giovedì 26 febbraio 2009

Non sparate sui pianisti


Intervista a Gregorio Fontana
Voce Repubblicana del 27 febbraio 2009
di Lanfranco Palazzolo

La sconfitta dei “pianisti” costa alla Camera circa 400 mila euro. Lo ha detto alla “Voce Repubblicana” l’onorevole Gregorio Fontana (Pdl), segretario d’aula, il quale ci ha spiegato come cambieranno le votazioni dei deputati nel corso della sperimentazione del nuovo sistema di voto con le impronte digitali.
Onorevole Gregorio Fontana, come sta andando la rilevazione delle impronte per il nuovo sistema di voto alla Camera che si propone di debellare il rischio dei “pianisti”?
“Come è noto, l’innovazione è tesa a rafforzare la personalità del voto allo scopo di garantire che ognuno voti per se stesso. I parlamentari devono votare per se in aula. Il sistema per il voto attraverso la rilevazione elettronica delle impronte digitali è sperimentale. Nei prossimi mesi sperimenteremo questo sistema per vedere se è davvero efficiente. Lo scopo è quello di eliminare per sempre il malcostume dei pianisti in aula”.
C’è stato qualche parlamentare che si è rifiutato di aderire al nuovo sistema ed ha evitato di fornire le impronte? Come hanno reagito i parlamentari di fronte a questa innovazione?
“Il consuntivo delle adesioni al sistema, che è volontario perché il deputati devono fornire i loro dati biometrici, deve essere fatto alla fine del periodo per l’adesione a questo nuovo metodo di voto. E’ ancora presto per fare dei bilanci. Il nuovo sistema è sperimentale. Quindi dovrà passare ancora del tempo prima che diventi definitivo. Il nostro auspicio è quello di risolvere il problema dei pianisti. Ma credo che ci siano altri problemi da affrontare come quello della revisione dei regolamenti. La maggioranza deve avere la certezza dei tempi di approvazione di un provvedimento e l’opposizione deve avere tempo e garanzia di fare il proprio mestiere. Occorre che questo nuovo sistema non sia utilizzato dall’opposizione come una sorta di tempo aggiuntivo. E’ bene chiarire che questo sistema rallenterà i lavori dell’aula, nel senso che ci sarà un rallentamento pratico dei tempi di votazione. Sarà necessario che, accanto a questo sistema di serietà che garantisce la personalità del voto, ci sia anche maggiore certezza dei tempi di votazione e di lavoro per la nostra attività d’aula”.
Quanto costa questa innovazione per il bilancio della Camera dei deputati?
“A consuntivo costa 400 mila euro”.
Avete trovato delle resistenze nei gruppi parlamentari per questa innovazione che colpisce i deputati assenteisti?
“Le resistenze di fatto non ci sono state per quanto riguarda il concetto che ognuno debba votare per se. Su questo non ci sono discussioni. Il nostro auspicio l’ho detto prima. Non vogliamo che questa novità diventi una sorta di perdita di tempo istituzionalizzata dai tempi delle votazioni. Mano a mano vedremo se questo sistema è davvero efficace”.

Schegge - 10 anni prima: la tragedia di Genova

Negli ultimi tempi ci siamo abituati alle tragedie aeree. In Italia è sempre difficile trovare un eroe per caso come quello dello scorso dicembre a New York, quando un aereo ammarò poco dopo il decollo salvandosi da un pauroso schianto. Ieri abbiamo visto un'altra tragedia dalle parti di Amsterdam. E a quanto pare il 25 febbraio è un giorno disgraziato se proprio dieci anni fa un aereo dell'alitalia uscì fuori pista dall'aeroporto di Genova finendo in mare. Una tragedia per i viaggiatori, l'equipaggio e per i quattro morti di quell'atterraggio sbagliato. Questo è un ritaglio della prima del Corriere del 26 febbraio del 1999 che riporta la notizia e a fianco a destra un immagine dello schianto di ieri ad Amsterdam. Speriamo che il prossimo 25 febbraio si parli d'altro e non del tradizionale schianto del 25 febbraio.