto che il Parlamento europeo non è luogo di Governo, ma di rappresentanza”.
Quanti emendamenti avete presentato alla riforma?
“Ne abbiamo presentati alcuni. Devo dire che la presidenza ne ha dichiarati inammissibili un paio nei quali venivano fatte alcune considerazioni. Visto che siamo vicini alle elezioni il numero di firme per presentare la lista doveva essere abbassato. Inoltre abbiamo chiesto che la percentuale del 2% potesse essere necessaria per ottenere il finanziamento pubblico. Credo che con questa riforma abbiamo perso l’occasione per tessere il filo del dialogo con la sinistra”.
Viste le dimissioni di Walter Veltroni dalla segreteria del Pd l’accordo poteva essere rimesso in discussione?
“Era difficile fare questo passo. A questo punto l’atteggiamento dei gruppi parlamentari era di piena condivisione del provvedimento. Io, insieme ad altri, non voterò per questa legge”.
Chi altro nel Pd, oltre ai radicali e a Luciana Sbarbati, è contrario a questa riforma?
“La sinistra del partito democratico, che non ha una grande rappresentanza parlamentare. Agli emendamenti presentati si è aggiunta la firma di Paolo Nerozzi. Adesso vedremo con quale forma ci esprimeremo nel voto finale alla riforma”.
Crede che sia un errore fare questa riforma in due tempi? Il Pd e il Pdl hanno già annunciato che dopo le europee questa legge sarà ancora modificata.
“Questo è molto italiano. Si pensa una cosa e mentre la si realizza si pensa a come cambiarla. Non amo questo modo di legiferare perché rende tutto molto incerto. Non si deve scherzare su questi temi quando questi argomenti riguardano le regole”.

Secondo voi si è dimesso davvero?


Una giornata al Senato con Saracco e Garibaldi

Oggi ho passato una giornata di lavoro al Senato mentre era in corso il dibattito sulla riforma della legge elettorale per le elezioni europee. Nel corso della mia permanenza alla Camera alta il 17 febbraio ho immortalato i busti di Giuseppe Saracco e di Giuseppe Garibaldi. Ma torniamo alle cose che contano. La giornata politica di martedì è stata caratterizzata dalle dimissioni di Walter Veltroni. Tuttavia, nonostante il drammatico evento mi sono occupato dei lavori parlamentari che sono andati via con una certa tranquillità. Mi ha sorpreso la sonnolenza dei lavori che ha accompagnato l'illustrazione degli emendamenti sulla riforma della legge elettorale per le europee. Ma andiamo con ordine. Al mio arrivo ho intervistato Luciana Sbarbati (Pd), poi è stata la volta della senatrice Francesca Marinaro (Pd) sul dopo elezioni in Israele, ho girato l'angolo e il sottosegretario agli Interni Francesco Nitto Palma mi ha detto cosa farà il Governo contro gli stupri. Maria Ida Germontani (Pdl) mi ha parlato della riforma della legge elettorale per le europee, mentre Gianpiero D'Alia mi ha detto le ragioni del sostegno dell'Udc a questa riforma. Anche il Costituzionalista del Pd Stefano Ceccanti (Pd) mi ha raccontato perchè vuole questa legge elettorale. E infine Vincenzo Vita (Pd) mi ha illustrato le ragioni della sua non condivisione della riforma elettorale.