sabato 21 febbraio 2009

Omaggio a Jean-Michel Folon



Per anni mi sono chiesto di chi fosse la sigla iniziale delle trasmissioni di "Antenne 2" che guardavo la mattina tardi quando ero bambino. Quella sigla era attraente e curiosa. Oggi ho cercato il filmato di quella sigla e l'ho trovato scoprendo che era opera di Jean-Michel Folon che raggiunse il grande successo di massa proprio con quella sigla. Lo avrebbe meritato prima. Forza della televisione.

E' morto il micio "Socks"

Lutto in casa Clinton: "Socks" (Nella foto sopra al termine di una conferenza stampa contro i gatti antiamericani), ex gatto presidenziale e idolo dei media, è morto alla veneranda età di 18 anni. Mi ero occupato del gattone in un articolo pubblicato tempo fa sul Felino...., anzi sul Velino. Dal 2001 (anno nel quale Bill Clinton lasciò la Casa Bianca) il gatto nero dal muso e dalle zampe bianche viveva con la segretaria Betty Currie, che ne ha annunciato la scomparsa. "Socks ("Calzini") ha dato tanta felicità a Chelsea e a noi nel corso degli anni, così come a tutti i bambini e agli amanti dei gatti nel mondo: gli siamo riconoscenti", hanno dichiarato Bill e Hillary in un comunicato. Quelli alla Casa Bianca furono per "Socks" anni gloriosi ma anche difficili: dal 1997 dovette coabitare con "Buddy", cane presidenziale al quale dichiarò immediatamente guerra senza quartiere.

Separati alla nascita

Tracey Thorn degli "Everything but the girl"
Arisa, vincitrice delle Nuove proposte Sanremo 2009


Come distruggere i partiti in due mosse

Intervista a Stefano Ceccanti
Voce Repubblicana, 21 febbraio 2009
di Lanfranco Palazzolo

La riforma della legge elettorale europea si svolgerà in due tempi. Lo ha spiegato alla “Voce” il costituzionalista e senatore del Pd Stefano Ceccanti.
Senatore Ceccanti, perché avete voluto questa riforma della legge elettorale per le europee che prevede solo lo sbarramento al 4%?
“L’ipotesi di riforma che avevamo proposto riguardava anche l’aumento delle circoscrizioni elettorali per rendere più vicino il rapporto tra cittadini ed eletti. Resta aperto il problema della rappresentanza femminile nelle liste perché le norme incentivanti sono inefficaci. Io penso che se vogliamo delle riforme condivise e registriamo un consenso, pur limitato, l’ottimo finisce per essere un limite al bene. Per questo dobbiamo accettare il limite di una riforma a due tappe per colpire la frammentazione ed introdurre questa soglia di sbarramento che è pur sempre un punto di incontro salomonico tra il 3% che avevamo proposto e il 5% del Pdl. E subito dopo le elezioni europee rifletteremo a freddo sui nodi della riforma da affrontare e la completeremo”.
Pensa che sia un errore tagliare fuori dal voto almeno 3 milioni di cittadini?
“Questo è un ragionamento statico. Noi prendiamo con questa somma i partiti che erano sotto il 4% alle ultime elezioni politiche. Ma sappiamo che la riforma proporrà a queste forze politiche di aggregarsi. Infatti, in questi giorni si stanno già producendo significative aggregazioni. Per questo penso che il numero delle liste che otterrà meno del 4 per cento sarà molto limitato. E alla fine avremo un panorama di sei, sette forze politiche che superano il 4% e che semplificherà il quadro politico anche per la transizione italiana”.
Chi trae vantaggio da questa riforma?
“Non lo sappiamo chi ne trae vantaggio. Questo dipende dal voto espresso dagli elettori. Alle elezioni europee le persone votano molto liberamente. Noi abbiamo visto i risultati più strani alle elezioni europee. Non si sa a chi giovino. Ci sono anche altri paesi che hanno una soglia come la nostra. Qui non si tratta di scegliere tra un maggioritario puro o un sistema uninominale secco. La necessità di evitare la frammentazione è un dato comunemente acquisito”.
I gruppi parlamentari più colpiti da questa riforma saranno i liberali e i Verdi?
“Ripeto che questo non posso dirlo. Dipenderà dai risultati delle prossime elezioni europee”.
Nella nuova legge elettorale europea cambierà il numero delle preferenze?
“No quello resta come prima. In Sicilia e Sardegna resta una preferenza. Nelle altre regioni restano due o tre preferenze. Questo elemento non viene toccato dalla riforma”.
Avete pensato a dare una rappresentanza politica alla Sardegna?
“Questa regione ha un numero maggiore di abitanti della Sicilia e non esprime un eletto. Ci penseremo dopo le elezioni europee”.