mercoledì 25 febbraio 2009

Obama sta sbagliando sulla crisi bancaria

Intervista a Giuliano Cazzola
Voce Repubblicana del 26 febbraio 2009
di Lanfranco Palazzolo

Nei prossimi mesi faremo una grande fatica a risalire la china della crisi. Lo ha detto alla “Voce” l’onorevole Giuliano Cazzola (Pdl).
Onorevole Cazzola, dopo l’annuncio del Presidente degli Stati Uniti dell’ingresso dello Stato in Citigroup le borse internazionali hanno affrontato una giornata negativa.
“Sono molto preoccupato perché il nocciolo della crisi è negli Stati Uniti. Fino a quando non si riesce a dare fiducia nel sistema creditizio non si risolvono i problemi dell’economia mondiale. Questa non è solo una questione da affrontare in ambito nazionale. Nei prossimi mesi faremo una grande fatica per risalire la china e a comprendere quello che sta accadendo. Tutte le terapie che sono state tentate per la cura del sistema bancario, finanziario e internazionale hanno dato effetti molto limitati nel tempo. La vitalità che è stata restituita da queste misure è stata solo apparente prima del ritorno di nuovi crolli”.
Cosa pensa della strada della nazionalizzazione del sistema bancario?
“Questa non mi sembra una via da perseguire perché non risolve il problema. Io credo che la proposta del ministro dell’Economia Giulio Tremonti di comprare dei bond e dei titoli emessi da parte dello Stato sia una terapia intermedia rispetto alla prospettiva di nazionalizzazione delle banche”.
L’approccio degli Stati Uniti è diverso? Negli Usa si sta facendo strada l’idea dell’azionista di Stato che decide. Nemmeno in Italia siamo arrivati a pensare questo.
“Ho l’impressione che Barack Obama non stia affrontando al meglio la crisi del sistema bancario nel suo paese. Credo che il nuovo Presidente degli Stati Uniti debba affrontare questa crisi con maggiore prudenza”.
Pensa che il nostro sistema creditizio corra dei rischi? Si è detto che da noi ci sono meno rischi. La realtà delle cose è questa o dobbiamo porci altri interrogativi?
“Il punto di forza del nostro sistema bancario è quello di non essere solo un sistema di carattere commerciale, ma di avere in mano anche la gestione del risparmio. Sono convinto che il vero problema del sistema interbancario sia quello di aver perso la fiducia interna. Le banche non hanno fiducia le une rispetto alle altre perché non è chiaro quali siano i titoli tossici posseduti dai singoli istituti. E quindi si fa fatica ad avere quella fluidità e quella circolarità, quel dialogo tra istituti di credito che è indispensabile al sistema”.
La Banca d’Italia sta vigilando su quello che sta accadendo?
“Me lo auguro. La Banca d’Italia è una delle poche istituzioni delle quali possiamo fidarci. Non so se ci sono i poteri della Banca d’Italia per squarciare gli arcani del nostro sistema bancario. Il sistema bancario è il grande malato della crisi. Se i mercati non tirano è perché la gente non sa cosa succederà domani”.

Libri ritrovati e...occultati

Le finanze segrete del Vaticano.
di Lanfranco Palazzolo

Ieri sono stato proprio fortunato a trovare per la modica somma di 10 euro "Le finanze del Vaticano" (palazzi editore), uscito in Italia nel lontano 1969. Questo libro ha un grande valore perchè è uno dei pochi esempi dell'editoria anticlericale di quegli anni. Il volume è una straordinaria analisi su come lo Stato del Vaticano ha accumulato tesori incredibili utilizzandoli per propri fini e senza pensare ai bisogni dei più poveri. Ma di questo libro è interessante ricordare soprattutto la figura dell'autore. Corrado Pallenberg è stato senza dubbio un grande giornalista del Corriere della Sera e del Resto del Carlino negli anni del regime fascista. Pallenberg ha fatto la Resistenza nel Partito democratico clandestino del lavoro. Alla fine della guerra Pallenberg ha scritto per il "Sunday Telegraph" e per il "Daily Express" interesandosi alle questioni relative alla Chiesa. Da questa passione è nato nel 1959 "I segreti del Vaticano" (Palazzi editore) e poi le "Le Finanze del Vaticano". Allora era pià difficile che questi libri avessero un certo successo. I canali di comunicazione erano davvero pochi. Ma la costanza di Pallenberg ci ha permesso di venire a conoscenza degli affari della Chiesa del Concilio. Quindi grazie a Pallenberg oggi possiamo scoprire qual è stata la politica finanziaria della Santa Sede negli anni '60 e qual è stata la sua concezione degli affari tra il capitalismo liberista e il mondo comunista. Il titolo del post "Le finanze segrete del Vaticano" è un abile mix dei due libri di Pallenberg. Per farvi capire meglio la strapotenza ecclesiastica vi ho postato alcune foto del libro: nella prima foto sopra a sinistra, dopo la copertina del libro, trovate la torre della borsa di Montreal; sotto a questo scritto l'Hotel Watergate di Washington e infine il mitico Hotel Hilton di Roma. Tutte queste opere sono passate tramite il capitale azionario el Vaticano. Cercate e trovate il libro di Pallenberg ne vale la pena.

Schegge - 10 anni prima: la legge (mancata) sulla procreazione assistita

Dieci anni fa il centrosinistra cercò di far approvare una legge progressista sulla procreazione assistita. Il 25 febbraio del 1999 la Camera approvò un articolo del provvedimento che consentiva alle coppie di fatto la fecondazione. Non parteciparono a quella seduta numerosi esponenti politici del centrodestra come Berlusconi e Casini. Ma il Vaticano entrò in campo sgridando il Polo delle Libertà. I leader del centrosinistra non riuscirono a sfruttare quella superiorità parziale. L'arrabbiatura del Vaticano fu determinante perchè la legge sarebbe ritornata in aula a maggio per essere poi stravolta dai cattolici del centrosinistra e dal Polo. Solo nel giugno del 2000 la legge fu bloccata definitivamente al Senato dal centrosinistra che fece approvare degli emendamenti che avrebbero stravolto la legge, costretta a far ritorno in Commissione.